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  • Napoli, Spalletti: “Testa alla Fiorentina e non al mercato”

    Napoli, Spalletti: “Testa alla Fiorentina e non al mercato”

    Vigilia di Fiorentina-Napoli ed ecco le dichiarazioni in conferenza stampa di Luciano Spalletti. Qualcuno malizioso diceva ‘sta guardando lo United’, sta entrando CR7 in campo in questo momento. “Me lo sono perso (ride, ndr)”. Nella sua collezione di maglie, una di cr7 azzurra come la vedrebbe? “Chiunque vorrebbe avere le sue maglie, di tutte le squadre in cui ha giocato. Se ci avesse giocato qui la vorrei…” Ci può giocare? “Se lei mi chiede ‘allenerebbe volentieri’? Vorrei vedere quale allenatore eviterebbe una cosa del genere da raccontare per tutta la vita, ma se si va fuori dagli spazi da riempire per voi… come ha detto il procuratore non c’è alcuna trattativa. Parlando con ADL mi ha detto che non ha ricevuto niente di vero e mancano pochi giorni, la vedo dura si possa fare una cosa del genere. E’ il mio pensiero, poi bisogna sentire Giuntoli”. Osimhen è pronto per giocare? “Per uno forte come Osimhen il mercato è sempre aperto, si può svegliare il proprietario di turno perché è un grande giocatore. Il rischio della distrazione del mercato per Osimhen e quelli come lui si corre sempre, sono calciatori top”. E’ soddisfatto? Si aspetta ancora qualcosa? Il portiere? “Io lo sono sempre, anche quando all’inizio dovevano essere fatte per forza delle operazioni. Sono soddisfatto e quando il mercato è aperto è la situazione che vediamo tutti i giorni in tv. Meret ha fatto due grandi partite, soprattutto la seconda, stiamo bene, abbiamo preso uno di riserva forte ed esperto…”. Ancora su CR7-Osimhen: “Non sarebbe uno scambio, ma di due operazioni. Parliamo di uno che ha vinto più Champions, fatto più gol, ha qualità per stare ovunque in campo, è uno che le cose le risolve anche da solo. Il problema non sussiterebbe in un verso o in un altro. Analizziamo ciò che abbiamo e ciò che ci può dare un’ulteriore bella prestazione in un campo difficile come quello di Firenze e Osimhen e quello che deve fare il protagonista”. Come procede l’inserimento di Ndombele? “Si è allenato un po’ a parte, ma è tra quelli che hanno fatto vedere di essere abbastanza in condizione nell’amichevole, i dati dicono questo e siamo contenti. Si vede la modernità del gioco, il rendersi conto subito di dov’è il vuoto e dove bisogna giocare palla, è uno che ci farà comodo”. Sulle difficoltà della gara. “Sono tante, la Fiorentina fa parte di quel condominio di cui abbiamo parlato spesso, Italiano sa fare il suo lavoro in maniera perfetta, l’anno scorso ci hanno messo in difficoltà in tutte e 3 le gare che abbiamo giocato, ne hanno vinto un paio anche. Hanno impatto fisico, ti vengono addosso, per noi sarà fondamentale muovere la palla per creare spazi ed andare poi a prenderci vantaggi negli spazi che si creano, ma le squadre che fanno questo di solito hanno fisicità e un modo di marcare che non ti fa riconoscere quegli spazi, ma siamo in condizione, come loro che hanno meritatamente fatto risultato in Conference”. Per Spalletti cosa rappresenta Firenze? “Una roba da strappacuore ogni volta, io andavo sempre a vederla in Curva con gli amici, a sventolare le bandiere perché da bambino sono sempre stato tifoso viola, ho tantissimi amici lì, compreso quello che mi accomoda le biciclette e mi manda messaggi per prendermi in giro, c’è tutto. Sarà un’emozione tornarci, sarà tutto bellissimo”. Ha avuto modo di confrontarsi con Fabian? Come vive questo momento?
    “Se lei fosse del Napoli avrei confronti anche con lei, io mi confronto con tutti, lui non sarà felicissimo però poi nel confronto e nel dialogo ce le siamo dette due cose ed è tutto in base alla volontà quello che sta succedendo”. Ha Meret-Sirigu, ci sono già gerarchie definite? “Si guarda in settimana cosa succede e si fanno valutazioni. Nel calcio moderno il portiere è un ruolo come gli altri, si può cambiare di partita in partita. Per quale motivo un giocatore per rendere deve farne 5 di fila, deve essere valutato alla quinta? E io ne perdo 4? Il portiere ha l’allenamento per farsi vedere e 5 minuti in partita, altrimenti non gioca”. Che atteggiamento si attende a Firenze? “Lo stesso, giocare d’impatto, i miglioramenti in base all’impatto fisico, nel calcio moderno ci sarà qualche leggerezza in più perché nel continuo attaccare e difendere si vedrà qualche errore, colmato dall’impeto e dall’intervento singolo. Si corrono più rischi nel calcio attuale e si gioca a campo aperto, a sventagliare da una parte e dall’altra per poi andare a ricomporci velocemente, mi aspetto di vedere anche delle cose viste nelle due gare precedente”.

    L’errore da evitare con la Fiorentina ricordando le due sconfitte dell’anno scorso?
    “Ci siamo concessi distrazioni che poi ci sono costati i risultati, anche se poi abbiamo sviluppato la gara correttamente per larghi tratti, ma poi abbiamo pagato gli episodi, non dobbiamo permetterci questi episodi, ma restare accesi sempre, ancora di più. Sarà il particolare a fare la differenza”.

  • Napoli, Spalletti: “Abbiamo diversi giocatori nuovi, ci servirà tempo”

    Napoli, Spalletti: “Abbiamo diversi giocatori nuovi, ci servirà tempo”

    Esordio stagionale al Maradona per il Napoli. Domani alle 18.30 è prevista la sfida al Monza di Stroppa, gara presentata da Luciano Spalletti in conferenza stampa. Rivoluzione compiuta, è davvero un altro Napoli? “Il fatto che abbia creato soddisfazione nei tifosi e negli addetti ai lavori può servire ai calciatori per aiutarci a diventare un po’ prima una squadra forte come l’anno scorso”. Il sistema resta il 4-3-3 o con Raspadori ci aspettiamo qualcosa di diverso? “Può farci pensare a qualcosa di diverso la completezza della rosa in generale. 4-3-3 o 4-2-3-1 ci abbiamo già lavorato l’anno scorso, che ci sia Raspadori o meno è uguale per noi lavorare su tutti e due i moduli. Ci sono elementi che ci permettono entrambe le situazioni, l’idea Raspadori nasce dal fatto che può darci cose diverse da quelle che già abbiamo, noi abbiamo la possibilità di farle entrambe…” Qualcosa è cambiato con subito 40mila spettatori? Qual è l’obiettivo concreto? Cosa si aspetta ancora qualcosa dal mercato? “Abbiamo riempito le caselle che erano venute a mancare, capisco lo stupore di chi sosteneva che eravamo disposti ad allenare un Napoli senza calciatori, ma non era così ed era necessario mettere dentro quei giocatori. Nel concreto si lotta per diventare una squadra forte, un gruppo che si alleni sempre forte, equilibrato, con disponibilità forte come prima. Siamo gli stessi di prima con meno esperienza, meno presenze in Champions, in nazionale, meno probabilmente personalità, c’è da lottare per riacquistarle quelle qualità che Koulibaly aveva ed è dopo due giocatori il miglior giocatore nel ruolo della Premier. Se volete si fanno uno per uno, ma la società ha lavorato sicuramente bene, ha fatto un ottimo lavoro mantenendo l’attenzione sulle finanze, il lavoro che voleva fare. Quanto fatto dai giocatori l’anno scorso ha permesso alla società di fare questo lavoro in prospettiva”. Su Ndombele e se c’è la possibilità di convocare Raspadori. “Arriva con un biglietto da visita importante, può ricoprire tutti i ruoli, la cosa che più mi ha fatto piacere è aver percepito la disponibilità, l’entusiasmo, con cui ha accettato di venire a Napoli. Anche a livello caratteriale ha una voglia matta come noi di far vincere il Napoli, me lo sono già immaginato con la maglia addosso, ci ha fatto vedere a noi società, a chi ha trattato con lui, che aveva questo desiderio ed ha fatto la differenza. E’ uno completo, sa imbucare benissimo, ha il passaggio verticale per chi attacca lo spazio, uno forte tecnicamente che esce dallo stretto, gli piace di più correre in avanti che indietro ma questo glielo si insegna. Poi su Raspadori non so, ho allenato gli altri che mi hanno vedere che vogliono vincere la partita”. Napoli mina vagante del campionato? “Lo siamo stati l’anno scorso, non lo so, dobbiamo riprendere delle qualità e delle caratteristiche che non so se ce l’ha. Bisogna vederlo dopo quando lavoreremo tutti insieme, su quelli dell’anno scorso, i 9/11 di Verona, quelli lì hanno riportato il discorso con cui avevano terminato. Su quelli che già conosco ci metto la mano sul fuoco, a vederli mi sembrano tutti bravi ragazzi, farà la differenza la squadra nella totalità, come lavorerà, sarà un campionato difficile, ogni 2 giorni in campo, ci sarà spazio per tutti senza andare a vedere i 10′ in più di uno o un altro”. Alla luce del mercato, come sono cambiate le gerarchie del campionato? “Non lo so chi si è rinforzato di più, hanno messo mano in tante, prendendo giocatori facendo valutazioni diverse da noi, ovvero attenzione ai costi e ringiovanire, alcuni hanno comprato anche per vincere subito al di là della prospettiva del calciatore, questo fa pensare che la difficoltà nostra è far crescere la squadra e trovargli subito una personalità ed un valore. Tutte si sono rinforzate, Inter, Milan, Juventus tantissimo, la Lazio tanti giocatori, poi sul Monza, ha fatto tipo 13-14 acquisti, una squadra forte. Non si gioca semplicemente con una neo-promossa, ma gestita da persone altamente rappresentative del nostro calcio, hanno fatto la storia del nostro calcio, solo dirigenti come Galliani potevano convincere gente di qualità come Ranocchia, Caprari, Sensi, Pessina, Petagna stesso che è uno che porterà la sua esperienza, andato via solo per l’esigenza di giocare di più ed era difficile trattenere. Per noi è stato un giocatore forte, un professionista, un ragazzo d’oro davvero e domani lo ringrazierò per tutto quello che mi ha dato, molto”. Si attende un Monza all’inizio remissivo? “E’ una squadra allenata bene, Stroppa è moderno, a volte ti viene a prendere alla gola, altre volte se le distanze si allungano allora si mette sotto palla, sanno fare tutte e due le cose, come hanno già fatto nelle due gare precedenti in Coppa e campionato. Dovremo riuscire a stare bene in campo, con equilibrio, soffrendo come abbiamo fatto anche col Verona. Troveremo un avversario più tecnico che sa muovere la palla, senza la testa giusta sarà difficile”. Come si sta inserendo Olivera? “Sta sempre meglio, si allena con continuità, ritmo corretto, sta facendo tutto, apprende cose nuove perchè è mancato un po’ nella preparazione, ma può essere scelto”. Sull’entusiasmo in città. “Voglio pensare per la grande prova di Verona, non per aver coperto le caselle. L’entusiasmo in città è come quando dopo una partita ci venite a prendere lì fuori, ma lei non c’era (ride, ndr). Con Meret e Sirigu si sente coperto nel ruolo del portiere? Con Meret ci ha parlato? Ha chiesto altro? “Servono 2 portieri forti ed in questo momento li abbiamo, ma è chiaro che sono situazioni che possono svilupparsi, dei discorsi sono stati fatti e valuteremo cosa accadrà. Io non le voglio neanche sapere, non è il mio ruolo, davvero. Devo fare l’allenamento, quelli che sono disponibili io li alleno, voglio sapere solo chi è disponibile, senza cercare qualcosa in più”. Bisognerà lavorare più difensivamente o offensivamente? Vedremo insieme Simeone e Osimhen? “La convivenza degli attaccanti sarà determinata da quello che mi fanno vedere loro, in base a cosa daranno, e valuteremo se sarà possibile farli giocare insieme. Secondo me non conta se giocano insieme, ma se si vince la partita. Pensiamo a quello, a vincere, ad avere equilibrio di squadra. Per me Simeone è una prima punta, come Victor, ma Simeone è uno che la strada per arrivare qui l’ha fatta tutta da solo, è uno che da quando l’ho visto mi ha lasciato subito sicuro abbia la personalità di mettersi a disposizione. Quando ha deciso di venire qui lo sapeva che c’era Osimhen ed ha fatto di tutto per venire, non ha voluto sentir parlare di altre squadre e lo sapeva di Osimhen. E’ un grande lavoratore, anche nello sporco per i compagni, oltre a saper far gol e questo mi basta”. Quanto è soddisfatto delle palle inattive? Molte squadre si sono rinforzate e ci sarà ancora più equilibrio. “Si, curiamo tutto al massimo, ma ci abbiamo preso anche gol sulla palla inattiva, tanto bravi non siamo stati (ride, ndr). E’ una fase di gioco importante, la fisicità dei giocatori sui piazzati è una bega a cui saper sopperire, te ne arrivano 7-8 in area ed è difficile prenderli tutti, soprattutto per una squadra come la nostra che è più brava in corsa, velocità, e non in centimetri. Poi sull’equilibrio maggiore, può darsi, col disequilibrio in fondo ce n’è di più in vetta”. Che mano le sta dando Di Lorenzo nel nuovo spogliatoio? Si attende di più da qualcuno in particolare? “Chi c’era, comandanti, capitani, avevano delle cose, esperienza personalità, qualità che bisogna ritrovare perché questi non le hanno ancora. Sul capitano abbiamo mantenuto la stessa caratteristiche, Di Lorenzo l’ho testato in questi giorni ed è una roba perfetta di come s’è comportato ed ha preso decisioni e trascinato ed entrato dentro campo e spogliatoio ad incitare tutti e sempre vicino ai compagni, ha preso molto dal comandante e lo sa fare bene”.

  • Napoli, Spalletti: “Rimaniamo una squadra competitiva”

    Napoli, Spalletti: “Rimaniamo una squadra competitiva”

    Il momento del Napoli è sicuramente particolare, con l’addio di numerosi giocatori cui i tifosi erano affezionati e un mercato che a 10 giorni dall’inizio della stagione ha ancora numerosi nodi da sciogliere. Luciano Spalletti ha provato a fugare qualche dubbio ai supporter azzurri in un’intervista concessa al Corriere della Sera. “Il nuovo Napoli vira nella direzione dei giovani forti, nel ridimensionamento degli ingaggi e nella filosofia della sostenibilità – sono le parole dell’allenatore azzurro – Attorno a noi avverto scetticismo, mi dispiace. Perché ce la stiamo mettendo tutta per farci trovare pronti. Grazie a un mercato che, entro certi confini, sia funzionale alle nostre esigenze. Dybala non è arrivato, sento dire qua e là. Il tentativo è stato fatto dalla mia società, poi devi fermarti quando ci sono gli steccati”. A Spalletti è chiesto un giudizio anche su Raspadori, che pare essere un suo pallino. “Non è un mio giocatore”, ma, spiega, “è un ragazzo che avrebbe tutte le caratteristiche per darci una mano. Giovane, forte, versatile in tutti i ruoli dell’attacco, intelligente e soprattutto educato. Ha personalità, e noi ne abbiamo persa un po’ nel passaggio da un ciclo all’altro. Vediamo, con lui saremmo nella giusta direzione. Sarebbe il sostituto naturale di Mertens”. La domanda va da sé: allora perché non trattenere il belga, peraltro amatissimo dalla piazza? “Chiariamo – puntualizza l’allenatore – non sono stato io, non è stato il club a non volerlo con noi. Mertens avrebbe potuto darci una grande mano. Ma la società gli ha fatto una proposta e lui non ha accettato. Mi tengo fuori da queste dinamiche, ed è giusto così”.

    Un passaggio anche sul rapporto con De Laurentiis. “Diretto, frontale. E dunque vero. Per incontrarci a volte sono necessari compromessi caratteriali: a volte abbozzo io, altro volte lo fa lui. Siamo due persone forti”, conclude il toscano

  • Spalletti allontana Osimhen dagli allenamenti per eccesive proteste

    Spalletti allontana Osimhen dagli allenamenti per eccesive proteste

    Momenti di tensione nel secondo giorno di allenamento del Napoli a Castel di Sangro. Protagonista Victor Osimhen. L’attaccante, a un certo punto, durante la partitella si è innervosito per il il pressing insistito su Ostigard da parte di Anguissa e ha iniziato a protestare per il fallo non fischiato. Lo stesso Anguissa ha cercato di placare il compagno di squadra, ma è dovuto intervenire Luciano Spalletti che, di fatto, ha allontanato dal campo Osimhen davanti ai tanti tifosi presenti. Prima dell’episodio che ha visto protagonista Osimhen, il Napoli si era allenato regolarmente anche nel pomeriggio a Castel di Sangro. Dopo un torello iniziale, la squadra aveva sostenuto alcuni esercizi atletici. Ounas e Ambrosino hanno lavorato in palestra. Assenti anche Fabian Ruiz, e Contini.

  • Napoli, Spalletti: “Non voglio parlare di mercato”

    Napoli, Spalletti: “Non voglio parlare di mercato”

    Il primo giorno di ritiro del Napoli, in Val di Sole, prende parola Luciano Spalletti ecco le sue dichiarazioni nella prima e attesissima conferenza stampa stagionale dell’allenatore azzurro. Spalletti comincia parlando dei nuovi arrivati: “Kvaratskhelia e Mathias Olivera sono carichissimi, sono arrivati subito e vogliono far vedere le loro qualità. Ma Mathias l’abbiamo un po’ frenato per via dell’infortunio che ha avuto, mentre Kvara nei test è risultato da un punto di vista fisico che ha bisogno di un po’ di allenamento ma sappiamo bene la sua qualità e siamo abbastanza tranquilli. Sono due calciatori giovani, che hanno le qualità per essere qui”. Per Koulibaly si incatenerebbe? “So dove si va a parare se già parlaimo di mercato, tra Koulibaly, Mertens e Fabian che sono i più chiacchierati. Se saranno sereni e motivati il Napoli può andare a disputare partite molto importanti, come lo scorso campionato. La società sta facendo proposte contrattuali importanti, quindi la nostra volontà è che siano giocatori nostri. Viste le difficoltà che sta vivendo il calcio, però, non ce la faccio ad essere spietato come molti miei colleghi quando parlano delle loro società. Si tratterà poi di alzare le cifre di queste offerte”. Su Meret. “E’ un portiere giovane, affidabilissimo, nel giro della Nazionale da tempo. Ma chi l’ha detto che non è buono con i piedi? Io non l’ho mai detto. Meret sta facendo degli allenamenti fatti bene per migliorare le cose in cui è carente. Per giocare tutte queste competizioni, compresa la Champions League, abbiamo bisogno di due portieri di livello. Qual è la squadra di livello che a uno gli garantisce il posto sicuro per tutto il campionato? Per cui uno deve far vedere il suo valore, confrontarsi col compagno di squadra e in quel caso lì si tratta di quello che vuole giocare al suo posto”. Sulla Champions. “La Champions è come l’onda perfetta per il surfista, ossia l’occasione per misurarsi con quelli più forti e con sé stesso. Quando arrivi a questi livelli lo stress c’è, gli avversari sono il top. Bisogna vedere la condizione mentale, la condizione tecnica. Noi l’anno scorso abbiamo lavorato molto per andare a risentire la melodia della Champions. Ci sono dei video che parlano di come hanno sentito l’urlo da Posillipo e dalle zone limitrofe a Napoli. Da un punto di vista mio, soltanto all’idea di pensare di giocarla mi alzo al mattino col sorriso, tutte le mattine”. Ha mai pensato che lo Scudetto è stata un’occasione persa?
    “Si dimentica da dove siamo partiti quando si dice occasione persa. Se uno ha una realtà di commento nell’andata a valutare quello che è stato il lavoro della squadra si vede che si tratta di un lavoro eccezionale. Abbiamo fatto bene dall’inizio, andando in Champions League. L’anno scorso si parlava solo del Verona, del non essere andati in Champions League. Quest’anno invece si parla solo dello Scudetto mancato. C’è un po’ da essere obiettivi e cauti nelle valutazioni perché poi ci sono anche altre squadre che vogliono arrivare in Champions e vincere il campionato, che si sono attrezzate. Si parte in maniera corretta, mano nella mano tutti insieme, per poi andare a valutare quella che sarà la nostra qualità”. Su Osimhen. “Ha qualità immense: la corsa profonda, lo strappo importante. Deve imparare ancora qualcosa sui tempi di movimento. L’abbiamo sfruttato poco per la grandissima potenzialità sui colpi di testa, quest’anno proveremo a sfruttarlo di più”. E’ deluso per la mancata conferma di Ospina? “Nessuna delusione, i calciatori si decidono il futuro da soli se sono in scadenza. Io lo ringrazio per il gran lavoro fatto, avrà delle motivazioni per andare lì”. Ha parlato con Koulibaly? “Abbiamo pronta una fascia di capitano extra-large per lui, quella di Insigne non gli va bene. Io parlo coi miei calciatori, quindi avrei potuto parlarci, sì”. “Tante voci ci sono dove sono calciatori forti e non situazioni piatte. E noi non vogliamo essere una situazione piatta, ma vogliamo essere una società dove ci sono tante voci, come lo sono le altre. All’allenamento si va forte e poi si vede”. E’ cambiata la fascia sinistra: sono previste novità anche per aiutare i colpi di testa di Osimhen? “A sinistra è arrivato anche Zerbin. Poi sia Mathias Olivera che Kvaratskhelia mettono tanti cross, Kvara porta tanti assist. Politano e Lozano anche mettono tanti cross. Da questo punto di vista quindi Osimhen può stare tranquilla, una delle sue qualità più importanti verrà sicuramente stimolata continuamente”. Su Politano. “Politano se l’è creata da solo questa situazione, noi non abbiamo fatto niente”. La preparazione cambia? “C’è da partire forte, non dobbiamo cambiare tanto rispetto all’anno scorso. Ma visto che poi c’è la possibilità di rimetterci mano, durante lo stop per il Mondiale, andrà fatta una preparazione mirata per questa quindicina di partite fino alla pausa”.

  • Napoli, Spalletti: “Lo striscione è una qualcosa di inspiegabile”

    Napoli, Spalletti: “Lo striscione è una qualcosa di inspiegabile”

    Luciano Spalletti parla in conferenza dal centro tecnico di Castel Volturno, presentando la sfida con il Genoa. Se le riportano la Panda, ne avrebbe due. La lascia qui per girare Napoli? “Se comincia così… (ride, ndr.). La Panda prima di tutto bisogna vedere in che stato ce la ridanno, quanti km hanno fatto, se ci sono i cd di Pino Daniele dentro. Valuteremo quando accadrà”. Lo stato d’animo rispetto a quanto si lottava per lo Scudetto, è cambiato qualcosa?
    “Può darsi, io non ho trovato aria di contestazione, ma indifferenza, che è peggio, molti non sentivano più legame col Napoli. In certi momenti sembravo da solo in credere in questo Napoli, oggi in Champions c’è il rammarico per non aver lottato fino alla fine, qualcosa è cambiato e mi sento meno solo. Sono molti di più che credono in questo Napoli, altrimenti riprendiamo le griglie di partenza della Champions fatte dai giornali. Volevo portarle all’ultimo, ma posso portarle ora. Dopo soprattutto che Sarri era andato alla Lazio e Mourinho alla Roma,ci mettevate settimi! Poi sono cambiate tante cose visto che speravano tutti nello Scudetto”. La sua conferma dipende dall’ambientamento?
    “Vivere un hotel è un dedicarsi pienamente al lavoro, c’è più opportunità per socializzare in hotel rispetto alle mura domestiche. Ho trovato la soluzione: ho ricevuto il preventivo per un camper ed il prossimo anno girerò il quartiere ogni mese così partecipo a tutte le feste rionali. Una sosta la farò a Piazza Dante di fronte alla storica libreria Pironti, che non ho fatto in tempo e conoscere, con cui avrei fatto volentieri una partita a scacchi con lui. Ho iniziato a leggere un po’ del suo libro, me l’ha indicato mio figlio che ha passione per il pugilato”. Lo striscione sulla Panda è inqualificabile. Ce ne sono stati tanti, ma così… com’è rimasto realmente nel leggerlo?  “I tifosi dicono noi non siamo quelli lì, poi ho trovato un foglio benevolo nei miei confronti. Se ve lo faccio vedere e lo leggete, potete fargli gli articoli, hanno la stessa valenza perché anche in due possono mettere uno striscione. La cosa importante è che tutto il Napoli il nostro striscione l’abbiamo fatto firmando un campionato intenso e difficile, raggiungendo un traguardo importante, il più importante dopo il titolo. C’è anche un comprensibile rammarico per quel periodo, siamo i primi ad essere dispiaciuti, ma di strada ne è stata fatta tanta ed i calciatori hanno superato avversità importanti. Siamo andati a giocare a Torino in 12, quei risultati lì sono importanti, abbiamo fatto vittorie esterne importanti, ma ci si ricorda solo di quelle sbagliate in casa. Di questa squadra bisogna essere orgogliosi”. Sta già lavorando al Napoli del futuro?
    “Certo, c’è Giuntoli qui, parliamo tutti i giorni, guarda gli allenamenti. Noi si riuscirà ad essere forti se ci sono giocatori forti che pensano nella maniera giusta, con un comportamento professionale, anche con tifosi che ci sostengono perché sono importanti. Come un’informazione che ci rispetti e non che crei duemila dubbi ad arte, se si prendono tutte le cose di questa settimana non si fa in tempo… buttano la miccia per far scoppiare qualcosa. L’ambiente deve essere più pulito possibile. Serve tutto questo, dei passi in avanti si possono fare”. Che atmosfera si aspetta allo stadio per l’ultima di Insigne? “C’è intanto una gara difficilissima ed il podio da raggiungere, il calcio ha una sola chance per sopravvivere nel cuore della gente, essere credibile. Noi vogliamo fare una gara intensa, vera, per i nostri tifosi che evidenzia che tanti ci vogliono bene e dobbiamo restituirgli una prestazione di livello. Ricordo partite difficilissime come quella col Verona che ha dato merito al calcio, quella della Roma col Genoa quando lottava per la Champions col Napoli, ci sono tutti i motivi per una bella partita e poi è l’ultima di Lorenzo in casa. Tra i tanti motivi che mi hanno spinto ad accettare Napoli c’è anche il poter lavorare con Insigne, anche solo per un anno è motivo di orgoglio e lo ringrazio per la professionalità e la disponibilità nei miei confronti e dei compagni, è stato un riferimento importante e naturalmente come tutti gli altri ha il merito di aver prodotto questo risultato, sempre col rammarico di quel periodo”. Lei avrebbe già firmato il rinnovo per il terzo anno? “Io sono l’allenatore del Napoli per il secondo anno, se avete dei dubbi ditelo, io non ne ho. Il terzo è troppo in là, qui ci sono novità tutte le mattine quando ci alziamo e c’è qualcosa di nuovo. Al di là della partita, ragioniamo anche per creare un Napoli sempre più forte. Apprezzo chi vuole stimolarci, chi punta ad obiettivi sempre più ambiziosi, però a volte si deve combattere con cose che sono fuori misura, a volte fatte anche ad arte per distruggere i miglioramenti fatti dall’anno scorso a questo e sono tante le cose. Bisogna perdere un po’ di energie per difenderci, ma noi andiamo avanti a costruire un Napoli ancora più forte”. Verrà provato qualcosa di diverso proprio in base al futuro? “Niente esperimenti, metteremo in campo la formazione che si ritiene più forte per una gara difficilissima come col Genoa che ha fatto passi in avanti evidenti col nuovo corso. Ci sarà da soffrire, vedrete, loro attuano questo sistema di cui abbiamo parlato più volte, ti sbattono addosso, hanno fisicità, frenesia in tutti i momenti, noi dovremo mettere in campo la formazione migliore”. Striscioni anche contro la società? Perché c’è quest’atmosfera? “Ne abbiamo già parlato, il nostro striscione è l’aver raggiunto la Champions. Sul perché ditemelo voi, siete a conoscenza di chi gira intorno, frequentate qui, alimentate dubbi sul lavoro svolto. Perché abbiamo deposto le armi prima di Torino? Glielo chiedo lei? Come mai noi andavamo a Torino a fare una passeggiata? Se vuole le faccio vedere quando aveva dubbi sulla Champions, ne possiamo vedere tante. Dove ci metteva nelle griglie? Uno striscione che possono aver attaccato una o due persone lo mettete in prima pagina. Io arrivo qui alle 8, dopo Empoli alle 7.30, due persone attaccano uno striscione, gli diedi una mano pure. Come mai ADL ha detto che ero il miglior allenatore, una grande persona ed allenatore e poi che ero poco partenope? Voi avete preso solo che sono poco partenope, non che sono un grande allenatore. Voi alzate polvere. Atmosfera? Io non lo so, leggo che ci sono contrapposizioni tra i tifosi, ma quelli che incontro la pensano come noi, dispiaciuti ma contenti per il percorso. Ma perché si evidenzia solo un aspetto? La gente lo sa già ed io provo a farne avvicinare più possibile”

  • Napoli, striscione shock contro Spalletti

    Napoli, striscione shock contro Spalletti

    Messaggio shock a Spalletti nel piazzale del Maradona: in serata, nel bel mezzo della finale di Coppa Italia, all’esterno dello stadio è stato esposto uno striscione dal contenuto durissimo nei confronti dell’allenatore del Napoli: «16-10-21: Spalletti, la Panda te la restituiamo… Bast’ ca te ne vaje!». Ovvero: basta che vai via. E poi la firma: “‘E mariuoli”. Cioè: i ladri. Il riferimento è chiaro: il 16 ottobre, infatti, ignoti rubarono la sua auto, la sua Fiat Panda parcheggiata sotto l’albergo che è la sua dimora napoletana. Un messaggio simbolico che ha dell’incredibile: Spalletti, in sintesi, è stato invitato ad andare via.

  • Napoli, Spalletti: “Cercheremo di mantenere i terzo posto”

    Napoli, Spalletti: “Cercheremo di mantenere i terzo posto”

    Vigilia della sfida sul campo del Torino e al centro tecnico di Castel Volturno, Luciano Spalletti parla in conferenza stampa e presenta la sfida. Per il preparatore atletico Sinatti: ci sono stati diversi infortuni, c’è una spiegazione? 
    “Il calcio è cambiato in questi ultimi anni, soprattutto quest’anno il Covid ha portato delle problematiche, l’80% della rosa è stata positiva e questo ha portato un’assenza nel periodo di positività e poi problematiche sul rientro all’attività. Sicuramente ha inciso, il Covid ha strascichi anche successivamente, lascia uno stato infiammatorio nell’organismo e problematiche muscolari dipendono da questo. La differenza va fatta anche tra natura muscolare o traumatica e quest’anno ci hanno penalizzato, a partire dai traumi per Osimhen, va fatta una distinzione. La frequenza degli impegni poi non aiuta l’integrità fisica”. Per il collaboratore Baldini, cosa è cambiato da un girone all’altro? Da quei due mesi grandissimi ad una seconda parte difficoltosa? “E’ difficile capirlo, è una domanda alla quale non c’è risposta non essendoci controprova. I fattori sono tanti: molte partite, la fatica accumulata, la Coppa d’Africa, il Covid, ma ci sono comunque state prestazioni importanti al ritorno, ma non è mai cambiato l’impegno, sempre massimale. Su questo dobbiamo fare valutazioni, se ci fossero state differenze saremmo intervenuti ma i ragazzi sono stati sempre fantastici e li ringraziamo per l’obiettivo raggiunto e che mancava da anni”. Per Sinatti: lei c’era anche nell’anno dei 91 punti, deluso come Mertens? “Io penso che sono due stagioni diverse, le problematiche diverse le abbiamo spiegato e non c’è rammarico da parte mia. Dispiacere per esserci andati vicini, ma siamo in linea con gli obiettivi iniziali della società”. Per Sinatti: il Napoli ha perso tanti punti in rimonta, anche ADL ha discusso della preparazione, è cambiato qualcosa nel lavoro?  “Mi piace rispondere con dati oggettivi, ad Empoli è stata la gara con più alta velocità del campionato, con la Roma siamo stati superiori sia nel primo che nel secondo tempo sotto tutti gli aspetti. Non c’è differenza, se guardiamo all’andata con la Lazio vinta 4-0 abbiamo prodotto meno degli avversari e quindi spesso quanto ottenuto in campo non è proporzionale alla questione fisica. Anche risultati clamorosi, con il 6-1 col Sassuolo, non abbiamo visto differenze tra le due squadre come intensità nei dati e questi sono oggettivi”. Per il vice-allenatore Domenichini: a Napoli si dà la qualificazione Champions come scontata o semplice, quanto c’è di scontato e quanto di conquistato? “L’obiettivo era questo dall’inizio, ci siamo riusciti nonostante tutte le problematiche, poi c’è il dispiacere per il sogno, ma non dobbiamo essere scontenti ma felici perché la squadra ha anche sviluppato un buon calcio e ci siamo arrivati in modo anche bello, dando a tratti spettacoli importanti”.,Per il match analyst Beccaccioli:
    “La squadra ha dominato quasi tutte le partite. La nostra idea di gioco è questa, la squadra anche nelle difficoltà non si è mai snaturata”.,Per il preparatore dei portieri Lopez: “I due portieri si sono comportati benissimo in questa stagione. Meret? Meret ha reagito con grande personalità e professionalità all’errore di Empoli”. Per Sinatti: c’è un lavoro fisico dietro le problematiche di Zielinski? “Non ha alcun problema, ha grandi qualità fisiche sia come accelerazione e resistenza, con coordinazione difficile da trovare, non ci sono problemi da questo punto di vista”. Per Calzona: era anche nello staff di Sarri, miglior difesa all’epoca e tra le migliori anche quest’anno, merito suo?
    “No, assolutamente. Sarri è un grande tecnico, perfezionista, difende di squadra e non solo di reparto. Anche quest’anno a parte il periodo finale abbiamo fatto molto bene, siamo stati la migliore o la seconda per un lungo periodo. I meriti sono di Spalletti perché con metodologie diverse ha dato compattezza, poi la difesa va sostenuta dal resto della squadra, spesso si dà la colpa ai difensori ma spesso è un problema negli altri reparti. Il mister ha fatto un grande lavoro ed è andata benissimo, non è certo merito mio”. Per il preparatore atletico in seconda Cacciapuoti sul rendimento: “Ogni stagione è a se, va analizzata in base anche alle competizioni che si affrontano ogni 3 giorni. Non c’è una relazione solo in base ai punti, la squadra è migliorata e se ci sono dei cali possono sembrare legati a motivazioni o fisico, ma non è così, come si è visto col Sassuolo”.

  • Napoli, Spalletti: “Non penso al futuro”

    Napoli, Spalletti: “Non penso al futuro”

    Alla vigilia della sfida interna con il Sassuolo, il tecnico del Napoli Luciano Spalletti presenta in conferenza stampa dal centro tecnico di Castel Volturno la gara contro i neroverdi. Da quali certezze si riparte questa settimana per il Sassuolo? Sono state gettate le basi anche per il futuro? “Quelle tracciate dal presidente, si racconta di lui come un caterpillar, ma ha dimostrato sensibilità riunendo tutte le componenti per rinforzare quel corpo unico che ci ha dato tante soddisfazioni quest’anno. La sua presenza dà sempre degli stimoli ai calciatori, ha avuto la sensibilità di parlare con tutti ai tavoli con i ragazzi, s’è reso conto del momento attuale e si riparte da questo gruppo compatto, forte, unito che vuole raggiungere l’obiettivo di inizio stagione. Sul futuro non abbiamo parlato, siamo tutti proiettati e determinati per far bene in queste ultime gare dopo quanto accaduto nell’ultima”. Lei dice sempre il futuro è domani, ma ADL l’ha blindata, il suo futuro è a Napoli. Sente l’ambizione della nuova avventura di rifondazione della squadra? “Il mio futuro è l’allenamento di oggi, la cena, la partita di domani, poi se mi parla del futuro della mia professione allora ho un altro anno qui e poi un’opzione e voglio restare qui, ho firmato per due anni e mi sento benissimo qui ed in questa città, non vedo che problema ci sia. Io parlo di futuro da allenatore, chi fa questo mestiere ha il riferimento nell’immediato con la partita”. Come sta Spalletti dopo quanto accaduto? “Non sono contento dell’ultima partita, di quanto avvenuto, come non lo è nessuno in società e nella squadra. Però poi da zoom in dell’analisi, bisogna fare zoom out in un campionato di calcio. Eravamo stati bravi a crearci una chance importante, non siamo stati altrettanto bravi a sfruttarla, è un dispiacere, ma se si fa zoom out e si guarda la completezza, un grafico allargato alla stagione, io ci sto benissimo nel risultato perché siamo in lotta per la Champions, quello che volevamo all’inizio”. Non ci sono rimpianti alla fine? Bastano anche a lei i 4 punti come ha detto ADL per la Champions? “No, mi aspetto una reazione corretta dopo quanto avvenuto, anche se in quel risultato lì ci vedo molte cose fatte bene, ed altre fatte male. Viene fuori un risultato clamoroso e crea problemi, si creano manfrine, minestre riscaldate che si tirano fuori, io in 25 anni che faccio l’allenatore vengono sempre fuori, ma non è così. S’è persa una gara che non si doveva perdere, ma ce ne sono tanti nel calcio di risultati che ribaltano la logica. Si fanno le cose con professionalità, il presidente ci ha voluto dare una mano ed è ben accetta”. ADL ha detto che ci siamo ingolositi tutti, lei perché ci ha creduto? “Perché la squadra aveva giocato un calcio fantastico, reagendo bene alle sconfitte, era il momento di spingere e di rendere responsabile e partecipativo il gruppo, poi per un motivo o per un altro non ce l’abbiamo fatta, qualche punto l’abbiamo perso ad intervalli e quindi bisogna rendersi conto della realtà ed accettare il risultato sul campo, non portando però questa delusione ad un livello che non deve offuscare che siamo in lotta Champions dall’inizio, ovvero il nostro obiettivo, riuscendo a mettere fuori 3-4 squadre di quel condominio, squadre che ora sembrano che facciano un grande campionato, diciamola nella maniera corretta. La delusione per non essere nella lotta Scudetto però c’è e ci dispiace per i tifosi”. Come valuta la prova di Mertens con Osimhen ed è una soluzione anche per domani? “In modo positivo, hanno fatto buone giocate, sono giocatori problematici per gli avversari, sono anche io un tifoso di Mertens, ma sono anche allenatore e devo pensare ad un equilibrio di squadra e alcune volte non siamo stati bravi ad essere corti ed equilibrati. Mertens ha altre caratteristiche di un centrocampista e bisogna essere bravi a tenere palla, a non prendere ripartenze. Domani possono rigiocare benissimo, possono farlo sempre, ma domani sarà difficile, loro giocano bene a calcio e il risultato dipende da chi terrà palla. Se la tengono loro, diventa difficilissima, altrimenti il contrario”. Sulla prevendita bassa di domani? Solo 3-4mila biglietti?“(interviene l’ufficio stampa che smentisce il dato, ndr) Sono 20mila, pare… domanda di riserva? La reazione è del tifoso dispiaciuto perché è troppo innamorato di questi colori. Lo vogliamo tradurre in un momento difficile, come viene riportato, ma io spero sempre di trovarmi di fronte ad un tifoso di questo tipo, che reagisce così, io voglio sempre avere la gente che ho intorno per come hanno reagito. Sono reazioni belle, anche se di dispiacere, vogliono bene al Napoli”. Sulla sensazione di ADL sui problemi della condizione fisica.
    “E’ il discorso di prima, quando sei in fase offensiva e lasci due lì e non gestisci sulla ripartenza, andando per 100 metri all’indietro, quello lì allo spettatore appare un momento di difficoltà della condizione fisica, è sempre una cosa tattica se non hai equilibrio, se perdi palla devi riaggredire subito dove l’hai persa, se sbagli lì con tanti uomini offensivi… e noi vogliamo fare questo, per scelta dall’inizio, lasciando parità numerica dietro perché a me non piace un calcio dietro, in area, ad aspettare gli altri, non sarei credibile, non saprei insegnarlo. Poi è chiaro che ci sono momenti dove siamo al limite dell’area e bisogna difendersi dalla forza degli avversari, ma nelle intenzioni siamo quelli lì e se perdi equiibrio e prendi ripartenze può sembrare ci sia meno condizione, ma i dati non danno differenze sulla normalità”. Come sta Meret dopo l’errore di Empoli? Sarà di nuovo titolare? “Sta come tutti quelli che commettono un errore, è un errore non solo suo, anche mio chiedendogli di giocare palla con i piedi anche se lui punta a buttarla più via, è una questione di impostazione mentale di cosa realizzare. Il portiere per me è calciatore di movimento, se non lo è diventato già, il portiere deve anche costruire, iniziare l’azione come i difensori, ormai tutte le squadre, e non lo dico io che sono anziano, ma anche i giovani che vengono qui a giocarla o all’estero, ti vengono addosso e fanno uomo contro uomo, non c’è possibilità di iniziarla facile dietro e c’è bisogno del portiere bravo con i piedi, gli allenatori bravi cercano tutti portieri così. Nel migliorare questa qualità c’è anche il poter sbagliare qualche palla, perdere un decimo di secondo ed è un errore come tanti, ma il primo è mio nel sforzarlo, poi anche qualcuno vicino doveva farsi vedere. Formazione? Sono due portieri forti, può giocare lui o l’altro”. Come sta Demme? Un po’ di carburante ce l’ha. “Sta bene, è convocato e dentro le possibilità di essere scelto, sa fare più cose, è un professionista eccezionale, ragazzo intelligente, ha qualità facili da individuare, rapido nel farla girare, per la sua stazza è anche forte fisicamente ed entra senza timore, ma non gli puoi chiedere poi di prendere i rinvii del portiere ma ci va a saltare, ci mette fisico, qualità, può giocare mediano davanti alla difesa o centrocampista, si adatta a più zone col suo modo di fare, si ritrova anche in altre zone per il suo sacrificio”. Quanto ha pesato l’assenza di Di Lorenzo in queste partite? Come procede il recuperi? “E’ uno che va nell’extra, nel super-forte, in over sempre, lui trova sempre la soluzione, è un leader anche se taciturno, avercelo è differente di non averlo. Bisogna valutare bene, anche se Zanoli ha fatto il suo, ha fatto vedere di essere forte in prospettiva e di avere molte cose che somigliano a Di Lorenzo ma gli serve un po’ di esperienza. Oggi Di Lorenzo è andato bene, ma essendo molto diretti è una cosa che sceglie lui perché lui deve sentirsi tranquillo e sono convinto di fare la cosa giusta facendo scegliere lui”. Napoli ha bisogno di emozioni, in questo momento di tristezza ed amarezza per il sogno svanito, sarebbe bello sentire da lei che si ripartirà con lo stesso obiettivo e con Mertens.
    “Dobbiamo fare un passo per volta, stringerci intorno al nostro obiettivo, prima era tutto, ora è di più ancora, dobbiamo fare questo. Quando eravamo primi era il momento di parlare d’altro, ora è di parlare di questo e sapere che sarà difficile, difficilissima senza un comportamento corretto e tutte le energie vanno buttate lì per qualificarci e montare sul pullman che porta al torneo più bello del mondo. E’ una cosa bella che dobbiamo far vivere ai tifosi”.

  • De Laurentis: Spalletti scelta mia; Ibrahimovic era fatta ma Gattuso disse no

    De Laurentis: Spalletti scelta mia; Ibrahimovic era fatta ma Gattuso disse no

    Aurelio De Laurentis ha rilasciato un intervista su Dazn, ecco alcuni estratti delle dichiarazioni del presidente del Napoli. Luciano Spalletti è stata una mia scelta fatta a gennaio 2021, sono stato di nascosto a Milano nella sua abitazione e gli offerto un contratto biennale con opzione per il terzo anno che all’inizio non voleva firmare. Quando vorrà andare via e se vorrà ci stringeremo la mano e non succederà nulla. Per quanto riguarda Ibrahimovic, avevo già raggiunto un accordo ma alla fine con l’esonero di Ancelotti e l’arrivo di Gattuso, quest’ultimo mi disse di bloccare tutto.