Tag: Simone Inzaghi

  • Inzaghi: “Presto il rinnovo di contratto, l’Inter dell’anno prossimo dovrà essere forte…”

    Il tecnico nerazzurro Simone Inzaghi, visti i trofei vinti in queste stagioni alla guida dell’Inter e soprattutto per la vittoria del ventesimo scudetto, è stato premiato dal comune di Piacenza per i successi sportivi conseguiti. Di seguito vi riportiamo le parole dell’allenatore interista rilasciate durante e dopo la premiazione di questo pomeriggio:

    “Per me è motivo di orgoglio essere qui. Volevo ringraziare la sindaca per avermi dato questa opportunità, è un premio sentito per dove sono nato, un grande orgoglio, ho visto tanti amici di infanzia. Mio padre e mia madre li vedo sempre, soprattutto ora che mi sono avvicinato da Roma a Milano, equesta cosa di poter vedere i miei famigliari spesso mi ha aiutato all’Inter. È un premio personale ma è giusto condividerlo con la famiglia Inter, con i miei giocatori, la mia società, il mio presidente e poi i tifosi, un valore aggiunto per noi. Io avevo vinto lo scudetto da giocatore ma questo primo da allenatore l’ho chiamato ‘scudetto della gioia’ perché per me e i giocatori aver visto milioni di tifosi interisti felici è stato un grande orgoglio. Vincere lo scudetto in casa del Milan è stato un qualcosa che doveva succedere, una gioia. Vincere il campionato con 5 giornate di anticipo è stato meraviglioso per quello che ci hanno tributato i tifosi dell’Inter. Adesso manca la partita con la Lazio, col Verona l’ultima e poi ci incontreremo con la società per il rinnovo. Devo essere sincero, abbiamo sempre avuto tranquillità perché il presidente Zhang e ai miei ragazzi in questi tre anni non ha fatto mai mancare nulla. L’unica cosa che ha fatto mancare è la presenza quest’anno, ma non si è di fatto quasi sentita perché ogni settimana c’era un continuo colloquio per fare in modo che se ci fosse qualche problema ci avrebbe aiutato e io non ho mai avuto alcun problema”.

    “Sicuramente quella del prossimo anno deve essere un’Inter forte. Gli obiettivi ogni anno dobbiamo cercare di migliorarli. Tre anni fa al mio arrivo, pensare a sei trofei e una finale di Champions… è un qualcosa che uno non poteva immaginarsi. Però c’erano tantissime speranze  e sapevo che avrei trovato una società forte, con dei dirigenti fortissimi. Penso a Marotta, Ausilio, Baccin. Sapevo che, nonostante le difficoltà di cui si parlava, avrebbero fatto in modo di costruire delle squadre competitive. Poi con l’aiuto dei ragazzi, dei tifosi, tutti insieme abbiamo fatto in modo di vincere sei trofei, di fare una finale di Champions ed è un qualcosa che personalmente mi rimarrà sempre. L’obiettivo è la Champions? Gli obiettivi dell’Inter sono sempre i trofei. È una squadra fantastica, con dei tifosi meravigliosi: cercheremo di migliorarci come abbiamo fatto ogni anno, sapendo che non sarà semplicissimo perché troveremo delle squadre con gl stessi obiettivi dell’Inter”.

  • Inter, Simone Inzaghi: “La vittoria di un grande gruppo”

    Inter, Simone Inzaghi: “La vittoria di un grande gruppo”

    Simone Inzaghi, allenatore dell’Inter Campione d’Italia, parla è in conferenza stampa al termine di Milan-Inter, il derby che ha consegnato la vittoria dello Scudetto dei nerazzurri.

    Ecco le sue dichiarazioni

    Nel 2020 guidava la Lazio e ha sfiorato l’impresa, nel 2022 ha perso col Milan: le hanno dato fastidio?
    “Lo Scudetto stasera è una bellissima serata, da condividere con tutti, società, dirigenti, presidente che purtroppo non è qui con noi ma che è felicissimo e l’ho sentito. Il pensiero va anche alla mia famiglia, a mia moglie, ai miei genitori, che in questi tre anni sono stati importanti. Il mio limite è non tener fuori il lavoro duori di casa, quindi li ringrazio tutti”.

    Cosa ti rende più contento?
    “Questa gente, la passione dei tifosi. Vedo 3 anni con 6 trofei e una finale di Champions: era difficili immaginarsela così. Grazie ai ragazzi. Abbiamo la matematica in un derby in casa del Milan: è un qualcosa che rimarrà. Vorrei rendere onore al Milan: non era per loro semplice giocare psicologicamente e hanno dato tutto fino alla fine, sono stati validissimi avversari in questi tre anni e lo saranno anche nei prossimi anni”.

  • Inter, ancora un trofeo vinto da Simone Inzaghi

    Inter, ancora un trofeo vinto da Simone Inzaghi

    Ecco il palmarès del tecnico Simone Inzaghi
    Da allenatore
    Scudetto: 1 (Inter 2023/2024)
    Coppa Italia: 3 (Lazio 2018/2019, Inter 2021/2022 e 2022/2023)
    Supercoppa italiana: 5 (Lazio 2017 e 2019, Inter 2021, 2022 e 2023)

  • Inter, Simone Inzaghi: “Dobbiamo fare una grande partita”

    Inter, Simone Inzaghi: “Dobbiamo fare una grande partita”

    Ecco le parole in conferenza stampa del tecnico dell’Inter Simone Inzaghi, alla vigilia della sfida di Champions League contro l’ atletico Madrid

    Si dice che questa Inter è nata a Istanbul: le differenze di approccio tra questa squadra e quella dell’anno scorso, pensando a Porto?
    “Io di questo che la squadra è nata dopo tutto questo non sono d’accordo: io guardo il percorso di questi tre anni e guardo la squadra già dal primo anno cosa è riuscita a fare nelle coppe, dove abbiamo superato un ottimo girone dopo tanti anni, giocando contro Real Madrid e Liverpool due grandi gare. È un percorso di tre anni, nel quale la squadra è sempre riuscita a passare il turno, cosa non scontata negli ultimi dieci anni qui all’Inter. Il percorso è molto più lungo, per quanto riguarda domani sappiamo che sarà complicata, contro un avversario di assoluto valore che in casa propria si trasforma. Sappiamo di avere un minimo vantaggio che ci portiamo da Milano, ma cercheremo di fare la nostra gara”.

    Si parla di un Atletico più d’attacco: a voi andrebbe meglio?
    “Mah, guardando la stagione, abbiamo fatto bene contro squadre che ci hanno aspettato tanto quanto contro squadre più aggressive. Non sappiamo cosa farà l’Atletico domani sera, loro hanno una squadra che cambia durante la partita. Hanno giocatori di grandissima qualità, sappiamo che sarà molto intensa e dovremo essere bravi a gestire difficoltà, che ci saranno come in ogni gara”.

    L’Inter ha ottimi ricordi a Madrid, che similitudini e differenze ci sono con la squadra del Triplete?
    “Sappiamo la storia dell’Inter, quell’anno è stato grandioso. Noi stiamo facendo il nostro percorso, l’anno scorso abbiamo ottenuto la meravigliosa finale di Istanbul che ci siamo giocati con grandissimo orgoglio e quest’anno vogliamo fare il nostro cammino. Lasciamo da parte il campionato e ragioniamo partita dopo partita, in questi due giorni e mezzo abbiamo cercato di prepararla nel migliore dei modi”.

    Inter e Atletico Madrid giocano con lo stesso modulo, si aspetta che Simeone cambi sistema?
    “Non so cosa farà Simeone, io so che l’Atletico gioca con lo stesso nostro sistema: a volte ha cambiato, è passato 4-4-2, ma non penso che i moduli facciano la differenza. Quella la farà l’interpretazione dei giocatori, io ho la fortuna di avere un grande gruppo e domani sera siamo qui per fare una partita importante”.

  • Inter, Simone Inzaghi: “Cambiamenti inevitabili per le troppe partite”

    Inter, Simone Inzaghi: “Cambiamenti inevitabili per le troppe partite”

    Il tecnico dell’Inter Simone Inzaghi ha parlato  alla vigilia della sfida con il Genoa, ecco le sue dichiarazioni.

    Probabili nuove rotazioni anche domani?
    “Senz’altro ci saranno dei cambiamenti, delle rotazioni, ma ho la fortuna di avere i ragazzi a disposizione. Qualcuno purtroppo mancherà anche domani, ma abbiamo visto che, giocando così tanto, qualche giocatore non sempre lo hai a disposizione, tutti quelli impiegati comunque mi hanno sempre dato ottime risposte”.

    Come arriva l’Inter?
    ”Si svuota l’infermeria: Simone Inzaghi ritrova Acerbi e Thuram, che comunque andranno in panchina. Non preoccupa neanche Frattesi, uscito malconcio contro l’Atalanta ma che sarà a disposizione. L’Inter, forte di un vantaggio di dodici punti in classifica, gestirà gli impegni con Genoa e Bologna anche nell’ottica di preparare al meglio il ritorno con l’Atletico Madrid. Out Bastoni per squalifica: in difesa ci sarà Carlos Augusto, Pavard in vantaggio su Bisseck sul centrodestra con De Vrij al suo posto davanti a Sommer. Probabile staffetta in fascia: Dumfries è in pole su Darmian, mentre sull’out opposto farà gli straordinari Dimarco. Scelte quasi obbligate a centrocampo: non volendo rischiare Frattesi sin da subito, Klaassen è l’unico che potrebbe far pensare a un turno di riposo per Mkhitaryan, con la conferma di Barella e Asllani. Ci dovrebbe essere ancora Lautaro a guidare l’attacco, ballottaggio Arnautovic-Sanchez per affiancarlo.”

  • Inter, Simone Inzaghi verso il rinnovo

    Inter, Simone Inzaghi verso il rinnovo

    L’Inter starebbe lavorando al rinnovo del contratto del tecnico Simone Inzaghi. Il club nerazzurro vuole un prolungamento fino al giugno del 2027 e chiaramente ci sarà anche un aumento del suo ingaggio.

  • Champions League, l’Inter grazie ad Arnautovic supera l’ At. Madrid

    Champions League, l’Inter grazie ad Arnautovic supera l’ At. Madrid

    L’andata degli ottavi di finale di Champions League, tra Inter e Atletico Madrid si è concluso con il risultato di 1-0 in favore dei nerazzurri. Decide Arnautovic al 79′ che firma il gol decisivo, per la squadra di Simone Inzaghi.

  • Inter, Simone Inzaghi: “L’Atletico Madrid è forte”

    Inter, Simone Inzaghi: “L’Atletico Madrid è forte”

    L’Inter, torna in Champions League. Simone Inzaghi presenta in conferenza stampa la gara di domani contro l’Atlético Madrid.

    Che compagno di squadra era Simeone e che allenatore è diventato?
    “Chiaramente domani sarà un piacere ritrovare Diego da avversario. È stato un grandissimo compagno di squadra, abbiamo vinto a Roma con la Lazio, poi è andato all’Atletico ma non ci siamo mai persi di vista. Si capiva che sarebbe diventato un grande allenatore, basta vedere cosa ha fatto in 13 anni all’Atlético Madrid. Ha vinto tantissimo e, al di là dell’impronta che dà alle proprie squadre, ho visto giocare l’Atletico: è un piacere vederlo giocare”.

    Qual è lo step ulteriore? Credere fino in fondo alla possibilità di ripetere qualcosa di simile all’anno scorso?
    “Sappiamo quello che abbiamo fatto l’anno scorso, abbiamo vissuto notti magiche insieme alla nostra società e ai nostri fantastici tifosi. Vorremmo rifarlo, sappiamo che ci sono grandissime squadre che hanno la stessa aspirazione dell’inter. Già domani sera affrontiamo un avversario di assoluto valore, una squadra di qualità. Nelle ultime partite l’Atletico ha cambiato 22-23 giocatori e la squadra non è cambiata. È un’ottima squadra, allenata benissimo da Diego: sarà un turno molto complicato per noi, ma ce la giocheremo alla grande. Domani è il primo incontro sui 180 minuti, in casa nostra: sappiamo che ci sarà una bellissima atmosfera e sarà bellissimo giocarla. Ci vorrà la vera Inter”.

    L’Atletico Madrid sta cambiando pelle, però in Champions torna un po’ all’antico. Che versione si aspetta domani?
    “Prevedere quello che succederà domani sera non è semplice, vedendo le ultime partite dell’Atletico hanno cambiato tanto: ho visto la partita con il Las Palmas e sono stati molto aggressivi. In Supercoppa non è stato lo stesso atteggiamento, la penultima partita a Siviglia è stata diversa ancora. È una squadra che palleggia molto di più rispetto al passato, hanno tantissima tecnica e giocatori di ottima qualità. Non ho certezze su quella che sarà la gara, sappiamo che affrontiamo una grande squadra con un allenatore che ha dato grandissima mentalità”.

    Capitolo turnover: in Inghilterra lo fanno meno di noi. Si sente un po’ europeizzato da questo punto di vista, pensiamo alla gara con la Salernitana?
    “Io parto da quello che è successo, da quello che ho fatto io all’Inter. L’anno scorso abbiamo fatto gli ultimi tre mesi molto bene cambiando otto giocatori ogni tre giorni. Però avevo recuperato tutti e in quel momento era la soluzione migliore. Non so cosa succederà da qui a fine stagione. Venerdì avevamo avuto sei giorni di lavoro dopo Roma e nelle ultime otto partite abbiamo quasi sempre, a parte la Supercoppa, potuto lavorare nel modo giusto. Adesso sappiamo che cambierà, perché giocheremo 72 ore e sarà tutto più difficile e complicato. Per quanto riguarda il campionato, venti giorni fa eravamo a meno uno. Adesso a più nove dalla seconda: sappiamo che è facilissimo che possa cambiare tutto. Noi rimaniamo concentratissimi, non guardando a date lontane ma alla partita che viene. Adesso pensiamo all’Atletico, poi al Lecce, sperando di avere meno infortuni possibili. Chiaramente giocando ogni volta a settimana è più semplice, per i recuperi e gli infortuni: i ragazzi lavorano bene e sono monitorati, di volta in volta devo fare scelte non semplici”.

    La sfida con l’Atletico si può paragonare a qualcuna del passato?
    “Potrei pensare al Porto agli ottavi l’anno scorso, una squadra molto determinata. Gli allenatori sono stati tutti e due ex compagni di squadra, sappiamo che sarà un ottavo di grandissima difficoltà. I ragazzi lo sanno e abbiamo cercato di prepararla nel migliore dei modi, dobbiamo essere bravi a gestire i momenti della gara ma i ragazzi sono cresciuti”.

    Cosa le piace di più del Cholo e dell’Atletico?
    “Per quanto riguarda Simeone, l’ho detto: è stato un grandissimo compagno di squadra ed è un ottimo allenatore. So quanto è difficile rimanere tanti anni in una società, mi è capitato alla Lazio e spero di poter continuare qua: noi allenatori siamo giudicati in base ai risultati. Simeone li ha avuti ottimi all’Atletico, non mi fermo a carisma e mentalità: è una squadra che gioca a calcio, con dei principi, vogliono il dominio del gioco e gioca un ottimo calcio”.

    Le piacerebbe diventare il Simeone dell’Inter o in Italia non è una cosa realistica?
    “Questo è difficile, l’ho capito negli anni alla Lazio e adesso qui all’Inter. In venti giorni cambiano velocemente i giudizi sui calciatori, sugli allenatori: è inutile pensare troppo, bisogna lavorare sui principi, con questi ragazzi che hanno il sorriso sempre addosso. Abbiamo fatto sei mesi nel migliore dei modi, ma la cosa più importante sono questi tre che mancano”.

    In tutti i dati l’Inter è migliore dell’Atletico: non siete favoriti?
    “Assolutamente. Hanno tanti giocatori, hanno giocato tantissime partite, finali Champions, partite da dentro o fuori. Sarà una bellissima gara, tra due squadre che giocano bene a calcio e hanno principi solidi. L’abbiamo visto negli ultimi anni, l’episodio la può cambiare: penso al ritorno con il Liverpool due anni fa quando prendiamo un’espulsione. Sembravamo dominare… Poi la finale col City, giocata molto bene che avrebbe potuto avere un altro epilogo. Sarà una bellissima partita, con due squadre che giocheranno per entrare nei quarti”

  • Inter, Simone Inzaghi: “Partita sempre importante’

    Ecco di seguito le parole in conferenza stampa del tecnico dell’ Inter Simone Inzaghi alla vigilia della partita Inter – Juventus.

    derby d’Italia è un classico, c’è grande attesa anche a San Siro. Che partita si aspetta?
    “Senz’altro la partita di domani è importantissima, non decisiva ma importantissima. Sarà molto combattuta, all’andata non fu entusiasmante ma domani giochiamo in casa davanti ai nostri tifosi e cercheremo di fare la gara nel migliore dei mondi, sapendo che affrontiamo una grande squadra che ha avuto un percorso simile al nostro”.

    Rispetto all’andata, sente l’obbligo di vincere questa partita?
    “Quello è l’obiettivo, tutte le partite si giocano nel migliore dei modi. La classifica, al di là degli asterischi, è simile la nostra e quella della Juve. Noi dovremo essere bravi: sappiamo l’importanza della gara, anche perché la giochiamo nel nostro stadio, ma abbiamo grandissimo rispetto della Juve”.

    A livello tattico si aspetta una partita simile alle ultime?
    “Abbiamo giocato tante volte contro la Juve negli anni, abbiamo fatto finali importantissime, partite di campionato, finali di Coppa Italia: ogni gara ha una storia a sé. Domani sarà una gara molto equilibrata, dovremo usare tantissima testa, cuore, ed essere pronti a fare una corsa in più per il compagno se sarà in difficoltà”.

    Se potesse togliere un giocatore alla Juve?
    “Stanno facendo tutti un percorso straordinario in campionato, è una squadra che, a differenza nostra, ha giocato 24 partite mentre noi 30. Abbiamo avuto un grandissimo percorso, sono stati tutti molto bravi”.

    Allegri ha ribadito che punta alla Champions, chi ha più pressione?
    “Entrambe le squadre avranno pressioni, ma allo stesso tempo bisognerà essere contenti di giocare una partita, dopo un avvio di campionato fatto da entrambe nel migliore dei modi. Ci sarà pressione, come è normale che sia nel calcio, ma bisogna essere fieri di giocare una partita così. Noi nel nostro stadio sapremo che avremo la spinta dei tifosi e cercheremo di renderli felici”.

    Da marzo in poi avete giocato un grandissimo calcio, si aspetta una Inter all’altezza delle sue migliori prestazioni?
    “Questo è l’augurio, è la preparazione che facciamo. I ragazzi si stanno allenando bene, manca ancora l’allenamento di oggi e quello di domattina. A oggi tutti sono a disposizione eccetto Cuadrado: come ho detto prima, è una partita importantissima per tutto il valore che c’è, oltre alla classifica”.

    È la partita più importante per lei da allenatore dell’Inter dopo la finale di Champions? E siete favoriti?
    “Di griglie si è parlato tanto, io dico solo che siamo l’Inter. Sappiamo di avere grandi responsabilità quotidianamente: abbiamo fatto 30 partite molto positive. Se ripenso al mese di gennaio, abbiamo giocato 5 partite in 22 giorni, le ultime quattro lontane da San Siro e abbiamo portato a casa un trofeo a cui tenevamo tanto. Dobbiamo continuare, gennaio è stato intenso e positivo ma dobbiamo guardare avanti. Domani sera abbiamo una grandissima partita che vogliamo fare nostra. Però è una partita importante, non farei paragoni: mancano quattro mesi, non è decisiva”.

    Inter parte da leone, la Juventus da scorpione. Domani è la grande partita dove l’Inter impone la sua legge?
    “Mah, chiaramente noi cercheremo di fare una grande partita. Alla vigilia pensi a come fare la partita, poi devi sempre pensare all’avversario di fronte. Tante volte i risultati sono figli delle prestazioni, ma devi anche pensare che l’avversario si è preparato come te e vuole crearti grandi difficoltà. In questi anni abbiamo fatto finali, semifinali, partite di campionato: nell’ultimo anno e mezzo con la Juve avremo fatto otto partite, tutte diverse. Sarà molto equilibrata e cercheremo di interpretarla bene dall’inizio”.

    In che cosa si sente simile ad Allegri e in cosa diverso?
    “Allegri ha vinto tanto, è un allenatore vincente, esperto, pratico. A me piace molto come allenatore: abbiamo anche un’età diversa, quello che posso dire è che quest’anno ho visto una ottima Juventus. Vincere 16 partite su 21 vuol dire che sono stati molto bravi. Serviva una super squadra per tenere il passo dell’Inter e la Juve si sta dimostrando tale”.

    Cosa la porta a cambiare l’atteggiamento della squadra e cosa dobbiamo aspettarci domani sera?
    “Dipende da partita a partita, anche dall’avversario che si va ad affrontare. Come detto prima, tante volte ti si prospetta in testa una determinata partita e poi, nonostante quello che si prepara, che cerchi di creare nei giorni precedenti alla gara, ti vengono partite che non immaginavi. Abbiamo visto anche l’Inter cambiare di partita in partita, domani quello che vogliamo fare noi è una grandissima partita”.

    Troverete un nuovo manto erboso a San Siro. In Arabia si è vista un’altra Inter rispetto alla gara col Verona….
    “Andremo oggi a fare la rifinitura. A gennaio abbiamo fatto cinque partite, le ultime quattro lontano da San Siro: tra Monza, Firenze ed Arabia abbiamo trovato campi perfetti. Ho visto la partita del Milan contro il Bologna, sembrava un campo ottimo ed è giusto che uno stadio come San Siro lo abbia”.

    Quanto è importante il riposo di Barella, Calhanoglu e Dimarco?
    “Sono state squalifiche che sono arrivate, mentre Federico aveva fatto tre ottime gare dopo il rientro e ha avuto un problemino, in Arabia ha speso tanto. Domenica ho optato per Carlos Augusto”.

    Dumfries indietro nelle gerarchie?
    “Ha avuto un ottimo avvio di stagione, ha fatto assist e gol. Stava avendo un grandissimo percorso, poi ha avuto un problema a Napoli, nella seconda partita di novembre, ha avuto una lesione e poi è rientrato. Adesso sono contento di lui, ha lavorato molto bene e a Firenze è entrato nel modo giusto. Sta tornando il vero Dumfries, essendo un giocatore fisico ha bisogno di essere al 100%. In quel ruolo ha giocato benissimo Darmian, è arrivato Buchanan che mi sta soddisfacendo”.

    Venite da diverse vittorie senza prendere gol. Siete in fiducia?
    “Al di là di non prendere gol, le vittorie portano autostima. Questa settimana abbiamo lavorato, abbiamo visto dove abbiamo fatto meglio a Firenze, perché noi dobbiamo sempre cercare di andare al di là del risultato. Abbiamo analizzato, perché in determinati momenti dobbiamo fare meglio. Ogni partita è un insegnamento per tutti”.

    Di solito si prende tempo per inserire i nuovi. Stesso discorso per Buchanan, quanto tempo ci vuole e può fare anche la seconda punta?
    “È un ottimo giocatore, a mio parere è un quinto a tutta fascia. Ha ottime qualità e valori fisici, molto bravo nell’uno contro uno. Viene da un altro campionato, è normale che abbia bisogno di tempo ma sta migliorando ogni giorno di più e ci sarà molto utile. Guardate Bisseck: è arrivato che non parlava la lingua, giocava in un’altra nazione con un altro modulo ed è stato bravissimo. Adesso negli ultimi due mesi è un titolare effettivo dell’Inter che ci sta dando grande soddisfazione”.

    Spesso siete criticati, come fa ad isolarsi?
    “Diciamo che abbiamo avuto negli anni una bella palestra. Ci siamo rinforzati, penso sia normale, ma non solo per Inzaghi e per i giocatori: vale per tutte le grandi società. Ho fiducia nei miei ragazzi, li vedo lavorare giornalmente, sappiamo di avere una grandissima responsabilità per questi colori. Sono fiducioso, ma sappiamo che nel calcio bisogna guardare avanti e dobbiamo pensare solo a domani sera”.

    Come mai in questo campionato tutti tendono a giocare un po’ a nascondino?
    “Su questo ho risposto altre volte, non mi interessa cosa dicono gli altri ma so che abbiamo le nostre responsabilità. Non faccio griglie, dico solo che cercheremo di fare più partite possibili. In Coppa Italia purtroppo abbiamo perso ai supplementari, la Supercoppa siamo stati bravi a vincerla, in campionato dovremo fare il massimo”.

    C’è qualcosa di diverso nei confronti con Allegri che la mette in difficoltà?
    “L’ho detto prima, ho grandissima stima di Allegri. Per fortuna ho vinto parecchio contro la Juve, abbiamo anche perso: non penso sia una sfida Inzaghi-Allegri, ma Inter-Juve. I protagonisti i giocatori che vanno in campo, oltre i rispettivi staff che cercano di aiutarli”.

    La Juve non gioca le coppe, l’Inter sì. È un vantaggio?
    “Sicuramente è un vantaggio giocare una partita a settimana, è inutile negarlo, ma penso che sia anche inutile parlarne. Sappiamo che è così, noi chiaramente siamo contenti del nostro percorso in Champions e continuiamo sulla nostra strada, preparando le partite nel migliore dei modi e sapendo che a gennaio abbiamo avuto cinque partite in ventidue giorni, così come che a febbraio avremo un mese molto impegnativo”.

  • Supercoppa italiana, l’Inter vince grazie al solito Lautaro Martinez

    Supercoppa italiana, l’Inter vince grazie al solito Lautaro Martinez

    La finalissima di Supercoppa italiana tra Inter e Napoli si è conclusa con il risultato di 1-0 in favore dei nerazzurri che vincono di misura.

    Espulso Simeone al 62′, in pieno recupero al 92′ Lautaro Martinez segna il gol che da la Supercoppa italiana all’Inter di Simone Inzaghi.