Tag: SPALLETTI

  • Napoli, Spalletti: “Dobbiamo continuare per questa strada”

    Napoli, Spalletti: “Dobbiamo continuare per questa strada”

    Cinque su cinque in Champions League e un filotto di tredici vittorie consecutive. Così il Napoli arriva all’ultimo impegno della fase a gironi di Champions League, il più difficile, sul campo del Liverpool. Già qualificati, agli azzurri basterà non perdere con più di tre gol di scarto per ottenere il primo posto nel gruppo. Luciano Spalletti presenta la partita in conferenza stampa. Paragone Salah-Kvaratskhelia? Sono due calciatori che in modi diversi riescono a fare queste giocate geniali, perché di questo si parla. Gli puoi giocare qualsiasi palla semplice addosso e loro riescono a trasformarla in occasione per la squadra. Hanno questa facilità di puntare e saltare l’avversario, di accarezzare la palla mentre vanno a duemila orari e fare un ribaltamento d’azione. Tutti e due sono molto convinti delle loro potenzialità, nell’essere così semplici, così bravi ragazzi, così disponibili ad aiutare sempre tutti. Effettivamente sono due che possono metterci del loro”.

    Cosa ne pensa dei complimenti di Klopp?
    “Mi sembra di aver letto che ha detto anche che non pensano a vincere 4-0… Penso che l’abbia detto seriamente. Se l’ha detto seriamente che non può vincere 4-0 se vuole ne parliamo (ride, ndr). I complimenti eccessivi a volte servono a metterti lassù per poi poterne ascoltare il tonfo. Quando invece ci sono delle critiche, se fatte in maniera corretta ci si trova sempre gli spunti per migliorare e vedere se la critica è corretta o no. Se invece l’ha detto in maniera un po’ differente… Intanto lui ha fatto le ultime due finali di Champions, per cui è più bravo di tutti, lui e la sua squadra. Poi si accorgerà, quando allenerà il Napoli, che ‘cca nisciuno è fess’”.

    Cosa pensa del momento del Liverpool?
    “Intanto il Liverpool è una squadra in gran salute, non facciamoci ingannare dal risultato dell’ultima partita, che io ho visto tutta e bene e anche quelle precedenti. Io lo trovo il Liverpool di sempre. Poi è chiaro che se sbagliano dieci gol davanti al portiere e per casualità girano storti tutti gli episodi, come nella loro ultima partita, può essere messo in discussione un risultato. Io ai miei calciatori permetterò e sarò disponibile affinché perdano ogni pallone, ma non sarò permissivo sul fatto di non giocare i palloni che gli capiteranno tra i piedi. Va fatta una partita corretta, tranquilla, dal punto di vista delle intenzioni. Ci saranno dei momenti in cui dovremo essere bravi a sopportare la loro qualità e la loro velocità nel proporre calcio. Anche questo fatto di andare da una parte a un’altra ti porta a sbandare. Ogni qualvolta che sarà riconquistata la palla voglio vedere le stesse intenzioni, perché questo sarà il nostro possibile biglietto per uscire da questa partita in maniera corretta”.

    Cosa pensa della differenza economica tra i club di Premier League e quelli di Serie A?
    “Se puoi spendere più soldi è chiaro che sia più facile. Ma se sei organizzato bene ci sono altre possibilità di portare i risultati a casa, come ha fatto il Napoli quest’anno prendendo calciatori che possono fare la differenza e possono diventare top player, come quelli più pagati. Noi siamo nelle condizioni di poter crescere ulteriormente, però sono stati presi dei calciatori di qualità all’inizio da parte della società”.

    Lozano sta crescendo molto nell’ultimo periodo.
    “E’ merito delle qualità che ha, perché è un bravo ragazzo e un calciatore top. Ma il Napoli è una squadra che si trova a perfezione, in cui tutti aiutano tutti e tutti vanno nella stessa direzione. Questo permette di dare qualcosa in più individualmente”.

    Aveva sperato di arrivare in questa situazione a quest’ultima partita? E poi assomigliate davvero al Liverpool?
    “Sarebbe stata dura pensare di venire a giocare qui nella nostra situazione attuale, avendo nel girone i numeri uno al mondo. Ma questo significa che c’è sempre possibilità di trovare soluzioni, lavorando. Non lo so se noi assomigliamo al Liverpool, sicuramente però vorremmo fare questo. Allenatori come me, quando si parla a Coverciano, spesso vengono portati davanti alle qualità. Le squadre come Liverpool, Manchester City, Chelsea… Qui ci sono i calciatori migliori del mondo, qui in Premier League, e tutti noi siamo venuti a prenderci delle giocate”.

    Al netto dei complimenti, siete venuti qui per fare risultato?
    “Noi accettiamo i complimenti, se sinceri, ma i complimenti non fanno risultati e classifica. Sappiamo che domani sera sarà durissimo. Dovremo riuscire ad essere quelli di sempre, quelli dell’andata, ed è quasi impossibile ripetere quella partita.  Arrivare primi o secondi cambia tutto, mi sembra superfluo rispondere se vogliamo vincere o meno: siamo venuti qui con le intenzioni più sane possibili. Poi c’è di mezzo un palcoscenico del genere, contro quegli attori lì, e dovremo dimostrare di essere all’altezza”.

    Cosa ha frenato la scorsa stagione l’utilizzo del 4-3-3?
    “Probabilmente ne deve parlare con chi voleva il 4-2-3-1. E poi noi avevamo a disposizione una rosa simile a quella di quest’anno in termini di valore dei giocatori. Anche in questa stagione giocheremo 4-2-3-1 in determinate situazioni, dipenderà dall’avversario, dalla condizione, dal momento all’interno della partita. Non c’è una soluzione unica per tutte le situazioni, ce ne sono più di una, allora bisogna testarle tutte, mettendole in pratica”.

  • Napoli, Spalletti: “Dobbiamo continuare così”

    Napoli, Spalletti: “Dobbiamo continuare così”

    Alla vigilia della sfida di Champions contro i Rangers, l’allenatore del Napoli Luciano Spalletti risponde alle domande della stampa nella sala conferenze del Training Center di Castel Volturno.

    Che difficoltà nasconde la gara con i Rangers? L’obiettivo qual è?
    “In tutte le gare si deve mettere il massimo, le difficoltà sono di ripetersi ogni volta, mettere dentro tutte le qualità necessarie, bisogna andare forte, vincere domani poi potrebbe rivelarsi fondamentale perché ci permetterebbe di arrivare a giocare la gara col Liverpool con 15 punti e ci consentirebbe di usare la differenza reti a nostro favore, quindi la vittoria sarebbe fondamentale per l’ultima partita”.

    Come ha programmato il turnover? Sarà più ampio?
    “Io scelgo sempre la formazione per vincere, non per il turnover. Poi sulla possibilità di avere dei giocatori forti anche fuori, mi dà l’alternativa di poter far giocare anche altri. In pratica, siamo tornati alle 2 da Roma, la mattina alle 11 è difficile sviluppare l’allenamento, anche oggi chi ha giocato ha fatto seduta diversificata, ancora devono recuperare e quindi avendo una rosa di livello abbiamo possibilità di cambiare qualcosa e lo faremo. Ci faremo 3-4 giocatori freschi”.

    A che punto è la crescita sul piano della consapevolezza anche in Europa?
    “Finora possiamo dire che siamo ad un buon livello, non c’è mai stato il dosatore, ma abbiamo sempre usato le qualità che abbiamo, non siamo mai stati messi in difficoltà seria dagli avversari, ma riguarda finora e non ci dobbiamo soffermare su quanto fatto, ma trovare una soluzione per quello che possiamo diventare e questo ci impone di essere sempre più bravi e cercare soluzioni nuove perché abbiamo giocatori che ogni tanto trovano pezzi superiori alla media, tipo il gol di Osimhen a Roma”

    Multa alla Roma, clima difficile per lei, da uomo di calcio cosa si può fare per l’astio verso Napoli? E’ fomentato anche per il primo posto?
    “Si possono togliere barriere, io proverei a far arrivare le persone senza recinzione, vediamo cosa fanno, forse è il recinto che ti stimola ad andare di là. Mettere in evidenza cosa fanno migliaia di persone che amano il calcio e vogliono divertirsi e godere dello spettacolo, e buttare fuori gli imbecilli che disturbano e fanno casino, quelli sono in minoranza, e dare spazio ai bambini che vogliono vedere sport e dare slancio anche al sociale. Gli stadi sono lasciati a come erano tanti anni fa, non aiutano, servono stadi nuovi, creano posti di lavoro, prospettive e duemila situazioni”.

    Le dà fastidio quando sente, molto spesso, che il Napoli non ha meritato una vittoria?
    “E’ vero siamo primi in diverse competizioni, ma conta essere primi per i nostri tifosi, noi abbiamo il dovere di tentare di essere primi in tutto quello che facciamo per rappresentare i nostri tifosi. Poi figuriamoci se io rispondo a uno come Mourinho, con la storia che ha, se lui dice qualcosa io devo stare attento per capire anche altro. Noi siamo contenti di ciò che stiamo facendo”.

    Periodo difficile per i Rangers tra infortuni e brutte prove, come la vedi ricordando l’andata?
    “Ho visto le ultime partite, ho trovato molte cose fatte bene, van Bronckhorst è un tecnico di qualità e sa trovare soluzioni. Nell’ultima col Liverpool a fine primo tempo era 1-1 ed avevano avuto altre situazioni chiare per far gol. E’ un errore pensare ad una squadra abbordabile, non lo penseremo. Noi andremo a dare il massimo altrimenti significherebbe non avere il dna vincente”.

    Come sta Anguissa? Farà parte dei convocati? Ndombelé l’ha sostituito bene?
    “Anguissa è convocato. Sì, sono soddisfatto, se ha giocato la volta dopo… l’urlo Champions del Maradona è un copyright tutto nostro. Ti va bene come risposta? (ride, ndr)”

  • Napoli, Spalletti: “Il primo posto nel girone è importante”

    Napoli, Spalletti: “Il primo posto nel girone è importante”

    Alla vigilia della sfida di Champions League contro l’Ajax, l’allenatore del Napoli Luciano Spalletti risponde alle domande della stampa nella sala conferenze dello Stadio Diego Armando Maradona.

    Con la Cremonese ritmo troppo lento?
    “In alcuni momenti il ritmo è stato più basso rispetto alle ultime partite. Non so se è stata stanchezza o la caratteristica degli avversari o la loro volontà di crearci problemi. Prima della gara li ho visti allenarsi benissimo, come li ho visti oggi. Quindi sono fiducioso che riusciremo ad avere un buon ritmo contro l’Ajax”.

    Domani pensate al primo posto nel girone?
    “Domani ci giochiamo la qualificazione al Maradona con lo stadio pieno. Sappiamo quale sarà la loro reazione dopo l’andata, noi vogliamo interpretare la gara come se fosse una finale. Dobbiamo metterci l’atteggiamento di voglia e di fame senza fare calcoli. Abbiamo sempre ragionato allo stesso modo, fino ad ora ci ha portato sempre risultati. Sarebbe gravissimo modificare il nostro atteggiamento”.

    Osimhen è già un punto di forza o bisogna vederlo in campo per vedere la sua condizione?
    “Si, è già un punto di forza perché è un calciatore top. Prevenzione per gli infortuni muscolari? Rrahmani ha subito una torsione in un’azione, sono cose successe a tutti e possono succedere. Ci dispiace perchè è una perdita importanti. Tutti si sono allenati bene, abbiamo carte da giocarci anche in quel ruolo. Non avremo problemi a mettere una formazione di tutto rispetto”.

    Ritmi europei più adatti al vostro gioco?
    “L’Europa ha dei ritmi diversi, non dimentichiamoci che si pensava ad un girone con grandissime difficoltà perché ci sono squadre che hanno determinato un po’ la qualità della Champions. Dobbiamo giocare su questi ritmi, perché tante squadre giocano questo calcio e andare a prendere cose che ancora non sono nostre. Bisogna avere una prospettiva per migliorare. Bisogna alimentare questa voglia e questa ricerca in tutte le cose dentro la partita”:

    In Olanda sono rimasti scioccati…
    “Fino al gol siamo stati anche in difficoltà. Lì abbiamo avuto la reazione dei campioncini, abbiamo capito che ci voleva qualcosa in più e siamo riusciti nel metterlo in campo. Saremo bene attenti dal cominciare domani la gara nel modo più corretto possibile”.

    Come motivare la squadra dopo un 6-1?
    “Si affronta a livello semplici, perché si vanno simulare cose naturali. Se fossi l’allenatore dell’Ajax avrei chiaro cosa dire e cosa fare. Più cose facciamo e più gli avversari ci metteranno qualcosa in più di conseguenza. Se noi siamo appagati gli avversari si motiveranno ancora di più. Abbiamo fatto dei risultati e sappiamo quale è stato il comportamento per arrivarci. Dobbiamo metterci sempre qualcosa in più per dare continuità. Per caratteristiche non sono negativo, siamo fiduciosi della forza e delle potenzialità che abbiamo”.

    Anticipa qualche scelta di formazione?
    “Sicuramente qualcosa cambierà, ma meglio non dire cosa. E’ un po’ scorretto far sapere ai giocatori le mie scelte prima dai giornali. Se si fa un gruppo Whatssapp, appena la comunico a loro comunico la formazione a tutti. Raspadori è qui per quello gioca? No, è una scelta della comunicazione. Io scelto tre giocatori, vi dico che ho già scelto per la prossima volta in conferenza Simeone e Mario Rui”.

    Chi gioca 30′ può decidere la partita, Osimhen si è calato in quest’ottica?
    “Quando l’ho tolto dal campo non ho mai visto cattive reazioni da parte del ragazzo. E’ sempre propositivo e molto attaccato ai risultati dei compagni e della squadra. Poteva diventare e deve diventare un altro leader di questa squadra, per come si sta allenando e come si sta confrontando con i nuovi compagni è dentro il ruolo. Siamo fortunati, abbiamo tre attaccanti con caratteristiche differenti e possiamo avere la totalità delle qualità della prima punta”.

  • Napoli, Spalletti: “Siamo due squadre dove in certe cose ci assomigliamo”

    Napoli, Spalletti: “Siamo due squadre dove in certe cose ci assomigliamo”

    Il Napoli alla prova dell’ Ajax in Champions League dopo le vittorie con Liverpool e Glasgow. Luciano Spalletti presenta la sfida in Champions League. Ecco le sue dichiarazioni:

    Sull’Ajax?
    “Noi e l’Ajax ci assomigliamo molto come tipo di squadra, ci piace giocare palla a terra e costruire dal basso. Loro hanno anche l’alternativa di questo gioco subito lungo, dove avendo calciatori anche d’impatto a livello fisico gli si può scaraventare la palla addosso. Noi su questo dobbiamo spesso trovare un verso al modo di attaccare. Sarà una sfida emozionante, in uno stadio magnifico e contro un club fantastico. Riusciremo a diventare grandi soltanto facendo delle grandi partite”.

    Fondamentale approcciarsi a questa gara con la giusta mentalità
    “La personalità te lo dà il modo di entrare in partita. Nono si possono fare partite dove ti nascondi un po’ per avere un vantaggio. Si parte subito forte, perché l’Ajax è una squadra che costruisce bene e si cerca di togliergli lo spazio. Si parte subito forte, perché l’Ajax è una squadra che costruisce bene e si cerca di togliergli lo spazio”.

    Chi gioca domani?
    “Abbiamo una rosa di livello e può essere che domani due o tre titolari giocano al posto di altri due o tre titolari. Non c’è bisogno di fare i nomi. Valutiamo tutto con il nostro staff, quando hai un solo allenamento devi farle certe valutazioni”.

    Che effetto fa giocare in questo stadio?
    “E’ bellissimo venire a giocare in uno stadio bellissimo come la Crujf Arena e contro un club con questa storia. Ogni vigilia della partita di Champions è per me come la vigilia del giorno di Natale. E’ bello anche stasera, vogliamo essere all’altezza dei nomi che hanno questa competizione. Guardiamo sempre avanti, vogliamo creare ancora più spiragli per infilarci dentro e fare ancora meglio. Da tutti gli allenamenti si può trarre qualcosa da mettere in pratica, se ti adagi su quelle che possono essere le decisione ti ritrovi ad essere portato in giro dagli avversari”.

    Sui complimenti del tecnico dell’Ajax Schreuder
    “Ha un po’ esagerato sui complimenti, non modificheremo niente dai nostri atteggiamenti. L’anno scorso ci è stato da insegnamento, ora che ci siamo giocheremo col massimo dell’attenzione. Domani non ci saranno cervelli distratti sul campo”.

    E’ la squadra più forte che ha allenato? “Bisogna spingere sempre forte restando sempre coscienti e bravi ad interpretare quello che succede in una partita. Si va forte su un avversario e si va a fare le considerazioni veloci perché le distanze di squadra devono essere sempre le stesse. Bisogna ancora migliorare, bisogna fare step in avanti. Ci deve essere la volontà di farlo e di guadagnarselo partita dopo partita”.

    Domani può essere determinante per la qualificazione?
    “Dipende dal risultato, non lo so. Se saremo straordinarie possono essere decisive queste due partite, ma questo avversario ha giocatori giovani e forti come noi con forse più esperienza di Champions di noi”.

    Un giudizio su Lozano?
    “E’ un giocatore per noi fondamentale. Quando ha giocato ha fatto vedere di avere quelle caratteristiche che possono aiutare la squadra. Ho una squadra di livello come rosa con tanti giocatori bravi. Alle volte può esserci di fare un minutaggio minore, ma fondamentale che quando si entra in campo non lo si fa per sostituire un compagno ma per dare cose nuove per dare benefici alla squadra. E lui lo sta facendo”.

    La storia dell’Ajax?
    “Non guardo al passato. L’Ajax è una squadra forte che gioca un calcio moderno come vuole la tradizione di questo club”.

    Di Lorenzo ha giocato tanto…
    “Non è il solo ad aver avuto un minutaggio importante. Si vanno a vedere tanti elementi per capire se ci sono le possibilità di buon recupero. Per quanto riguarda Di Lorenzo, è un robot più che un umano. Lui anche quando fa l’allenamento dopo la gara, ti manda segnali ben precisi di quella che è la sua condizione. Non abbassa mai la guardia. E’ un capitano vero, professione capitano per lui!”.

    Valutazioni su Zanoli?
    E’ un giocatore moderno, la sua caratteristica è quella di andare a ribaltare l’azione, ha forza e ha corsa. Gli darò fiducia durante l’anno sicuramente”.

  • Napoli, Spalletti: “I nazionali rientrati devono essere valutati”

    Napoli, Spalletti: “I nazionali rientrati devono essere valutati”

    Alla vigilia della sfida contro il Torino, il tecnico del Napoli Luciano Spalletti risponde alle domande della stampa nella sala conferenze del Konami Training Center di Castel Volturno. 

    Si è presentato con delle rose, perché?
    “Sono per ricordare Mahsa Amini e Hadith Najafi (morte in Iran, ndr), non aggiungo altro”

    E’ rientrato anche Lozano, c’era qualche osservatore speciale per problemi?
    “Quando i nostri vanno in nazionale, li seguiamo giorno per giorno, a qualcuno ha fatto anche bene giocare queste partite perché aveva giocato un po’ di meno con noi. Qualcuno avendo giocato la doppia gara con la nazionale, facendo un bel calcio, ha dato seguito al discorso col Napoli, la nazionale ha giocato due buonissime partite. Non abbiamo avuto infortuni e s’è dato seguito al lavoro, poi sulla possibilità di allenarsi insieme noi abbiamo a fuoco il nostro discorso e basta poco per richiamarlo e stamattina li ho visti tutti molto presenti con la testa. Nonostante nazionali e viaggi, siamo pronti per la partita”.

    E’ il primo crocevia per il Napoli in campionato e Champions?
    “Ogni partita serve a ricordare siamo forti oppure no, è un discorso che va al di là della valutazione di una gara, il percorso sarà lungo e difficile e tutte le volte dobbiamo rifare le stesse cose, serve impegno costante non solo per il risultato ma per quanto riguarda lo sviluppare ogni singolo allenamento, con gli atteggiamenti corretti per avere continuità nel lungo periodo. Io non ho mai visto assegnare scudetti a settembre, ma sempre a giugno e c’è tanta strada da fare”.

    A Milano Domenichini svelò che lei si arrabbiò un po’, cosa fare domani per non farla arrabbiare?
    “A Milano se uno capace come Pioli dice che hanno giocato una bellissima partita, con tante occasioni, io sono abbastanza d’accordo e questo però dà valore a questa vittoria perché il valore te lo dà il confronto con chi c’è davanti. Se batti il Milan che ha fatto cose bellissime, le abbiamo fatte anche noi. Poi in generale io dico in sintesi che il talento da solo non basta mai e sono convinto di questo, bisogna essere esecutivi anche in ciò che non è nelle nostre qualità, caratteristiche, quando Pioli dice che hanno avuto le palle per far gol ha ragione, ma c’è partecipazione nostra nel senso che non abbiamo avvertito quel pericolo, anche i giocatori offensivi quando entra il terzino… ad esempio il Torino domani avrà uno dei difensori che è un ex centrocampista e si inserirà proprio dentro la mediana e c’è bisogno di lavorare tutti, altrimenti c’è inferiorità numerica. Poi dopo quando la riconquisti riporti il discorso nelle tue qualità”.

    Giocare contro le squadre di Juric è sempre complicato. Raspadori o Simeone? Per come difende il Torino chi fa più al caso?
    “Entrambi e giocheranno entrambi, poi decida lei se fare un titolare da 60 o uno da 30, se quello da 30 poi determina la partita evidenzia una qualità di scelta e di momento che sorpassa l’importanza di giocare dall’inizio per 60′. Questo discorso su chi gioca di più o meno va affrontato nel modo giusto, per arrivare a fare quel percorso lungo dobbiamo avere gente in condizione, stimolata, non è facile poi giocare una partita dopo mesi e vanno utilizzati con i 5 cambi. Rigiochiamo martedì per cui anche scrivere chi è titolare e l’altro no, cambia poco… noi abbiamo loro 2 per 90′ e poi altri 90′ martedì e li utilizzeremo insieme, sono due titolari. Poi quando uno strappa per 70′, c’è bisogno di un altro, chi gioca 20 magari è quello che ce la fa vincere”.

    Questo equilibrio in testa durerà?
    “Sì, sono tutte squadre attrezzate. C’è qualcuna più dietro, ma le squadre che hanno qualche punto in meno erano date favorite da tutti e si riprenderanno, sono quelle 7 squadre che abbiamo più volte citato. Possono tutte fare un campionato d’alta classifica e c’è sempre qualcuna che poi si inserisce e disturba gli equilibri, come la Fiorentina l’anno scorso. E’ troppo presto per fare valutazioni”.

    Anche vedendo la nazionale o il Napoli quando entra Simeone, Raspadori trae beneficio da un’altra punta vicina? Da solo fa più fatica?
    “Secondo me no, nel senso non ha più vantaggio con una punta, dipende dal tipo di partita che viene fuori. Se ti pressano forte e non riusciamo a costruire in maniera qualitativa, allora è come dice lei, bisogna buttarla addosso e lui non ha la fisicità di Osimhen e Simeone, ma se iniziamo l’azione allora non conta il compagno di reparto perché sa fare tutto e lo abbiamo preso per quello, spendendo dei soldini… non ci potevamo permettere di fare un acquisto così importante per crearci dei blocchi o situazioni imbarazzanti. Jack è uno forte, ha muscolo, calcia bene, sente la porta, ha personalità, è un ragazzo che vuole migliorare e non si fermerà certo alle prime soddisfazione, è un ambizioso come noi, per una squadra giovane ma con l’intenzione di diventare campioncini ed è fondamentale e la società è stata brava”

    La vittoria di Milano cambia un po’ la prospettiva? C’è già uno step dei nuovi arrivati?
    “Sicuramente si sono adattati subito al livello di calcio che vogliamo giocare e la classifica che vogliamo portare avanti, essere in lotta con quelle 7 fino in fondo al campionato. C’è un’alta classifica affollata, avversarie forti che fanno buon calcio, noi ci siamo adattati bene e stiamo portando avanti il discorso ma c’è da continuare”.

    La chiamava fase di nessuno contro squadre come il Torino, quanto è cresciuta la squadra anche in questo?
    “Sono fasi di partite non per le nostre qualità, ma se abbiamo detto del Milan che ha avuto occasioni in area di rigore, riguarda ancora quell’atteggiamento in cui non riusciamo come in altre zone. La qualità ce l’abbiamo, le occasioni le sviluppiamo quasi sempre, le vampate di qualità ed estro in attacco le portiamo sempre a casa, ma il Torino è un brutto cliente, sappiamo il valore della squadra, del modo di lavorare di Juric che è uno che lavora ed è visibile, c’è da essere più bravi, loro interpretano bene la costruzione dal basso alla pallata del portiere direttamente al limite dell’area avendo fatto anche diversi gol così, i centrocampisti che vengono a sostegno sanno giocare in più modi, sanno difendere in più modi anche se gli piace fare battaglia e fanno uomo su uomo a tutto campo, la dice lunga sulla difficoltà della partita, ma noi vogliamo vincere quelle difficili e siamo pronti a misurarci”.

    Sul debutto di un arbitro donna in Serie A.
    “Sono convinto saprà farsi valere, avrà il rispetto di tutti, come accade per gli altri arbitri”

    Immagina un po’ di turnover in difesa? Juan Jesus e Ndombele?
    “Secondo me si fanno torti agli altri nominando solo Juan Jesus e Ndombele, l’hanno fatto vedere, sono pronti e Ndombele sta crescendo e ci tornerà comodo per quelle caratteristiche di cui parlavamo e che ci mancano in alcune fasi, lui sportella facilmente con gli altri ed ha forza fisica da spostarsi senza far niente di particolare perché è fatto così. Tra qui e martedì qualcosa cambierà, su domani non penso di cambiare molto dalla formazione solita, stanno bene e sono tornati in maniera ottimale e con la mente pulita”.

    Il pregio e qualcosa da non ripetere?
    “I veri campioncini sono quelli con la forza mentale di sapere le tante cose che riguardano la professione, il saper reagire nelle difficoltà, dare seguito al discorso che stanno affrontando. Si sta tanto insieme, anche al video, i calciatori ormai ne sanno quanto me di calcio, sanno i comportamenti, aspettano le indicazioni, non ho niente da chiedere di diverso. Forse qualcosa che non vorrei rivedere sono i gol sbagliati davanti al portiere perché alla lunga ti costa qualche punto. C’è chi sta dietro tutta la partita e poi vanno lì sull’unica palla avanti con tutte le forze, noi le interpretiamo tutte allo stesso modo ma c’è da capire qual è la vera palla, ci sono attaccanti che danno l’impressione ai centrali di essere in una giornata pigra, alcune le lasciano, ma poi prendono quella che vogliono davvero ed è lo step di maturazione”.

    Il Torino accorcia sul portatore, i quinti aggrediscono i terzini, il segreto può essere girare velocemente il pallone?
    “Muoversi per creare spazio ed avere possibilità di ricevere in quegli spazi, serve una continuità di movimento oltre che una sintesi di qualità di gioco importante. Devi capire dove c’è lo spazio, ma quella è una nostra qualità ed ho fiducia che questo lo sappiamo fare”.

    Inzaghi ha detto che dove va lui si aumentano i ricavi, dimezzano le perdite e alzano i trofei, a lei cosa manca?
    “Cosa manca? E’ discutibile questa cosa qui. Noi siamo ambiziosi e vogliamo dare continuità ai risultati, poi vedremo, io non mi ricordo cosa ho fatto in precedenza e mi viene difficile riprendere tutto quello che ho fatto, mi piace più guardare quello che sarà e portare a casa qualcosa”.

  • Napoli, Spalletti: “Siamo 2 squadre in forma e sarà una bella partita”

    Napoli, Spalletti: “Siamo 2 squadre in forma e sarà una bella partita”

    Alla vigilia della sfida contro il Milan, il tecnico del Napoli Luciano Spalletti risponde alle domande della stampa nella sala conferenze del Konami Training Center di Castel Volturno.

    Chi sta meglio secondo lei? Ha pensato già alla formazione?
    “Sì, due squadre che stanno bene, diventa difficile chi è in vantaggio, sarà in vantaggio chi si prenderà l’anticipo sulle giocate durante i 90 minuti. Sono due squadre che stanno poco attente agli equilibri per la voglia di vincere le partite, a volte trovi spazi alti ed il Milan li sa subito riaggredire. Chi gestirà meglio la palla, più anticipo sul gioco, lì ci sarà il vantaggio. La formazione l’ho pensata, si pensa nel mio lavoro, e faremo come loro, giocheremo in 11 anche noi (ride, ndr) e poi non so dire altro, non posso dirla certo il giorno prima. Non sarebbe corretto per i giocatori saperlo oggi, ho bisogno di più di 11 per arrivare in fondo alla partita e devono essere tutti motivati”.

    Che tipo di esame è la partita di domani?
    “Io sto andando in pensione (ride, ndr), devo fare gli ultimi anni senza esagerare, alla mia età bisogna andarci piano con le emozioni. Sarà una bella partita per il calcio italiano, penso l’abbia detto anche Pioli che sono due squadre simili, quando li vedo noto cose che mi fa piacere vedere e che faccio notare ai miei calciatori, lui è stato molto bravo a tenere tutto unito l’ambiente perché hanno passato momenti di difficoltà, ma li hanno superati e hanno tirato tutti dalla stessa parte ed hanno vinto per alcuni dettagli, anche quest’anno sarà così o ancora più difficile perché hanno l’esperienza dell’anno scorso e loro ci lavorano da 3 anni, è la verità, hanno anche ringiovanito molto l’anno scorso, mettendo insieme ragazzi a formidabili campioni”.

    Bianchi e Bigon gli ultimi a portare 5 del Napoli in nazionale. Come allora, Napoli e Milan si contenderanno lo Scudetto?
    “Sono soddisfatto per i giocatori, se lo meritano. Mancini è da sempre attento ai ragazzi emergenti, è un piacere vederli allenare in questo gruppo, danno il massimo per muscoli e fiato, come per il Milan sono forze sane perché hanno freschezza e creatività, lì trovi molte cose se li fai funzionare. Sul confronto non lo so, è ancora presto. Loro sono i campioni d’Italia, qualche vantaggio ce l’hanno e dovremo essere bravi a crescere velocemente, più di loro, perché aver vinto gli ha dato ulteriore forza ed aver ricominciato bene li ha riconfermati. Noi dovremo andare più forte se li vogliamo agguantare, loro sono davanti”.

    Quale indicazioni potrà dare questo scontro diretto?
    “Sono valutazioni da fare dopo, in base alla prestazione, all’atteggiamento che mostreremo, c’è da andare lì come siamo andati sempre quest’anno, stando ancora più attenti alle palle perse, ogni palla persa per loro con la corsa che hanno te la ribaltano subito in azione offensiva, non sono tra quelli che pensano con la palla sui piedi, loro attaccano gli spazi. Noi per far gol dobbiamo portare un po’ di gente davanti e le palle perse sono fondamentali per entrambe”.

    Pioli ha detto che il Napoli ha preso giocatori poco conosciuti, ma adatti. E’ la sintesi perfetta perché è già il suo Napoli?
    “Un Napoli costruito con giocatori tecnici, pensando possa essere un gruppo, un insieme che giochi compatto, con la stessa idea. Un po’ come loro, anche in questo ci somigliano e si prende il meglio per le caratteristiche dei nostri calciatori”.

    Milan prevedibile lì, ma il Napoli ha avuto un’estate movimentata. Se lo aspettava?
    “Era una speranza, ero molto curioso, si vedevano le potenzialità, con la società ne abbiamo parlato, ma di essere a questo punto qui non lo so, è ancora poco il tempo. Poteva essere diverso in senso positivo o negativo, abbiamo un gruppo serio. Bisogna stare pronti sul lungo periodo, la strada è difficile. Per il momento siamo soddisfatti, in maniera corretta perché nel calcio basta un episodio per far cambiare la storia di una partita e di un comportamento di squadra, soprattutto per quelle giovani come la nostra squadra, quindi concentrazione totale”.

    Come sta Lozano? E come procede il recupero di Demme?
    “Demme dopo la sosta riprenderà col gruppo, ora fa delle cose col pallone ma individualmente. Lozano è recuperato ed a disposizione”.

    Raspadori-Simeone, perché scegliere l’uno e perché l’altro?
    “Uno dà più profondità, attacca gli spazi dietro la linea, ha più fisico, l’altro è diverso, sono diversi perché li abbiamo scelti per avere tutte le possibilità. Raspadori diventa più sgusciante quando viene a palleggiare, il secondo gol dell’altro giorno lo racconta, dipende anche dalle caratteristiche degli avversari. Chi va più in profondità di solito è più finalizzatore, chi viene a prendere palla lega di più, ti fa più superiorità numerica, sono queste le caratteristiche. Mi fa piacere però, se fossimo stati dipendenti di Osimhen come dicevate? No, ci sono anche gli altri. Se dipendi da uno, poi come fai senza di lui? C’è da fare risultato ugualmente, ora esaltando altri due altrettanto forti si mette a posto la situazione corretta per il gruppo, avremo bisogno di tutti”.

    Cosa ha detto a Zielinski? Tirerà sempre lui?
    “E’ un modo per sapere se gioca Zielinski (ride, ndr). Con lo Spezia il rigorista era Politano, il secondo Elmas, domani si fa lo stesso, si indica il primo e il secondo, ma c’è sempre da tenere aperta la possibilità di cambiare in base al momento, ma di rigorista bisogna averne più di uno in questo calcio con tante partite e in una squadra con tanti giovani. Piotr ha sbagliato, il primo l’avevo battuto benissimo secondo me, è stato bravo il portiere”.

    Quale pensa sia la collocazione migliore per Ndombele?
    “Lui ha giocato in tutti i ruoli, per giocare play basso c’è bisogno di un grip, di rapidità importante, per divincolarsi, una palla persa lì diventa difficile da pulire. Le qualità di Lobotka sono importanti in quel ruolo con un mediano solo, ha quelle rotazioni su se stesso, lui è un po’ più lento però è molto più fisico nell’impatto. Può fare quel ruolo, a due sarebbe il suo ottimale, 4-2-3-1, ma il centrocampista può farlo come l’altra sera, con meno incursione e profondità perché Zielu arriva fino alla bandierina, lui lo fa più centralmente ma lo può fare, come conoscenze di calcio le ha tutte. Un po’ d’esperienza in Europa ti dà quel vantaggio sulle scelte, dobbiamo fare anche questo velocemente”.

  • Napoli, Spalletti: “Pensiamo ai Rangers poi al Milan”

    Napoli, Spalletti: “Pensiamo ai Rangers poi al Milan”

    Luciano Spalletti, tecnico del Napoli, presenta la sfida agli scozzesi dei Rangers Glasgow in Champions League in programma domani. Ecco le parole del tecnico in conferenza stampa.

    Come è cambiata la preparazione del match dopo il posticipo di un giorno della gara?
    “Il fatto di avere un giorno in più ti permette di cominciare a pensarci un pochino in anticipo sulla formazione, quando si gioca in modo così ravvicinato si può avere un pochino più di tempo”.

    Che tipo di partita sarà?
    “Qui il tipo di gara che sarà è piuttosto chiaro. Facciamo le sentite condoglianze a questo popolo per quanto accaduto. La loro storia viene trasferita nei 90′ delle partite, devi essere bravo a saper reagire a quella pressione emotiva, vocale e fisica. Saranno tante cose tutte insieme che ti vengono addosso. Conosco i miei calciatori, li ho visti disponibili e pronti a mettere a disposizione le loro qualità in qualsiasi contesto. Li vedo più sicuri e tranquilli di potersi giocare la gara, anche in una situazione come questa”.

    Cosa hai pensato delle squadre sorteggiate in questo girone?

    “Che fosse un girone per i sentimentali del calcio, ci sono squadre storiche dentro. Che queste competizioni non capita spesso di viverle e di giocarci dentro, essere quelli di andare in questi stadi doveva essere una felicità in più”.

    Loro vengono da due sconfitte, che reazione ti aspetti?
    “Loro subiscono questa differenza da quanto giocano in casa a quando giocano fuori. Questo tipo di stadio e di blasone di questi club diventa una spinta e una forza in più per i calciatori. Di fronte al loro pubblico è impossibile non avere reazioni superiori alla media, mi aspetto dunque una reazione superiore alle aspettative di una partita normale”.

    Sul piano ambientale può ricordare la trasferta di Firenze?

    “Anche lo scorso anno abbiamo giocato gare in stadi con questa passione e questa passione esercitata dai tifosi avversari. C’è un modo per affrontare queste situazioni, ovvero tenere palla e dire ‘Ora si fa come dico io’. Se pensiamo di randellare e buttare via la palla, diventa difficile per 90 minuti. Bisogna giocare palla e vedere se l’avversario è bravo a fare quello che è il nostro calcio”.

    Simeone sarà il sostituto di Osimhen?
    “Raspadori è molto bravo a fare movimento, ha fatto pià di alcuni centrocampisti nella gara con lo Spezia. Ha fatto quello che mi aspettavo, forse domani qui serviranno altre caratteristiche, è normale fare anche altri pensieri. Non si perde niente con quello o con quell’altro, con Giovanni si riesce di più ad attaccare la profondità perchè è quello che fa di mestiere, gli piace molto vedere cosa c’è tutto quello che passa. Lui è un calciatore forte proprio per questo tipo di entusiasmo, quando ci sono quei calciatori lì è normale che facciamo quel passo in avanti per diventare dei campioncini. È entrato due-tre volte dalla panchina mi diceva, non me le dire, fammi giocare, per avere anche trenta secondi in più in campo. Così diventa tutto più facile…”

  • Napoli, Spalletti: “Mi dispiace tanto per l’infortunio di Osimhen”

    Napoli, Spalletti: “Mi dispiace tanto per l’infortunio di Osimhen”

    Luciano Spalletti presenta Napoli-Spezia, match in programma domani alle 15 allo stadio Maradona. L’allenatore azzurro, come di consueto, alla vigilia del match interviene in conferenza stampa, direttamente da Castel Volturno, e risponderà alle domande dei giornalisti presenti. Ecco le sue dichiarazioni:
    E’ un azzardo definire Napoli-Spezia con lo stesso valore di Napoli-Liverpool per le difficoltà col Lecce e le squadre di bassa classifica?
    “No, dice il giusto. Anzi, ci indica quello che deve essere l’obiettivo. Non dobbiamo concentrarci solo sul nome dell’avversario per farsi bello, ma vincere e fare 3 punti al di là del nome dell’avversario. Saper vincere una gara, seppur prestigiosa, significa aver fatto bene le cose per 100′ perché ormai durano 100 minuti, ma per scrivere pagine importanti e avere ambizioni del quarto posto, che è ambizioso nel nostro campionato, significa far bene le cose lungo il percorso. E’ quello che fa la differenza”.

    E’ preoccupato per Osimhen? Ha in mente chi lo sostituirà?
    “Mi attengo alla nota ufficiale, dispiace ma è un qualcosa che può capitare e mettere in preventivo, abbiamo elementi altrettanto forti per sostituirlo. Per il suo ruolo Simeone o Raspadori… sarà uno di loro due, per essere più precisi bisogna attendere domani. Funziona così nelle gare ravvicinate bisogna prendersi tutto il tempo, ma stanno bene entrambi”.

    Gotti cambierà qualcosa per l’attacco alla profondità del Napoli. Simeone e Raspadori è una possibilità anche insieme?
    “Lo stimo, l’ho conosciuto bene, so come prepara le partite, so il calcio che attua, l’abbiamo già visto, ha fatto buone prestazioni ovunque. Se si analizza le ultime gare si vede che è bravo a creare densità sull’uomo, a ripartire forte in contropiede con questi due tutta fascia che creano sempre difficoltà. Io non lo so cosa organizzerà, ma dobbiamo sapere che quello che è successo l’anno scorso è una cosa che può ricapitare se non siamo perfetti. Tu hai in pugno la partita, ma basta un’occasione e quindi non bisogna dargli neanche un’occasione, bisogna essere perfetti. Sono 3 punti altrettanto fondamentali, come quando giochiamo con squadra di blasone. Siamo ambiziosi e bisogna andare oltre l’opportunismo di una gara con i riflettori”

    Si aspetta lo stesso Napoli visto col Liverpool?
    “Sì, si semina un carattere per il percorso, le partite ce lo diranno. Abbiamo sempre provato a ragionare così, anche quando abbiamo giocato col Barcellona, perdendo con tanti gol di scarto, ma quello era l’atteggiamento sbagliato? Lo può dire anche lei, quando io propongo qualcosa e va male, ho sbagliato io, quando propongo qualcosa che non vi andava bene e va bene, allora avete sbagliato voi. Non posso sbagliare solo io, viceversa sbaglia anche lei. Contro il Barcellona abbiamo tentato le stesse cose, ma dopo 3′ abbiamo preso gol su quell’angolo battuto male. Contro questa rigiochiamo uguale? Li andiamo a prendere alti? Tutti ora diranno sì. Per questo proviamo a costruire qualcosa con costanza in tutte le partite, si tenta questo calcio qui. Abbiamo costruito 2-3 palle gol strappando palla sul loro inizio azione. Il nostro percorso ce l’abbiamo chiaro, poi bisogna vedere se ci riusciamo perché c’è chi elude la pressione”.

    Al di là degli uomini è possibile cambiare sistema? Ndombele nel 4-3-3 da mezzala?
    “Per quelli che abbiamo noi l’ipotesi è giocare 4-2-3-1 anche se c’è dentro Zielinski o Elmas e giocare 4-3-3 anche se c’è dentro Raspadori e Simeone, si passa da lì, Raspadori può fare il trequartista dietro la punta, quello che parte centrocampista e finisce dietro la punta e attacca la difesa insieme ad Osimhen, non cambia molto. Ndombele ha fatto tutti e due i ruoli, gli si può chiedere tutte e due le cose. Sta molto meglio, è dentro il gruppo, scherza e fa tutto quello che fanno gli altri, accetta con piacere le decisioni, fa vedere ogni tanto la qualità di giocate, le imbucate perché guarda spesso davanti e poco vicino”.

    Quanto è soddisfatto dei progressi di Rrahmani-Kim?
    “Sono soddisfatto, hanno accettato anche l’uomo contro uomo a fine partite, poi non si limitano alla fase difensiva ma cercano anche di dare subito un verso all’inizio dell’azione, un aiuto ai compagni per dare il pallone già pulito ed evitare in duello per ripulire palla. E’ la soluzione a tutto, se giochi bene dall’inizio ti arriva più facile dall’altra parte. Sono forti anche a giocare a campo aperto, sono rimasti uno contro uno”.

    Ha fatto sembrare la gara col Liverpool molto semplice, facendo il gioco del Liverpool contro di loro. In Italia invece si chiudono.
    “Abbiamo anche altre soluzioni oltre Osimhen che è sicuramente particolare per la qualità di corsa e nel colpo di testa, nella stessa gara hanno segnato anche gli altri e abbiamo constatato che attraverso il gioco di squadra, stretto, arriva il gol di Anguissa in cui loro erano blocco squadra basso, sta tutto nel livello di qualità che si esprime nella fatica e le abbiamo queste caratteristiche da tirar fuori. Il gol di Simeone per esempio, Kvara ha vinto due contrasti che non sono proprio nelle sue caratteristiche, ma ha tenuto botta, poi il gol di Frank, loro erano 8 al limite, le linee strette eppure abbiamo trovato spazio”

    Sul turnover.
    “Bisogna portare a casa questa vittoria, poi altri ragionamenti si faranno dopo. Io non voglio buttare acqua sul fuoco per nascondere qualcosa, le potenzialità sono molte, mi sforzo a dire che poi ci vuole questo carattere, questa disponibilità nel cambiare il colore delle maglie dagli occhi. Se domattina quando si alzano vedono ancora rosso è sbagliato, loro avranno le maglie bianche ed un atteggiamento differente, quindi servirà la qualità nell’adattamento alla partita ed al clima che sicuramente sarà diverso, quel clima è difficile da ritrovarlo, in due anni io non l’avevo mai visto. Sarà il nostro atteggiamento a fare la differenza. Domani è un’occasione perfetta per dimostrare che vogliamo essere sempre quelli, è domani. Si parla di costruire una costanza di rendimento, è domani”.

    Col Liverpool ha dato mezz’ora a Zerbin che ha risposto con personalità, che soddisfaizone è per lei? Sarà un’opportunità anche per Gaetano?
    “Sì, anche Gaetano è di quella pasta lì, hanno gli occhi addosso degli operatori di mercato, ce li avevano chiesti ma abbiamo deciso di tenerli e quindi le intenzioni le abbiamo. E’ un passaggio difficile da accettare quello dei vuoti, allenandosi con disponibilità e motivarsi dopo una gara in cui non hanno giocato. La possibilità c’è, Zerbin l’ha subito sfruttata, ha fatto bene quando entrato, non s’è lasciato intimorire, ha forza, corsa. Gaetano ha una qualità straordinaria e ci farà comodo, in momenti in cui abbiamo altri a disposizione e dovrà mordere il freno, ma lo sa fare”.

    Ha detto in due anni non ha mai visto un Maradona così. Cosa si sente di dire per domani? La prevendita procede molto bene.
    “Io spero che i giocatori sappiano offrire di nuovo quello spettacolo che vogliono vedere, si passa sempre da lì. Sognavo in questi due anni che un giorno all’improvviso si sarebbero innamorati di nuovo di loro, a fine partita l’ho visto e sono fiducioso per il futuro. Avere addosso l’entusiasmo dei tifosi può servire molto ad una squadra giovane”.

    Cosa può dirci la partita? Campionato scozzese sospeso, avete avuto indicazioni dall’Uefa?
    “Niente, nessuna comunicazione, ci atteniamo a ciò che sappiamo e si va diritti nel farsi trovare pronti martedì, altrimenti modificheremo, ma per ora mettiamo in pratica questo. La gara può dirci che siamo un grande Napoli è iniziata ad agosto e finirà a maggio, ci dirà che livello abbiamo saputo raggiungere. Non è una sola partita a cambiare il futuro della tua carriera, ma è quello che accade di partita in partita. E’ una partita di una stagione quella fondamentale, per ora abbiamo fatto vedere che siamo sulla strada giusta, ma il grande Napoli dobbiamo ancora vederlo per tante partite”.

    Sulle giocate preparate in allenamento e viste in campo.
    “I gol sono sempre frutto delle qualità delle giocate, poi a fine primo tempo si era detto qualcosa e quel qualcosa è tornato visibile. Il galleggiare di Simeone sulla linea è rimetterlo dietro… in quel momento i due centrali sono più alti perché dovevano far gol, se quindi metti qualche palla improvvisa lì dietro, fa parte delle caratteristiche di Anguissa e l’ha messa e Simeone non ha sforato. Sono quelli i momenti, mettere il pallone e non sforare la linea”.

    Sull’emozione di Simeone che ha colpito tutti. Riconcilia col calcio? E lei invece come sta?
    “Aver creato una squadra giovane così è per queste intenzioni, che abbiano voglia di esprimersi, divertirsi, fa bene al calcio, a noi, ma anche a lui essere lì e sapere che in base al suo atteggiamento può esaurire i suoi sogni e può servire a tutta la squadra. Io sto bene, grazie”.

    Forte la voglia di volare sulle ali dell’entusiasmo, confermando Lobotka, Anguissa o Zielinski? E sulla crescita del polacco cosa ci dice?
    “Dì lì passa molto, gestiscono il 70% delle situazioni di gioco in entrambe le fasi. Sono stati bravissimi sia come recupero palla che come qualità di palleggio, io su Zielinski non ho mai avuto grossi dubbi. E’ un calciatore riconoscibile per le qualità che ha, gli ha fatto bene quello che abbiamo detto in ritiro, ritagliargli 10 metri di spazio giocando più in basso, ma attaccando di più la linea si ritrova comunque spesso lì, quindi cambia poco, anche se è una cosa che lui immagina e spesso è comunque con le spalle girate. Avere più raggio d’azione gli dà benefici, l’anno scorso fece bene anche da mediano perché ha corsa lunga. Rigorista? Io posso intervenire, ma se si mettono d’accordo da soli è meglio in base allo stato emozionale, così è più facile. Il secondo? Osimhen ha voluto batterlo, era tranquillo, era difficile andare a prendergliela, era convinto ed è uno che li ha tirati in passato diversi. Raspadori e Simeone li battono benissimo entrambi”.

    Nelle rotazioni è previsto anche uno spazio per Sirigu anche se Meret sta facendo bene?
    “Prima di tutto ci piacere avere a che fare con uno come lui, è uno con carattere top per uno spogliatoio, oltre ad essere un portiere top. Li sveglia tutti quelli davanti a lui. Non sarebbe difficile usufruire delle sue qualità, ma finora mi avete detto che facevo confusione avendone due, ora lasciamo tranquillo Alex se no dice non è vero manco ora che sono il titolare

  • Napoli, Spalletti: “Sempre bello giocare in Champions League”

    Napoli, Spalletti: “Sempre bello giocare in Champions League”

    Luciano Spalletti parlerà in conferenza stampa alla vigilia del match di Champions League con il Liverpool che aprirà il gruppo A. Il tecnico interverrà alle ore 13.30 dal Konami Training Center di Castel Volturno per rispondere alle domande della stampa.

    Luciano Spalletti spiega di aver avuto un incidente: “Ho avuto un incidente domenica mattina mentre venivo al centro per Sirigu e Demme. E’ stata riscontrata la frattura della clavicola, poi tramite i medici ci siamo messi in contatto col nostro riferimento Castagna, a Milano sono stati gentilissimi. 7 ore di viaggio, alle 4 mi hanno atteso, hanno fatto ulteriori accertamenti, alle 11 hanno trovato uno spazio per operarmi, sono uscito alle 3 e mi hanno dimesso alle 7. Tramite un amico sono tornato a Castel Volturno stanotte, è tutto ok, ho saltato solo l’allenamento di ieri, ma ho il mio capitano qui per appoggiarmi (ride, ndr). Ringrazio anche la talpa di Castel Volturno che ha diffuso la notizia, ce ne sono in ogni centro e c’è anche qui. C’è chi vive per queste cose qui altrimenti non ha spazio sui giornali”.

    Quanto è emozionato del ritorno in Champions?
    “Mi vedrete così per un bel po’, dovrò portarlo per un mese, mi hanno messo una placca e sette viti. A me emoziona tantissimo essere al luna park del gioco del calcio, le musiche dagli spogliatoi oltre a quella in campo. Qualcuno ce l’ha già sul cellulare, è un’atmosfera bellissima, un premio al grande campionato fatto l’anno scorso, è quello a cui puntano tutti. In Champions una palla morta in un attimo diventa viva e decide la partita, è questa la differenza sostanziale rispetto al campionato”.

    Sulle condizioni di Osimhen e Lozano.
    “Lozano è a disposizione, ha fatto tutto l’allenamento. Osimhen ieri aveva questo fastidio, zero allenamento ieri, differenziato oggi, col gruppo domani mattina e se la risposta sarà positiva come oggi nel passaggio intermedio allora proverà a calciare, a fare qualcosa di più forte e se la risposta sarà positiva potrà giocare”.

    Per le caratteristiche del Liverpool e l’approccio alla competizione, pensa che il suo Napoli possa esprimersi al meglio?
    “Le differenze sono sostanziali, quando svolgi tutto alla perfezione questi tirano fuori la giocata dal cilindro e ti mettono in difficoltà, bisogna essere accesi sempre al massimo. Anche quando il pallone è fuori dal campo, quel pallone può finire ovunque. Devi anticipare ogni azione. Dicevamo che non sapevamo la reazione della squadra dopo il passaggio a vuoto col Lecce, loro però ce l’hanno fatta vedere e quindi questi giocatori farà di nuovo innamorare il Maradona perché si allenano bene e hanno una passione sfrenata per il gioco e per i colori, sono convinto che faranno una grande gara”.

    Il Liverpool sulla carta è la favorita sul girone, ma nonostante il Napoli visto alla Lazio firmerebbe per un pareggio anche per l’autostima?
    “Sarebbe limitare ciò che abbiamo visto, anche la Lazio sappiamo che calcio gioca e che giocatori ha, siamo andati lì per vincere su un campo non facile. Si torna in Champions e troviamo squadre più rappresentative, ma non bisogna andare in campo con l’idea di prendere i complimenti, ma con l’idea di vincere, questo è il segnale, come sul 2-1 a Roma inserendo due giocatori offensivi per andare a fare il terzo”.

    Il giornalista georgiano chiede dei cambi continui per Kvaratskhelia: quando migliorare la resistenza e potrà stare meglio?
    “Nel calcio può avvenire, al di là della condizione, con le 5 sostituzioni a volte si lasciano fuori quelli più bravi per usarli nel momento in cui possono deciderla. Lui a me sembra in condizione perfetta, il Napoli ha anche altri giocatori forti e si valuta tutto. Siamo contenti del ragazzo, soprattutto come uomo e persona, oltre che come calciatore”.

    In Italia cercano di uniformarsi come metro arbitrale, è un cambiamento?
    “Ci sono segnali importanti, i nuovi allenatori stanno portando nuovi modi di giocare, è chiaro che contro il Liverpool il passettino devi farlo lo stesso, anche io a volte mi diverto a guardare le statistiche e vi aggiungo che loro giocano un calcio totale, all’interno si vede tutto, e giocano costantemente con pallate e cambi di gioco dai centrali, continue sventagliate e la statistica di Lazio-Napoli sono state battute 30 rimesse laterali, loro nell’ultima 60, il doppio perché giocano lungo, aperto, stanno sulle linee laterali e fanno duelli laggiù uno contro uno con Salah, Diaz e via dicendo… racconta molto il loro modo di interpretare calcio. Loro non ti fanno respirare con queste sventagliate, ti tengono sott’acqua. Se li pressi alti te la mettono subito dietro la difesa, se li aspetti te li ritrovi sul fondo”.

    L’ultimo Napoli-Liverpool fu con 35mila spettatori, domani ci sarà il sold-out, ha fatto innamorare i tifosi. Quanta vita può dare lo stadio?
    “Noi sappiamo della passione dei tifosi, si può fare un confronto anche con loro, l’urlo The Champions domani lo sentiranno anche da Anfield. Il pubblico del Maradona farà vedere l’attaccamento ai propri colori, e quelli come noi che vivono la città ogni giorno per le strade sono obbligati a recepire questi messaggi d’amore. Serviranno polmoni grandi quando loro non ti faranno respirare e testa per restare lucidi”.

    L’inesperienza in Champions quanto può trasformarsi in leggerezza e sfrontatezza?
    “L’entusiasmo di questi ragazzi deve prevalere sulle preoccupazioni di giocare questo torneo. Contro una super-squadra come il Liverpool dovremo essere bravi anche quando non saremo belli, dovremo accettare quando loro saranno più bravi di noi, ma mantenendo inalterate le nostre qualità”.

    In virtù dell’inesperienza e dell’avversario, domani sarà più importante la prestazione del risultato?
    “Non c’è altra strada, se non fai la prestazione è quasi impossibile fare risultato. Andremo in campo per giocare una bella partita, quello è il nostro marchio. Rendere pulite le palle riconquiste è una caratteristica fondamentale, la riaggressione del Liverpool è una di quelle più evidenti in Champions, come perdono la palla ti saltano addosso per il collo senza farti prendere le distanze. Non mi accontento, non si va in campo per i complimenti, ma per essere all’altezza della situazione”.

    Al posto di Klopp, invece, cosa potrebbe temere del Napoli?
    “Sono onorato di sedere alla panchina vicina, è un personaggio di quelli unici. Gli allenatori top sono quelli a cui fai riferimento per una filosofia di calcio, quando parli di Klopp ti rendi conto che diventa subito difficile che possa somigliargli, io ho il cappellino ed è già un passo avanti (ride, ndr). I grandi si rendono conto di chi affrontano senza presunzione, avrà visto la partita ed avrà notato qualcosa che facciamo bene…”.

    In chiusura messaggio di Spalletti: “Permettetemi di allargare i complimenti anche ad Alisson e Salah, li ho avuti, sono uno dei fortunati che li ha allenati e sarà un piacere ritrovarli. Ha dimostrato da subito il suo valore, se si va a fare un paragone sarebbe il centravanti dei portieri. Salah invece una volta per un recupero di 60 metri sul 4-0 lo portai sullo schermo in conferenza, può mantenere in vita una palla che sta uscendo a 70 metri, col turbo te lo ritrovi vicino. Sono due maglie che voglio per la mia collezione”.

  • Napoli, Spalletti: “Dobbiamo ritrovare la sicurezza”

    Napoli, Spalletti: “Dobbiamo ritrovare la sicurezza”

    Alla vigilia della sfida contro la Lazio, il tecnico del Napoli Luciano Spalletti presenta nella sala conferenze del SSC Napoli Konami Training Center per presentare la sfida alla squadra di Sarri.
    Cosa vuole vedere all’Olimpico delle cose mancate col Lecce?
    “Bisognerebbe rivedere la qualità di gioco, riconoscere più velocemente dove si libera lo spazio per giocarci dentro, muovere la palla con meno tocchi e più qualità”.
    Kvaratskhelia eletto miglior giocatore del mese di agosto? Nelle ultime 2 non come le prime 2? Serve ambientamento?
    “Sono cose normali, dipende anche dalla forza dell’avversario, della condizione in quel momento, è uno che viene da un paese differente, abituato a cose diverse, un po’ di conoscenza serve sempre, per trovare la scorciatoia all’adattamento si bruciano più energie e ti manca qualcosa. Sono periodi, il rodaggio bisogna farlo”.
    L’inserimento dei nuovi come procede? Che rodaggio ha in mente per loro? A che punto sono?
    “Sono ad un buon punto, iniziano a conoscersi, si comincia a parlare di quello che è il nostro calcio, cosa vogliamo offrire nelle partite, conoscere la squadra, secondo me siamo ad un buon punto perché negli allenamento la palla gira abbastanza bene e si va anche con i ritmi giusti perché bisogna andare forte in molte fasi della partita. Quando ci annullano con la pressione bisogna ritrovare lo schema giusto per sterzare dall’altra parte, forte e continuo, stando sempre corti per poi riconquistarla alti”.
    Lazio propositiva, con un gioco molto aperto favorisce il Napoli che soffre spazi chiusi come visto nelle ultime gare? Sarà 4-3-3 contro 4-3-3?
    “L’ho già detto più volte, la qualità del gioco di Sarri è riconoscibile, ogni tanto si passa dal 4-3-3 ma i sistemi si deformano perché non si rimane sempre 4-3-3 e si va a prendere quegli spazi che la squadra avversaria lascia, per questo i calciatori devono adattarsi a scenari differenti. Se quello spazio da prendere dalla mezzala è occupato, un altro sale e va a fare quel ruolo. Loro fanno pressione costante e continua, hanno spazi alle spalle, può esaltare la nostra qualità ma se lo fanno bene ti montano addosso e diventa difficile negli spazi stretti. Dipenderà da noi nel trovare bene i vuoti e gli spazi che non sono sulla trequarti, ma dove gli altri li lasciano”.
    Messaggio ai tifosi dopo il mercato?
    “Sono felicissimo di essere l’allenatore del Napoli, le mie ambizioni sono di un livello che non so se altri possono arrivarci, ma che non garantisco niente. Io faccio ciò che mi è richiesto, se non sono gradito a tutti (ride, ndr), la mia risposta è questa”.
    Raspadori trequartista, ma nel tridente dove può giocare?
    “E’ uno duttile, uno che va in questi vuoti, li riconosce, la palla addosso la sa reggere, non gli dà fastidio la marcatura perché ha forza. In questa liquidità di calcio può fare l’esterno, la mezzala, la punta, il trequartista, si adatta a quello che dicevamo prima”.
    Con Lobotka il pallone gira veloce, senza di lui che soluzione si può trovare?
    “Tanguy è un gran calciatore, deve conoscere delle cose, adattarsi al nostro calcio, ma è un gran calciatore, sa farla muovere veloce, il rumore quando passa lo si sente, è uno che ha sempre lo specchietto retrovisore ben posizionato, quando guarda davanti ha imbucate di grandissima qualità, ha tiro, buon impatto fisico, bisogna un po’ elevare il tutto e farlo giocare qualche volta…”.
    Kim sembra già esserci da tempo, non da poche partite.
    “E’ una certezza, una sicurezza sin dal primo momento in cui è entrato. Rispetto al comandante totale, ma lui è sulla buona strada”.
    Lazio-Napoli che importanza ha?
    “Sfidiamo una squadra che fa un buonissimo calcio, che ha il nostro valore e noi il loro, come l’anno scorso secondo me e c’è da giocarsela e far vedere chi è il più bravo”.
    Ha detto se ai tifosi fa piacere continuo ad allenare il Napoli, ma perché? Avverte un clima negativo?
    “Io non avverto niente, ma pure se lo avverto non modifico niente del mio comportamento e del mio lavoro. Vivo per creare allenamenti fatti bene e sviluppare un grande gioco, piacevole per sportivi di palato fine come quelli del Napoli. Ma a si mette sempre con vincere o morire ed a me garba poco, se non vinci hai fallito… e io non so se vinco, la direzione è quella lì. Quelli andati via li avete visti o vi serve lo schema? Bisogna riorganizzare la squadra, si cambiano i pronostici in base a ciò che è successo il giorno prima. Le personalità erano quelle lì, è un percorso di crescita, lo si può fare più velocemente o lentamente ma c’è da farlo e serve un po’ di tempo per diventare un gruppo come l’anno scorso, io l’avevo messo in conto nel nuovo ciclo di giocatore”.

    Quando conta il fattore esperienza dopo le partenze?
    “Lo andremo ad acchiappare velocemente, bisogna essere competitivi e per farlo bisogna avere la qualità di conoscere subito tutte le cose, non possiamo metterci tanto e dobbiamo assumere subito la sagoma di giocatori forti, noi non siamo un club che può limitarsi a dire abbiamo avuto sfortuna, quella palla lì se andava dentro… dobbiamo andar lì e giocare un calcio di livello, feroce, siamo il Napoli, poi è chiaro che le analisi le fanno tutte, ma le intenzioni devono essere quelle”.

    Soddisfatto dal mercato o si aspettava altro?
    “Soddisfatto”

    Qual è il presente di questa squadra?
    “Un calcio riconoscibile dai tifosi e bisogna stare nel gruppo dell’alta classifica, di quel condominio, è un campionato difficile ma dobbiamo assumerci le responsabilità nel vestire questa maglia con questo passato, chi ci ha giocato e le qualità che abbiamo”

    Ha detto che non le è piaciuta la costruzione dal basso, cosa in particolare?
    “L’unica via per far diventare calciatori del Napoli quelli arrivati è farli giocare, altrimenti è difficile. Abbiamo costruito con qualità di gioco sotto livello per il nostro modo di fare, se si va dentro l’analisi è faticoso ma se io gioco la palla a 15 metri dal mio avversario, se perdo palla non gli posso rimontare addosso. Io devo fare marcatura preventiva e rimontargli addosso, se vengo col mediano sotto la linea degli attaccanti non muovo niente, loro sono 10 sotto palla, noi 3 in costruzione e non li vado a stanare, non trovo spazi. Tutte situazioni di pochi secondi, pochi metri, ma che fanno la differenza. Quando si abbassano gli spazi si riducono, come nel secondo tempo, serve più qualità e non devi sbagliare la palla buona”.

    433 o 4231, fase di sperimentazione ma è percorribile avvicinare di più gli esterni per sfruttare al meglio Osimhen che nel 433 è un po’ solo?
    “I sistemi sono sulla carta quando li guardiamo, ma una volta si diventa 4-3-3 con due punte vicine ad Osimhen, una volta 4-4-2 con l’inserimento di un mediano che galleggia, quando Di Lorenzo sale in sovrapposizione interna o esterna… Politano è dentro il campo nella via di mezzo, se rompe il centrale opposto per prenderlo la punta ha lo spazio per attaccare alle spalle. Kvara è forte nell’uno contro uno, se punta il terzino è uno che sa saltarlo, la soluzione a tutti i discorsi”.

    Ha sempre parlato di equilibrio e per vedere Mertens con Osimhen si attese la 35esima giornata, ora Raspadori l’ha convinta dopo 10 allenamenti?
    “Non le voglio rispondere male. L’anno scorso quando non ci ha giocato Mertens ci hanno giocato tante volte Zielinski o Elmas. Non c’era Mertens che per la fase offensiva aveva più qualità degli altri due, nel riconoscere gli angoli dei portieri per il tiro, ma col 4-3-3 abbiamo vinto nove partite di fila ed anche lì si posiziona uno come trequarti ed uno più mediano. Bisognerebbe fare fermi immagine… noi abbiamo buoni giocatori che devono fare conoscenze, bisogna fare il rodaggio al nuovo ciclo. Per scaldarsi anche in inverno c’è da prepararla ora la legna”.

    Spalletti ha il rammarico di non aver confermato gli uomini delle prime giornate col Lecce? Con la Lazio punterà sugli automatismi?
    “Averlo chiaro il giorno prima è difficile, gli allenamenti vanno visti per capire chi ha smaltito o meno la fatica. Ieri mezza squadra non s’è allenata, deve fare defaticante, dire oggi chi scenderà in campo diventa difficile. Stia tranquillo che le scelte le sbaglio, ma sono attento…  ogni volta che non si vincerà diventerà così, ma è impossibile giocare con gli stessi e nell’arco di 3-4 partite giocheranno in tanti”.