Tag: SPALLETTI

  • Le probabili formazioni di Italia – Svizzera

    Svizzera-Italia, le probabili formazioni
    Svizzera (3-4-2-1) – Sommer; Schar, Akanji, Rodriguez; Stergiou, Freuler, Xhaka, Aebischer; Ndoye, Vargas, Embolo. A disposizione: Mvogo, Kobel, Elvedi, Zesiger, Zakaria, Steffen, Zuber, Sierro, Shaqiri, Jashari, Rieder, Okafor, Duah, Amdouni. Commissario tecnico: Murat Yakin.

    Italia (4-3-3) – Donnarumma; Di Lorenzo, Mancini, Bastoni, Darmian; Cristante, Fagioli, Barella; Chiesa, Scamacca, El Shaarawy. A disposizione: Vicario, Meret, Dimarco, Buongiorno, Gatti, Bellanova, Cambiaso, Frattesi, Jorginho, Pellegrini, Raspadori, Retegui, Zaccagni. Folorunsho. Commissario tecnico: Luciano Spalletti.

  • Italia, Spalletti: “Dobbiamo fare di più”

    Vigilia di Svizzera-Italia, primo degli ottavi di finale di Euro 2024 che andrà in scena domani. Ecco le parole del CT Luciano Spalletti in conferenza stampa:

    “Sono in contatto con tanti miei ex calciatori e Kvara è uno di questi, ci siamo scambiati i complimenti per il passaggio del turno. Ora è a un livello top e può giocare contro qualsiasi avversario e in qualsiasi squadra. Giovani da far giocare? Di ragazzi che spingono per arrivare ad alti livello ce ne sono molti e noi dobbiamo avere il coraggio di farli giocare. E’ un calcio un po’ differente, si va meno verso lo strappo individuale, ma è sempre la soluzione migliore per creare un calcio di altissima qualità”.

    Che effetto fa per la Nazionale tornare in uno stadio in cui è stato vinto il Mondiale del 2006?
    “Al di là del fatto che tutti si ricordano di quel momento, noi sul pullman avevamo Buffon che ha parlato di quella finale a tutti e ci ha fatto rivivere quella emozione che noi a quei tempi lì abbiamo vissuto da casa. Abbiamo anche questo confronto da onorare, dobbiamo essere al livello di questo confronto che i giocatori hanno portato a casa. Lo sa che ci sono tifosi dell’Italia anche in Brasile? E’ una responsabilità maggiore sapere che abbiamo tifosi in tutto il mondo, anche in Brasile. Anche se contro Albania e Croazia eravamo in minoranza dentro lo stadio, sapevamo di avere tutti i tifosi e tutto il nostro pubblico davanti alla televisioni. Questo affetto si percepisce lo stesso, anche se non sono presenti”.

    Questa è la partita che segna il confine tra un buon Europeo o no?
    “Non lo so, secondo me noi per rendere evidente ciò abbiamo da fare qualcosa di meglio rispetto a quanto fatto finora. Avevamo questa qualificazione che si sentiva moltissimo, era stato un sorteggio difficile e i calciatori l’hanno un po’ subito, come probabilmente l’ho subito anche io. Ora mi aspetto di vederli più sciolti, anche perché la considerazione va subito allo scontro diretto. Non puoi andare a ragionare, a fare calcoli, a fare quelle valutazioni che a volte ti condizionano sulla prestazione, devi per forza agire. Si va al turno successivo se si vince questa partita…”

    Chi sono i rigoristi di questa Nazionale?
    “Il rigorista è quello che riesce in quel momento lì a gestire bene l’emozione quando capita. Noi i rigori li abbiamo fatti battere a tutti, però non è una soluzione ideale se andiamo già a pensarci… Se si provano troppi rigori, se si battono tutti bene non lo so. In questi giorni qui i rigori sono entrati tutti, sembravano tutti rigoristi. Poi magari fai la partitina e già vedi qualcosa di differente. Sarà importante avere uno spessore di personalità fondamentale, noi faremo di tutto per tentare di vincerla la partita e sappiamo che abbiamo un cliente scomodissimo davanti. Lo dicono i risultati: ci sono state squadre che hanno passato il turno molto bene, anche se non erano accreditate, e questo la dice lunga sulla difficoltà di giocare qualsiasi partita”.

    Ci aspettiamo un undici molto duttile. Che svolgimento di gara si aspetta?
    “E’ sempre la stessa cosa. Noi non siamo stati ancora capaci di esprimere il livello che possiamo esprimere: in alcuni momenti sì, ma poi non siamo riusciti a mantenerlo nel tempo. Questa qualificazione arrivata all’ultimo secondo, che però secondo me è meritata, deve comunque farci pensare che non possiamo permetterci quei cali di tensione come li abbiamo avuto all’inizio dei secondi tempi, in dei momenti delle partite. Il fatto di essere ormai dentro il cuore della competizione perché ti sei qualificato ti dà quel livello che devi esibire sempre perché non c’è alternativa. A livello psicologico e di personalità mi aspetto un po’ di più rispetto a ciò che fin qui siamo riusciti a far vedere”.

  • L’Italia è agli ottavi! Gli Azzurri soffrono, vanno sotto ma pareggiano nel finale contro la Croazia

    L’Italia pareggia contro la Croazia e si piazza seconda alle spalle della Spagna. In questo modo passa così agli ottavi di finale di Euro24, dove affronterà la Svizzera, anch’essa seconda del girone A.

    La squadra guidata da Spalletti cerca di governare il gioco nel primo tempo, ma nel finale di frazione soffre la pressione della Croazia. Il secondo tempo inizia così come finisce il primo ed infatti i ragazzi di Dalic si rendono più pericolosi. Dopo dieci minuti dall’inizio della ripresa il subentrato Frattesi tocca la palla con il braccio largo. Viene assegnato così il rigore ai croati, che si presentano con Modric dal dischetto. Il capitano dei biancorossi però sbaglia e Donnarumma fa una grande parata. Dopo pochi secondi, però, amnesia difensiva degli Azzurri, sul pallone parato ancora da Donnarumma arriva ancora Modric che porta in vantaggio i suoi. Dopo il gol subito l’Italia si riversa nella metà campo avversaria. Spalletti modifica l’assetto tattico e costruisce un 3-3-4 molto offensivo, con Zaccagni e Chiesa larghi e Scamacca e Retegui al centro. L’arbitro Makkelie assegna otto minuti di recupero, nell’ultimo minuto Calafiori cavalca centralmente e scarica sulla sinistra dove c’è Zaccagni. Il calciatore della Lazio piazza con il destro a giro e regala il pareggio ai suoi. Finisce il match così sul risultato di 1-1 e l’Italia vola agli ottavi.

  • Italia, Spalletti: “Non facciamo calcoli e nessun timore”

    Siamo alla vigilia di Croazia-Italia, ecco le parole in sala stampa del ct Luciano Spalletti.
    Questa squadra ha la mentalità per destini forti?
    “Ci sono partite che la tua storia la fanno diventare piccola o grande, è da questa sfida qui che poi si hanno dei risultati importanti su quelle che sono le proprie storie. Noi abbiamo fatto delle scelte perché siamo convinti di avere a che fare con giocatori forti, quando sono andato nei ritiri a parlare a tutti loro ho visto la loro voglia di partecipare, di esserci. E questa loro disponibilità, questa loro voglia, va a tradursi nell’essere disponibili a giocare queste sfide. Quando siamo a far parte della Nazionale ti capitano situazioni di questo genere qui. Per quello che ho visto, i comportamenti mi piacciono. E’ chiaro che la gara contro la Spagna non mi è piaciuta, l’abbiamo analizzata e ne abbiamo parlato, abbiamo fatto un passo indietro rispetto alle ultime partite. Ma quando si ha a che fare contro avversari scelti da una nazionale il livello è sempre altissimo. Io mi aspetto di vedere che la partita contro la Spagna ci ha fornito degli insegnamenti, pur avendola fatta male e subito un dolore per come è andata a finire”.
    E’ soddisfatto della qualità del dialogo avuto in questi giorni dopo la sconfitta?
    “Sono molto soddisfatto di ciò che vedo, non abbiamo raccontato banalità quando negli scorsi giorni abbiamo parlato di un grande gruppo. Di questo gruppo ci si può fidare, si vede come partecipano emotivamente alla giornata. Si prendono carico anche di cose che non riguardano solo loro stessi, questa è una squadra apposto da un punto di vista della convinzione e del voler prendere in carico anche qualcosa del compagno. Anche se molti sono giovani e si trovano per la prima volta a giocare queste sfide estreme, hanno l’atteggiamento giusto per andarsela a giocare e per far vedere gli insegnamenti ricevuti”.
    Si dice che la Croazia sia squadra a fine ciclo, ma questa può essere una moneta a due facce. Avete pensato a come sfidarli anche con malizia?
    “Ora bisogna mettere davanti i fatti e lasciare da parte le parole”.
    Sarà questa la partita dove l’Italia dimostrerà più del suo potenziale? Vi siete risparmiati con la Spagna?
    “No, affatto. Abbiamo speso molte energie dovendo rincorrere la Spagna. In entrambe le partite abbiamo ricercato le stesse cose, in una ci è riuscita e in un’altra no. Domani vedremo se saremo bravi a mettere in pratica ciò che ci siamo detti di fare, anche se la Croazia ha più esperienza di noi e, per certi versi, ha anche più tecnica. Bisogna essere bravi a capire quando aumentare e quando diminuire la velocità, quando fare un semplice possesso palla per non far prendere la palla agli avversari”.
    Ci saranno dei cambi?
    “Dopo una partita così l’idea di poter cambiare qualcosa c’è, perché poi probabilmente ho sbagliato io a non cambiare prima vista la prestazione contro la Spagna. Però la squadra contro l’Albania mi era sembrata talmente bella che ho ritenuto un azzardo metterci mano. Ora che s’è notata un po’ di fatica, un po’ di ruggine, qualcosa sicuramente si cambierà”.
    Ritroverà Brozovic e Perisic, la loro esperienza inciderà?
    “Di loro può incidere tutto, hanno volume di corsa, qualità ed esperienza. Hanno tutte le cose che servono per far bella la squadra e anche qualche anno visto che hanno molta esperienza. Sono due giocatori forti, fortissimi, gli anni insieme all’Inter li ricordo bene e siamo rimasti in buoni rapporti, a volte ci messaggiamo ancora. Sono convinto che ci daranno del filo da torcere, ma questo è il calcio. Si vedrà se riusciremo a far valere la nostra freschezza, la nostra vivacità e intensità perché quella è la direzione in cui bisogna andare. Però sono grandi persone e due ottimi calciatori”.
    Secondo lei all’Italia manca un po’ di qualità in termini di materia prima?
    “Ma io non richiedo nulla, a me questo gruppo è piaciuto quando me lo sono immaginato, ho creduto di poter fare delle ottime cose e, mentre si faceva un po’ di analisi con la squadra sul nostro percorso, abbiamo capito che ci sarebbe bisogno di qualche step in più per fare ciò che ci siamo detti. Ma non abbiamo questo tempo e quindi bisogna prendere la scorciatoia, essere pronti, perché sono queste le partite che fanno diventare la tua storia piccola o grande”.
    Tanti tifosi nel mondo adorano la filosofia calcistica dell’Italia, la sua solidità difensiva. Come può ispirare le nuove generazioni per sfruttare questo spirito?
    “Secondo me questo calcio qui non è più fare soltanto una cosa, bisogna saperne fare più di una. Vista la qualità della Croazia a volte saremo costretti a difendere in undici calciatori, compatti, e poi ribaltare l’azione senza permettere agli avversari di ricomporre una fase difensiva. E’ chiaro che nel calcio di oggi non si può fare in tutta la partita, non si può più solo vivere di difesa bassa e di ripartenze. Le nazionali hanno tutte la possibilità di comporre una squadra forte, ormai i calciatori di qualsiasi nazionale giocano in qualsiasi campionato top del mondo. Anzi, noi abbiamo bisogno di calciatori che vadano all’estero per acquisire esperienza nei top club mondiali”.
    Cambierai solo giocatori e anche come modulo?
    “Cambieremo anche qualche attitudine di squadra, avremo bisogno di qualche certezza di continuità di gioco, di resilienza dentro la partita. Non si può mettere in conto di subire certe situazioni e si cercherà di mettere più sostanza per non metterci in mano alla loro qualità. Poi è chiaro che la partita vogliamo comunque farla a metà campo, non nella nostra area di rigore. Loro hanno anche il tiro da fuori, sanno benissimo scegliere le posizioni di assumere e si vuole tenere la palla. Ma bisognerà essere attenti e quadrati come squadra”.
    E’ possibile immaginare un centravanti meno isolato e due esterni più offensivi?
    “E’ possibile tutto perché ce li siamo portati questi calciatori. Però le punte esterne che saltano l’uomo brave a fare l’uno contro uno hanno bisogno della sostanza della squadra per essere in condizione di giocare la partita che loro vogliono. Bisogna fare una partita nella loro metà campo, serve un ordine in campo che ti consente di fare molti uno contro uno. Perché se poi chi fa l’uno contro uno devi portarlo basso a rincorrere è più in difficoltà ed è più in difficoltà la squadra. C’è sempre un ragionamento completo per quanto riguarda la squadra, però poi è possibile tutto”.
    Dimarco è da considerare fuori? Come è andato il recupero psicologico?
    “Dimarco è recuperato, per cui è a disposizione. Però faremo un ulteriore passaggio domattina che confermi ciò, ma tutto lascia presagire che lui sia disponibile per domani. Il recupero psicologico è presto fatto, se non si fa risultato si va a casa. Loro lo sanno bene e si ha a che fare con dei professionisti a tutto tondo, con loro bisogna essere realisti e sintetici. C’è da fare questi step in avanti per andarsi a guadagnare ruoli e meriti perché va tutto veloce: o sei lì pronto a montarci sopra o resti a piedi”.
    Come ha reagito Di Lorenzo alle critiche? Lo confermerà? E Jorginho?
    “Di Lorenzo è davvero mio figlio per quanto ci sono stato insieme. Faccio sempre fatica a fare a meno di uno come lui. Poi è chiaro che devo analizzare delle cose, ma io sono convinto di quello che è il valore dell’uomo e del calciatore. Non ho bisogno di parlarci tanto, c’è una intesa talmente diretta che si capisce tutto, si vede la sua intenzione quando torna in campo il giorno dopo. Jorginho lo conosco meno: lui ha disputato una partita sottolivello, ma dipende sempre da ciò che ha fatto la squadra. Ora ho la camera che mi punta ed è emerso che io gli ho detto quella cosa lì. Ma se la squadra non riesce a gestire la palla non è colpa sua, è colpa mia. E’ una mia previsione che non s’è avverata perché lui era messo in mezzo. Ha una qualità incredibile che non ha nessun altro calciatore, è quello che dice a tutti come si devono comportare e noi di questi non ne abbiamo molti altri. Ma ne abbiamo altri, che hanno una potenzialità e una energia superiore rispetto a quella che è la sua natura, ma quando prende in mano la squadra è quel giocatore lì, puntiamo ancora molto su di lui”.
    Come hai visto Cambiaso contro la Spagna?
    “L’ho visto bene, anche se 2-3 volte s’è fatto trascinare in un contesto di posizioni che non gli erano state richieste. Questi calciatori non me li hanno ordinati, me li sono scelti da solo: mi sembra un ragazzo intelligente, ma devo conoscerlo di più. Sa fare più ruoli e in questo calcio-famiglia ci sta bene dentro, poi ci sarà sempre da vedere se saremo in grado di fare ciò che vogliamo”.

  • Italia, Spalletti: “Spagna più fresca di noi”

    Dopo la partita Italia – Spagna dei campionati europei ha parlato così il CT azzurro Luciano Spalletti.

    “La differenza l’ha fatta la freschezza, loro molto più freschi di noi che abbiamo avuto letture diverse. La chiave del problema è sempre la stessa, eravamo sotto il livello per accompagnare e tornare sui retropassaggi, erano più freschi e ci hanno creato problemi sul piano della velocità delle scelte.

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    Meglio con Retegui e Zaccagni?
    “Quando ci siamo messi con tre o quattro giocatori più freschi siamo riusciti a stare più intensi creando azioni che ci potevano portare a pareggiarla ma loro sono stati molto più forti di noi e hanno vinto meritatamente.

    Cosa serve contro la Croazia?
    “Dipenderà da come ci arriveremo noi, in base alle possibilità di scelte che abbiamo: se non abbiamo scelte diventa difficile”.

  • Europei, Italia battuta di misura dalla Spagna

    Il risultato della partita SpagnaItalia, partita valida per I campionati europei, è stato di 1-0 in favore degli spagnoli.

    Decide una sfortunata autorete di Calafiori, ad inizio ripresa al 55′.

    Un brusco e netto passo indietro, per gli azzurri rispetto alla vittoria con gli albanesi. Nel primo tempo, solo i miracoli del portiere Donnarumma tengono in partita gli Italiani. Nella ripresa, l’autogol di Calafiori al 55′, gli azzurri cercano poi disperatamente il pareggio che non arriva.

    All’ Italia comunque, nell’ ultima sfida con la Croazia basterà un pareggio per poterci qualificare, agli ottavi di finale.

    Classifica aggiornata del gruppo: Spagna 6, Italia 3, Croazia 1, Albania 1

     

  • Italia, Spalletti parla alla vigilia della sfida con la Spagna

    Luciano Spalletti ha parlato così della pericolosità della Spagna, avversario di domani a Euro 2024:

    “Mi preoccupa di più il livello di calcio che dobbiamo proporre noi, la chiave che apre la porta della possibilità di vittoria è il nostro calcio. Sono più attento a questa situazione, poi è chiaro che a volte bisognerà esser bravi anche a subirla la qualità della Spagna, ma le intenzioni devono essere quelle giuste. Abbiamo grande rispetto per la storia e la qualità della Spagna, ma non dovete pensarvi più forti di quello che siete perché altrimenti sarebbe un errore. Noi abbiamo le nostre possibilità di giocare la partita, noi proveremo a fare quello”.
    Ti identifichi col calcio spagnolo?
    “E’ un calcio che mi piace molto quello che fa la Spagna, di conseguenza si vanno a prendere delle cose, si vanno ad analizzare delle cose. E’ un calcio molto offensivo, tengono sempre molti uomini alti e noi dobbiamo trovare quello libero in poco tempo. Il miglior calcio quello spagnolo? Sicuramente uno dei migliori ma non siete gli unici. Noi sicuramente abbiamo bisogno di fare dei passi in avanti”.
    E’ più difficile questa Spagna da analizzare rispetto a quella che ha vinto molto dal 2008 al 2012?
    “Secondo me si somigliano molto, dipende un po’ anche da chi gioca prima punta. Morata è quello più bravo ad attaccare la profondità, Morata non è pigro. Fa numeri per ciò che riguarda i metri totali e la velocità incredibili, un calciatore così ti attacca la profondità più volte. Yamal uguale, ribalta continuamente l’azione e infatti una delle difficoltà che avremo saranno le preventive sulle loro ripartenze. A campo aperto sono micidiali e bisogna vedere se ci riusciremo”.

  • Italia, Bastoni: “Contento per la vittoria”

    Il difensore centrale dell’Italia Alessandro Bastoni ha parlato dopo il successo per 2-1 contro l’Albania nel match valido degli Europei 2024.

    Che emozione è stata?
    “E’ stato veramente importante ai fini del risultato, siamo partiti come peggio non si poteva. Siamo stati bravi a reagire subito e a metterla sui binari giusti”.

    Cosa hai pensato dopo il gol preso?
    “Niente, son cose che capitano. L’importante è saper reagire e riprendere in mano la partita”.

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    Potevate segnare più gol?
    “Sicuramente, abbiamo visto che alla fine può succedere di tutto. Dovremo essere più cinici nelle prossime partite”.

    Tanti interisti in campo: come è stato vedere Asllani dall’altra parte?
    “E’ stato bello, ma in campo non si guarda in faccia nessuno. Poi ci siamo salutati, ma era decisivo vincere per noi”.

    Ora la Spagna.
    “Sappiamo i loro punti forti, ma ci concentreremo sui loro difetti e sapremo come colpirli”.

  • Italia, Spalletti: “Bella vittoria e bella reazione”

    Il ct dell’Italia Luciano Spalletti ha parlato così dopo il successo per 2-1 contro l’Albania nel match valido per la fase a gironi degli Europei 2024.

    Si sono viste tante cose buone, soprattutto nel primo tempo.
    “Si sono viste tante cose buone, che devono però portare da qualche parte. Fini a sé stesse non servono a niente. C’era la possibilità di andare a far male più volte, non siamo andati a prendere la direzione del finire l’azione il prima possibile. Spesso siamo tornati indietro, invece bisogna vedere se ci siamo ritagliati uno spazio per finire l’azione”.

    Una Nazionale che ha dimostrato di non poter fare a meno di Barella.
    “Una Nazionale che può fare a meno di chiunque, abbiamo 26 calciatori forti. E’ un modo di parlare sbagliato”.

    Nella ripresa ha richiamato spesso Frattesi: perché?
    “Nel secondo tempo loro hanno fatto qualcosa di più, noi ci dobbiamo ritagliare di avere più spazi e invece spesso nella risalita siamo stati risucchiati dalla loro linea difensiva. Delle volte dobbiamo essere comodi nel fare le cose”.

  • Europei, esordio vincente per gli azzurri battuta l’Albania

    La partita di esordio agli Europei in Germania, dell’ Italia del CT Spalletti contro l’ Albania si è conclusa con il risultato di 2-1 in favore degli azzurri.

    Succede tutto nei primi 20 minuti. Dopo neanche trenta secondi, errore clamoroso della difesa azzurra e gol di Baijrami. All’ 11′ Bastoni di testa trova il pareggio e al 17′ Barella con una gran tiro firma il gol del sorpasso. L’Italia non chiude però la sfida. Nella ripresa, la nostra nazionale gestisce il vantaggio. Quasi al 90′ miracolo di Donnarumma su Manaj, che salva il risultato e la vittoria. Esordio vincente per l’Italia che ha reagito alla grande all’errore clamoroso commesso all’ inizio della partita.

    Classifica aggiornata del girone degli azzurri.

    Spagna 3,  Italia 3 , Croazia 0, Albania 0