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  • Lazio, Sarri: “Abbiamo fatto una buona partita, è stato pagato un errore”

    Lazio, Sarri: “Abbiamo fatto una buona partita, è stato pagato un errore”

    Il tecnico della Lazio Maurizio Sarri ha parlato ai microfoni di Sky Sport dopo la sconfitta contro il Galatasaray: “Abbiamo fatto una partita completamente diversa da quella di domenica, su un campo difficile. Non abbiamo quasi mai sofferto, siamo stati impartita bene e sembrava una partita sotto controllo. Purtroppo gli errori fanno parte di questo sport e stasera abbiamo pagato un errore ma io lo considero un piccolo passo in avanti da parte della squadra”. I biancocelesti hanno perso all’esordio contro il Galatasaray inciampando nell’errore clamoroso di Strakosha che regala il successo ai turchi. Un evento sfortunato sul quale Maurizio Sarri non vuole attribuire tutto il peso della sconfitta: “La sconfitta non si racchiude nell’errore ma quello di stasera è un passo in avanti nella prestazione. Non abbiamo quasi mai sofferto, siamo stati in partita bene e sembrava sotto controllo. Gli errori fanno parte di questo sport, stasera lo abbiamo pagato ma lo considero un piccolo passo in avanti della squadra”, le sue parole. Poi sul cammino in Europa League: “E’ chiaro che ci teniamo, non mi sembra il momento di cambiare 7/8 giocatori, ne abbiamo cambiati solo 4 alternando le soluzioni che avevamo a disposizione. I nuovi hanno fatto bene: Zaccagni ha fatto bene, Basic ha fatto un discreto ingresso. Dispiace per la sconfitta perché ci mette il girone in salita, ma dobbiamo estraniarci e guardare anche la prestazione. Il problema non è ancora risolto. Abbiamo un problema di tempi e di distanze quindi sulle trasmissioni si arriva in ritardo. C’è da mettere a posto quei metri che fanno la differenza”, ha concluso così il tecnico dopo la sconfitta.

  • Lazio, Sarri: “L’ Europa League è un bella manifestazione. Non mi aspettavo la squalifica”

    Lazio, Sarri: “L’ Europa League è un bella manifestazione. Non mi aspettavo la squalifica”

    Giornata di conferenza stampa per l’allenatore della Lazio Maurizio Sarri. Alla vigilia della sfida contro il Galatasaray, prima giornata della fase a gironi di Europa League, queste le dichiarazioni del tecnico biancoceleste. LA COMPETIZIONE: “L’Europa League è una manifestazione bellissima. Il campionato ti dà idea della stagione che hai fatto, nelle coppe devi essere anche fortunato. Io ho vissuto una finale, ti dà delle sensazioni enormi. Con la Conference League è ancora più difficile, il nostro girone è di grande livello. Terim? Non ha trascorso un lungo periodo alla Fiorentina, ma ha avuto un impatto forte sulla viola. Questi grandi allenatori li ho studiati tutti. Poi vai avanti e non ti rendi conto cosa hai preso da uno e dall’altro”. I NUOVI? “Se qualcuno è stanco, potrò inserire qualche nuovo. Ma non per farli contenti. Domani schiererò la miglior formazione possibile, sceglierò i giocatori che mi daranno più garanzie. In questo momento non possiamo permetterci stravolgimenti, ma vediamo chi si può avvicendare. Basic? È un centrocampista interno, più che di costruzione. A 28/29 anni potrà pensare di fare anche il vertice basso”. LE REAZIONI? “Domani dobbiamo dare una risposta a noi stessi e, se ci riusciremo, saremo contenti anche per i nostri tifosi. Finora abbiamo svolto due buone gare ed una no: per me era prevedibile, chi non se lo aspettava non si è ancora reso conto di ciò che stiamo facendo. Quest’applicazione prevede una fase di rigetto, ora devo lavorare perché sia più breve possibile. Sulla squalifica di 2 turni in campionato? Non me l’aspettavo. Ho una giornata per atteggiamento minaccioso. Nel sottopassaggio ho preso due giornate perché ho detto all’arbitro ‘hai permesso che mi prendesse per il culo un ragazzino’. È stato messo a verbale che io ho detto due bestemmie, ma ho dei testimoni e ho avvisato i miei legali: se ci sarà una sola possibilità su un milione voglio procedere per vie legali”. SPAZIO A MURIQI? “I primi che devono sapere chi andrà in campo sono i miei calciatori e devono saperlo da me. Muriqi lo tengo in considerazione sin dall’inizio e si sta impegnando tantissimo: lo scorso anno è stato criticato ingiustamente, quest’anno si ritaglierà uno spazio importante anche lui. Domani farà parte della partita, devo ancora decidere se lo farà dall’inizio o se a gara in corso”.

  • Lazio: due giornate di squalifica per Maurizio Sarri

    Lazio: due giornate di squalifica per Maurizio Sarri

    E’ arrivata la sentenza del giudice sportivo che ha reso noti i provvedimenti disciplinari. Il tecnico della Lazio Maurizio Sarri è stato fermato per due turni dopo l’espulsione in seguito al battibecco con Saelemaekers. Ecco le motivazioni della squalifica, la prima per aver cercato uno scontro verbale al termine della partita con il giocatore avversario, mentre la seconda per aver contestato nel tunnel degli spogliatoi la decisione arbitrale.

  • Lazio: Sarri vuole un altro esterno d’attacco, idea Pedro dall’altra sponda del Tevere

    Maurizio Sarri oltre a Kostic ha richiesto un altro esterno d’attacco da alternare a Felipe Anderson ed i due giovani talenti Moro e Romero, con Correa che può partire. Così la società biancoceleste è alla ricerca di idee per accontentare il tecnico toscano, magari un colpo low cost senza grosse spese. L’idea principale sembra essere quella che porta a José Maria Callejon, fedelissimo di Sarri al Napoli, che aggiungerebbe esperienza e novità tattiche con il suo grosso sacrificio difensivo e l’attacco del secondo palo. Ma c’è un’altra idea, che va considerata solo come tale al momento ma che stuzzica il ds Tare ed il presidente Lotito, cioè portare sull’altra sponda del Tevere il giallorosso Pedro, in rottura con il club e con Mourinho, che non punta su di lui. Lo spagnolo era uno dei preferiti al Chelsea di Sarri ed il tecnico toscano seppe valorizzarlo e metterlo al centro del progetto tattico, chissà se non lo rincontrerà in biancoceleste…

  • Lazio, Sarri: “Importante rivedere la gente, senza pubblico era tutto triste”

    Finisce oggi il ritiro della Lazio ad Auronzo, il tecnico dei biancocelesti, Maurizio Sarri, ha così commentato l’accoglienza ed il sostegno ricevuti dai tifosi presenti: “Per me è stato importante rivedere la gente intorno alla squadra, è stato bellissimo. Gli ultimi mesi da allenatore li ho fatti senza pubblico ed è stato molto triste. Questo perché il lavoro che si fa in settimana è mirato sicuramente per vincere le partite ma anche per far divertire il pubblico. Rivedere la gente qui mi ha fatto tornare l’entusiasmo. La gente locale considera la Lazio come la loro squadra”. Ha poi parlato degli allenamenti svolti in queste settimane in un panorama bello come quello offerto ad Auronzo: “L’impatto è stato perfetto, così come il terreno d’allenamento e sono contento di quello che ho visto in queste settimane. Il paesaggio che offre Auronzo di Cadore è bellissimo, in allenamento alzavo lo sguardo e mi ritrovavo le Tre Cime di Lavaredo: una fortuna, siamo contenti di aver potuto godere di così tanta bellezza”. 

  • Lazio, Sarri: “Dobbiamo diventare più ambiziosi, qui farò il mio calcio”

    Appena terminata la presentazione di Maurizio Sarri in conferenza stampa, queste alcune dichiarazioni del nuovo allenatore biancoceleste: “Il primo anno sarà di costruzione, ma questo non deve precluderci nulla. Non ci daremo per vinti.  La Champions fa la differenza a livello economico.  Sta nascendo un nuovo ciclo, voglio esprimere un calcio diverso e restare competitivi. Vogliamo diventare fortemente ambiziosi. La società voleva farmi un contratto di quattro anni, sono stato io a chiedere di farlo più corto perché avendo una certa età devo capire, tra due anni, di avere le stesse energie. Se le avrò, sarà felice di prolungare. L’ Europa League è un torneo difficile, porta a giocare di giovedì e ad affrontare trasferte molto lunghe. Servirà una vastità di rosa non banale. Quando si gioca in Europa si deve dare tutto, quando si indossa una maglia va rappresentata al meglio soprattutto in contesti europei. L’obiettivo è partire col 4-3-3, poi però c’è l’evoluzione. A Empoli sono partito in un modo e ho finito in un altro, così come con il Napoli. A Chelsea non c’erano dubbi per le caratteristiche degli attaccanti, spesso ho cambiato modulo rispetto ai primi giorni di preparazione. L’obiettivo è il 4-3-3, vediamo gli esterni che ci saranno, poi non è che ci deve far paura un ragazzino nei 3 attaccanti, vediamo cosa propone il mercato, a cosa ci può portare. ”

  • Sarri intervista a Sportitalia: “ADL mi ha chiamato, Jorginho da pallone d’oro, alla Juve lo scudetto è scontato”

    Sarri intervista a Sportitalia: “ADL mi ha chiamato, Jorginho da pallone d’oro, alla Juve lo scudetto è scontato”

    Dopo un anno lontano dai campi di calcio senza allenare, torna a parlare Maurizio Sarri, ospite a Sportitalia. Ecco di seguito alcune parti dell’intervista del nuovo tecnico della Lazio.

    Oltre 300 giorni dall’addio alla Juve, cosa ha fatto in questo periodo?

    “Niente di particolare, ho fatto quello che non ho fatto per tanti anni. Sono stato con la famiglia, ho letto tantissimo, ho visto tante partite e poi ho fatto una delle cose che mi piace di più, viste tante corse ciclistiche. Io vengo. da una famiglia di ciclisti, mio nonno lo faceva e mio padre è stato corridore professionista. È una passione di famiglia”.

    Quanto calcio ha visto in questo periodo?

    “Tanto, non tantissimo. È stato un anno particolare, stare fuori non mi è pesato molto. Che tristezza gli stadi vuoti, la situazione non mi faceva venire voglia di tornare particolarmente”.

    Lo scudetto con la Juve è stato sottovalutato?

    “Era dato per scontato. All’esterno, ma devo dire anche all’interno. Abbiamo vinto uno scudetto senza festeggiarlo, ognuno ha cenato per conto suo. Probabilmente l’anno giusto sarebbe stato questo, dopo un quarto posto e ho visto che hanno festeggiato, probabilmente ci sono le condizioni ideali. Credo che il mio scudetto sia stato poco festeggiato. Una squadra che viene da 8 anni di scudetti può dare tutto per scontato, ma nel calcio non è mai così”.

    De Laurentiis l’ha chiamata. Perché non ha considerato un ritorno a Napoli?

    “Non avevo la certezza di poter essere molto utile in corsa. E perché non c’erano tanti presupposti. Tutte le società che mi hanno cercato durante la stagione hanno ricevuto la stessa risposta: che ero a disposizione, se volevano, per parlarne a luglio. Però sarei stato disponibile per il Napoli a luglio”.

    Torniamo alla famosa sostituzione di Ronaldo contro il Milan. Come si gestisce uno così? E il suo futuro alla Juve può essere l’anticamera per la Champions?

    “La gestione di Ronaldo non è semplice, è una multinazionale che ha degli interessi personali da abbinare a quelli della squadra. È una situazione sicuramente difficile da gestire. Sinceramente io mi ritengo più bravo a fare l’allenatore e non il gestore, è una cosa che non mi piace, mi annoia e mi diverto di più in campo. È una gestione difficile, ci sono poi tanti aspetti positivi perché a fine anno Ronaldo porta risultati importanti. È chiaro che rappresenta qualcosa che può andare oltre a società e squadra, con tanti follower è chiaro che va oltre la normalità. È il prodotto della nostra società, negli ultimi anni sento parlare tanto di singoli e poco di squadre, che poi sono quelle che vanno in campo. E il valore della squadra non è la somma del valore dei singoli”.

    Ora Jorginho è da Pallone d’Oro?
    “Se vincesse anche l’Europeo, è chiaro che lo diventerebbe. È un giocatore raffinato, probabilmente non capibile da tutti. Devi mettergli gli occhi addosso e guardare solo lui in partita. È tanto bravo e intelligente che fa sembrare tutto facile, raramente ti rimane negli occhi qualcosa di spettacolare. Questa è la sua grandezza. Quando ho iniziato a trattare col Chelsea stava firmando col City, siamo riusciti a intervenire e portarlo al Chelsea. Hanno faticato, tifosi e giornalisti, a capire il gioco di questo ragazzo. Poi è esploso in popolarità anche in Inghilterra, ora ho visto che ha fatto il capitano. Se lo merita”.

    Chi è il nuovo Sarri?

    “A me piace molto De Zerbi. Sono esterrefatto dal fatto che un ragazzo di quella età scelga un’esperienza all’estero e non ci sia una grande che abbia pensato a lui. Secondo me ha fatto bene ad andare allo Shakhtar, mi dispiace non vederlo nel nostro campionato. Poi ci sono altri ragazzi giovani bravi, come Italiano o altri, ma De Zerbi penso abbia dimostrato di poter allenare una grande”.

    Dopo Udinese-Juventus ha litigato quasi a livello fisico con Nedved?
    “No, non è assolutamente vero. C’erano normali discussioni post partita. Non mi è piaciuto che la squadra dopo aver praticamente vinto il campionato avesse un po’ mollato. Non mi piacciono questi atteggiamenti, perché staccare la spina e riattaccarla dopo non è semplice. La squadra doveva tirare al massimo fino a fine campionato per poi presentarsi il più pronti possibile alla Champions anche se non era semplice perché avevamo giocato tante partite in 50 giorni. Per me staccare la spina era un errore”. 

    Sarri contro Mourinho che film sarà?
    “È roba giornalistica. Alla fine giocherà Roma contro Lazio, non potrò segnare io o Mourinho salvare un gol. Contano le squadre, più dei giocatori e degli allenatori: sarebbe importante fare un grande lavoro, tornare a divertirsi e vedere la squadra fare un calcio che ti piace. Io penso che quando un allenatore si diverte lo trasmette e dopo un po’ si divertono i giocatori. Quando si divertono allenatore e giocatori, dopo un po’ si diverte anche il pubblico. Per me dire che si vince giocando male è un luogo comune”.

    Si è divertito più al Chelsea o alla Juve?
    “Mi sono divertito di più al Napoli. E gli ultimi mesi al Chelsea”.

    L’anno dei 91 punti, quella famosa storia dello scudetto perso in albergo. Resta di quella idea?
    “Sì, ma tutti quelli che fanno sport sanno a cosa mi riferivo. Poi ci si può costruire sopra qualsiasi sfottò, la realtà è che la squadra ha visto uno spiraglio aperto. Chi ha vissuto quella notte sa a cosa mi riferivo, quando sono salito in camera ho visto giocatori piangere per le scale: c’è stato un contraccolpo feroce, come se fosse finito un sogno dopo quegli episodi discutibili”.

    Allenerebbe più volentieri Higuain, Callejon o Insigne?
    “Higuain può diventare un fenomeno quando si accende, anche se non è facile farlo accendere. Su Callejon puoi fare grandissimo affidamento, è determinante per gli equilibri di squadra. Se parlo di Lorenzo mi scappa da ridere: è da anni il miglior giocatore italiano. Non so come mai ma se sbaglia cinque minuti se ne parla tantissimo. Ho visto il gol al Belgio, se lo fa un altro se ne parla al TG per un mese di fila. Sono tre ragazzi a cui sono fortemente affezionato”. 

    Mertens centravanti è stata una genialata?
    “Anche una botta di culo. A Bergamo eravamo rimasti in dieci, loro attaccavano e c’erano spazi per ripartire. Noi si è tolto Higuain e messo Mertens da attaccante: in un quarto d’ora ha preso due rigori e fatto il diavolo a quattro. Quindi l’anno in cui si è perso Higuain e avevamo difficoltà a giocare il nostro calcio con altre situazioni, s’infortunia Milik e si torna a quel tentativo. Mi ricordo la discussione con Dries, se secondo lui se la sentiva di giocare in quel ruolo. Gli dissi che avrebbe fatto 18-20 gol. Ne ha fatti 28”.

  • Acerbi parla di Sarri: “E’ un grande allenatore. Faremo una grandissima stagione”

    Dal ritiro azzurro Francesco Acerbi ha rilasciato un’intervista sul nuovo allenatore della Lazio, Maurizio Sarri. Ecco le sue parole: “Siamo felici di averlo. E’ un grande allenatore, sono molto entusiasta, sono contento di averlo come allenatore. Ci saranno dei cambiamenti, non importa: a tre, a quattro, non cambia. Ora gioco a tre ma ho sempre giocato a quattro. Sarà un bel banco di prova per noi, per Sarri, ma sono convinto che faremo una grandissima stagione. L’anno scorso avevamo una spensieratezza mentale talmente forte che entravi in campo e vincevi 2-0. C’era fiducia, giocavamo una gara a settimana e vincevi quasi facilmente. Lo stesso qui: da quando è arrivato Mancini c’è entusiasmo, c’è qualcosa che senti nell’aria. Lo assapori, il gruppo è fantastico. Abbiamo vinto una grandissima partita, ne mancano sei per chiudere al meglio: le difficoltà arriveranno ma siamo pronti”.

  • Lotito esalta Sarri ” Scelta in linea con le ambizioni della società”

    C’è molto entusiasmo in casa Lazio per l’arrivo di Sarri, lo stesso Lotito rivendica la scelta dimostrando come la società sia portatrice di ambizione e vuole costruire un gran progetto tecnico per il futuro.

  • Ufficiale: Sarri è il nuovo allenatore della Lazio

    Attraverso un simpatico ‘post su Twitter rappresentato da una sigaretta la Lazio annuncia ufficialmente l’arrivo di Maurizio Sarri, il neo allenatore dei biancocelesti ha firmato un contratto biennale fino al 2023 a 3 milioni di euro a stagione fino ad arrivare a 4 in caso di qualificazione Champions.