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  • Napoli, Spalletti: “Ho già in mente la formazione di domani”

    Napoli, Spalletti: “Ho già in mente la formazione di domani”

    Il tecnico del Napoli Luciano Spalletti, in vista dell’attesa partita di domani contro il Milan, valida per il ritorno dei quarti di finale di Champions, ha parlato in conferenza stampa. Ecco le sue dichiarazioni.

    “La partita con il Verona me l’aspettavo così difficile. Dovevamo essere lucidi. In fase di possesso non siamo riusciti a trovare spazi tra i loro calciatori. Loro sono abituati a fare questo tipo di partite e sono stati agevolati dall’atteggiamento e dalla nostra non lucidità”.

    Avete fatto tanti punti in trasferta (40) mentre in casa qualcuno di meno, perché?
    “Il Napoli va bene sia in casa che in trasferta, è sempre l’atteggiamento degli avversari a determinare, magari quando giocano in casa gli avversari provano di più a far gol mentre al Maradona vengono per un pari, stanno tutte più chiuse, più basse e diventa più complicato”.

    Osimhen è in forma?
    “Ha dato quella vampata di entusiasmo che ormai gli attribuiscono giustamente i nostri tifosi e ha fatto vedere subito di essere dentro la partita. Gli servivano questi 25′ di rodaggio per essere pronto a giocare martedì. E’ stato fatto un lavoro ricercato in maniera corretta”.

    Ha già in mente la formazione?
    “Più o meno ce l’ho in mente, poi è chiaro che si andrà a vedere anche i calciatori negli allenamenti”.

    Con il ritorno della Champions, torna anche il tifo.
    “Quella è una cosa fondamentale per noi. Quando ho visto che c’è stato il riavvicinamento sono stato felicissimo, è stato merito di De Laurentiis. Io dico che privare i nostri calciatori dell’affetto e dell’amore dei tifosi, che fanno fatica tra l’altro a mantenere nascosti, era ingiusto. Ora che siamo tutti dentro questa voglia di amore per il Napoli diventa tutto più facile per noi”.

  • Napoli, Spalletti: “Ora testa al Verona, poi penseremo al Napoli”

    Napoli, Spalletti: “Ora testa al Verona, poi penseremo al Napoli”

    Alla vigilia della sfida di campionato contro il Verona, l’allenatore del Napoli Luciano Spalletti risponde alle domande della stampa nella sala conferenze del Training Center di Castel Volturno. Ecco le Sue dichiarazioni.

    Osimhen s’è allenato in gruppo, verrà convocato?
    “Le condizioni sono buone, abbiamo fatto una riunione con i medici questa mattina e la conseguenza naturale di tutto è convocarlo per domani. Farà parte della convocazione, ma poi l’obiettivo è arrivare meglio possibile al Milan, ma sarà in panchina”.

    Turnover ragionato o qualcosa di più?
    “Chiunque giochi domani lo deve fare sapendo di essere protagonista di una delle partite più importanti, poi qualcosa si cambia. Non so cosa sia ragionato o meno, non 10 giocatori… ma per esempio Kim vogliamo farlo partire perché non gioca martedì. Qualcuno deve recuperare, lo stress fisico e mentale è troppo vicino, qualcuno però rimane”

    Quanto è soddisfatto dell’adattamento in 10 uomini? 
    “Era l’esordio nei quarti di finale, tutti hanno parlato di nervosismo di squadra, io parlerei di maturità durante la partita, dell’atteggiamento avuto, proprio l’opposto, c’è una crescita importante perché una squadra non può essere lucida ed allo stesso tempo pericolosa in 10 contro una squadra abituata a quel livello di partite importanti per la storia che ha. Noi abbiamo avuto atteggiamenti corretti, la ricerca di mettere a posto quelle cose che ci hanno tolto. Anche nella personalità ci vedo miglioramenti”.

    Le sue parole forti sul tifo hanno smosso qualcosa.
    “Se mettono Spalletti contro i suoi tifosi viene fuori qualcosa di forte, ma il mio era un invito a restare uniti, compatti, venendo guidati dall’amore per Napoli. Poi non entro nel merito dei contrasti che ci sono, ma penso sia incomprensibile in questo momento privare questo gruppo del supporto di cui ha bisogno dopo tutte le partite straordinarie che ha fatto. E’ un aiuto fondamentale per noi avere il pubblico al nostro fianco, l’anno scorso ci fu contestazione quando uscimmo dalla lotta Scudetto ed ora che ce l’abbiamo a portata di mano non ci interessa? Io non so di chi è la colpa, le responsabilità, la storia, ma mi è chiaro che ora è il momento di perdersi dentro l’amore per il Napoli. Di lasciarsi andare dentro l’amore”.

    Come si fa a non pensare al Milan?
    “La partita di domani è doppiamente importante, se riusciamo a vincerla ce ne mancano solo 3 per il titolo. Ne servono 4, se vinciamo col Verona siamo più vicini e non vedo motivi per non pensare a questo e pensare a martedì. Dentro gli occhi dobbiamo avere la foto del bello che abbiamo davanti, non dobbiamo portarci dietro troppi ragionamenti. Ma dobbiamo arrivarci anche bene a martedì, per capire l’importanza dobbiamo fare un salto a quando sono arrivato e la gara col Verona simboleggiava uno dei punti più bassi della storia del Napoli, adesso può essere il punto più alto per la storia del club!”.

    Le insidie col Verona?
    “E’ una squadra ben allenata, ti viene addosso fisicamente, è una squadra che ti mette a dura prova sul piano della battaglia per 95 minuti, ha motivazioni a mille a causa della classifica che ha, avendo una rosa superiore a quella classifica lì, ha fatto bene nella partita precedente vincendo meritatamente, nei video che abbiamo visto ha messo in difficoltà tantissimi avversari, anche alla Juventus recentemente, ma le nostre motivazioni sono forti”.

    Di Lorenzo e Lobotka come stanno? Avranno un turno di riposo?
    “Stanno bene tutti e due, valutando il motore di uno e dell’altro. Penso che se devo pensare più a uno a cui far recuperare minutaggio è più Lobotka che Di Lorenzo, ma anche l’altro meriterebbe di tirare un po’ il fiato”.

    Sul preparare la partita prima della Champions e poi il Milan.
    “La squadra è matura nel mettere in fila le cose che hanno davanti, abbiamo davanti una foto bellissima di quello che ci attende, abbiamo la possibilità di andare ancora più vicini a questo Scudetto, abbiamo il ritorno della Champions che viene dopo e per quelli che sono stati i risultati dell’andata è quello più in bilico di tutti perché gli altri sono già delineati e se ripeteremo una prestazione del nostro livello tutto può succedere, loro devono pensare a ripetere la prova di quel livello lì e tutto è possibile”.

    Il Napoli nel finale sembrava stare meglio del Milan.
    “Sì, in 10, dentro la bolgia dello stadio, sotto nel punteggio, si sono viste molte qualità della nostra squadra ed in generale la prova ci fa ben sperare. Ci mancheranno due giocatori di qualità, ma la squadra la conosco e farà una prestazione di livello. Fatti i dovuti calcoli siamo convinti di giocarci le nostre possibilità”.

    Raspadori come sta? Può reggere 90′? Osimhen lo vedremo qualche minuto?
    “Viene da un lungo infortunio, l’abbiamo ributtato dentro per necessità ma aveva ancora bisogno di qualche giorno, ma lo ringraziamo per la sua disponibilità, ci ha dato tutto ciò che ha, 90 sono troppi e se ci fosse bisogno di 20′ di Osimhen potremmo valutarli”.

    Quando incideranno i dettagli in questa fase? Se si sale sul treno giusto…
    “Di solito è sempre l’ultima chiave del mazzo che apre le porte, ci può essere la soluzione sempre a tutto ciò che capita, poi ho una squadra forte e lo ridico ancora una volta, non solo negli 11 ma anche in chi ha giocato di meno. Domani usando qualcuno che ha giocato meno potremo confermare questo mio pensiero”.

    Giornalista georgiana: squadra stanca per il poco turnover?
    “Non lo so, se confronto con le altre abbiamo vinto più di tutti. Qualcuno può essere stanco talvolta, ma nelle scelte fatte abbiamo sempre pescato bene, fatto prestazione e vittorie, in questa gara qui un po’ dobbiamo fare attenzione perché ci sono poche ore e qualcosa cambieremo. Kvaratskhelia può darsi che inizi dalla panchina e poi può darsi che si possa usare per fargli fare un minutaggio ridotto, oppure no, sono tutte valutazioni… mi voleva chiedere questo su Kvara?”.

    Chi gioca centravanti? Riposerà anche Meret?
    “Sì, davanti gioca Raspadori. Meret fa meno fatica, è un portiere, ma qui è più particolare il discorso perché ci sono altre valutazioni da fare e questa non gliela dico”.

  • Napoli, Spalletti: “Abbiamo fatto un lavoro eccellente”

    Napoli, Spalletti: “Abbiamo fatto un lavoro eccellente”

    Spalletti, tecnico del Napoli, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro il Milan, per i quarti di finale di Champions League:

    Per il suo Napoli non si nota il fattore campo
    “Penso sia il lavoro costante sulle squadre per farle diventare forti. Avere una mentalità per non distinguere quale sia il campo migliore o peggiore. ma andare a giocare per ottenere sempre il massimo del risultato, a dispetto del campo e dell’avversario. Trattasi di una crescita per fare risultati importanti”.

    Quanto pesa l’assenza di Osimhen
    “La forza di una squadra non è mai un’addizione nuda e cruda dei componenti della squadra. Ma delle qualità, di come riescono a coesistere l’uno con l’altro, il comportamento di squadra. E la nostra squadra ha fatto vedere di saper giocare al di là della formazione iniziale. Abbiamo vinto delle partite importanti anche senza Osimhen. Mi aspetto che chi va in campo abbia la fiducia dei compagni e propria”.

    Come sta Raspadori?
    “Ha fatto solo oggi come allenamento, non profondissimo. Si valuterà domattina per fargli fare ulteriori prove e poi sceglieremo chi giocherà in quella posizione”.

    Sull’importanza della partita
    “Queste sono le gare che cancellano tante cose, dove tutti i giocatori attraverso l’importanza riescono a riconoscere ciò di cui c’è bisogno. Se si pensa che una partita di campionato interessa solo ai tifosi di Milan e Napoli, una partita di Champions interessa agli appassionati di tutto il mondo e i calciatori questo anche involontariamente un po’ lo subiscono”.

    È la partita più importante della sua carriera?
    “Spero ce ne siano altre più importanti di questa. Siamo a un punto molto alto della nostra carriera, parlo per me ma anche dei miei calciatori. Dobbiamo portare la voglia, l’entusiasmo da dove siamo partiti. Quando vai a giocare queste partite di Champions vai a giocare in stadi di squadre che sembrano proibitivi, ma noi abbiamo dimostrato di saper fare bene e mi aspetto che i ragazzi facciano lo stesso anche domani. E poi ci dobbiamo divertire, ci dobbiamo gustare tutto in ampiezza, anche la cena della vigilia”.

    Una vigilia vissuta come quella di Natale
    “Tutte le ore che circondano queste partite qui sono bellissime, non solo la partita nuda e cruda”.

    Cosa dirà a Maldini?
    “Penso di non dover dire niente a Paolo per la stima che ho di lui, perché parte da lontano. Con le telecamere si riprende ogni dettaglio ma queste sono cose normalissime di spogliatoio. Quando ero allo Zenit e avevo la possibilità di decidere i nomi dei collaboratori mi fu chiesto un profilo internazionale per andare a dare più visibilità al club. Feci il nome di Paolo Maldini e furono felicissimi. Mi chiesero di contattarlo, lo feci ma lui non accettò. Questo è per evidenziare la stima che ho della persona, del calciatore. Feci un post su Instagram, di giugno 2020, dove scrissi: “Il battito del calcio sarà bello anche da casa, Io lo vedrò dalla Scala del calcio” vicino a una scala e per fare questo post misi delle maglie, quelle più vicine a me sono quelle di Maldini e De Rossi. Chiudendo, fu un dispiacere per me non aver salutato Maldini alla fine della partita”.

    Sulle valutazioni alla vigilia di una partita così importante
    “Invece di portarlo a rischiare di farsi male in maniera profonda abbiamo fatto delle valutazioni, pensando alle partite successive. Vista che questa è la competizione dei campioni, i campioni non si piangono addosso. E noi ne abbiamo tantissimi di campioni. Poi ci sono l’emotività e il carattere che a volte possono spostare, ma so che questa squadra domani sera farà di tutto per essere migliore del Milan. Partita difficile, noi non eravamo quelli più forti 15 giorni fa, non siamo i più deboli adesso. Ci giocheremo molto per il futuro di tutti noi e ci faremo trovare pronti”.

    Si aspettava questa reazione da Guardiola?
    “Ho capito che la sua risposta è che le parole che ho detto non sono state interpretate per il modo che le volevo intendere. Quando parlo di Guardiola, mi devo alzare in piedi (si alza in piedi). Lui è uno degli allenatori che guardo costantemente. Se le mie parole non hanno fatto l’effetto che volevo gli chiedo scusa perché a me fa piacere se uno come lui parla bene del Napoli. Io dovrei metterci giorni per parlare delle sue squadre, tanto ne parlerei bene. Se poi parliamo del Napoli che deve vincere la Champions allora dico che noi non abbiamo l’ansia di dover dimostrare di dover vincere la competizione. Ora ci dobbiamo divertire, naturalmente mantenendo quella postura e quell’orgoglio che ci siamo meritati sul campo. Spero di poter farmi due risate con Guardiola davanti a questo episodio davanti a un buon caffè turco”.

  • Napoli, Spalletti: “Dimentichiamo il ko con il Milan”

    Napoli, Spalletti: “Dimentichiamo il ko con il Milan”

    Il Napoli è alla vigilia della sfida di campionato contro il Lecce, e l’allenatore dei partenopei Luciano Spalletti presenta in sala stampa la partita.  Ecco le sue dichiarazioni. 

    Per fortuna si gioca subito dopo il Milan.
    “Il concetto di infallibilità ce lo avete attribuito voi, noi siamo sempre rimasti umili, sapendo di avere dei difetti come le altre squadre. E’ soltanto stata la bravura dei calciatori a far emergere le migliori qualità che hanno, non vedendo altro con più frequenza, facendoci vincere tutte queste partite. Sappiamo che il Milan è arrivato alla partita col timore di perderla, noi probabilmente con tutti i discorsi che si fanno con la convinzione che potesse essere una gara di riempimento verso la Champions. Questo ha fatto la differenza sulle motivazioni della partita. Dopo aver parlato serenamente di ciò che è successo, sappiamo benissimo che da qui in avanti saranno tutte battaglie difficili da vincere per portare a casa questo Scudetto. Fino a quando ci mancherà un solo punto alla matematica non avremo fatto niente, tutto verrà spazzato via fino a quel punto! Poi c’è pure da allenarsi, parlare di qualche sconfitta, non si può vincere sempre”.

    E’ la partita più importante della stagione?
    “E’ una partita importantissima, sappiamo come affrontarla, la prestazione che serve in questi casi, dopo una sconfitta, è piena di sostanza dove qualsiasi pensiero deve essere rivolto al bene della squadra quando vieni fuori da prestazioni mezza e mezza che viene qualche dubbio, anche se è eccessivo dirlo. Però ti chiedi perché in altre è andata in un modo ed in questa in un altro. Si deve pensare al compagno, la soluzione a tutto è correre per il compagno, dare situazioni più pulite agli altri, prendersi beghe per risolvere quelle degli altri, ragionando così diventa tutto più facile”.

    Quante possibilità di vedere Osimhen convocato per domani e quante per Milano?
    “Domani non ci sono possibilità, andiamo alla settimana successiva con la programmazione del lavoro. Per la gara successiva dal punto di vista della programmazione ce ne sono molte, ma bisogna aspettare lo sviluppo pratico del lavoro”.

    Per domani pensa a dei cambi?
    “Sì, qualcosa verrà cambiato dalla formazione precedente”.

    Ha detto che non sa se è un buco o una voragine dopo il Milan.
    “La settimana s’è sviluppata nella maniera migliore possibile, ho visto grandi allenamenti, velocità di fraseggio a cui siamo abituati, mi meraviglia sempre, non l’ho mai avuta o poche volte in carriera”.

    Raspadori a che punto è? E’ nelle condizioni di fare già una staffetta con Simeone?
    “Non manca niente, è un’opzione a tutti gli effetti, è nelle condizioni di poter essere scelto, è un percorso programmato dandogli tutta la disponibilità possibile e ci sono stati comunque 20 minuti nell’ultima partita per completare l’inserimento”.

    Clima surreale intorno alla squadra, quanto vi arriva dentro al campo? Resta qualcosa nella testa?
    “La sintesi è che quel clima venuto fuori in quella partita non ci aiuta, poi non so pesarlo. Ma dobbiamo essere disposti a tutti, come si è detto, per arrivare in fondo al traguardo. Dobbiamo essere disposti a corrodere noi stessi per qualsiasi cosa, senza tifosi non si può stare, ho ridetto pure però che chi usa il calcio per fare casino deve stare a casa e non entro a casa. Se vogliamo che il tutto per lei non sia solo uno slogan è chiaro che dobbiamo essere tutti disponibili a tendere la mano per un punto di incontro. Io penso che per la bellezza di questo traguardo si debba trovare una soluzione. Noi abbiamo una tifoseria leggendaria nel mondo, una capitale del calcio nel mondo, per la bellezza dello stadio pieno a Empoli, Sassuolo, Torino, l’amore per il Napoli, dico che è un peccato non sfruttare queste situazioni e non avere ancora più forza per combattere gli avversari e lottare su ogni avversario”.

    Colpito dalla doppia atmosfera, festa in città e clima opposto nello stadio?
    “Certo, si parla e si entra nel pratico. Quello che succede in città o pensate voi… sono rimasto l’ultimo samurai si è scritto, quindi sono l’ultimo a pensare che non si è vinto ancora. Servono ancora 5 vittorie, 15 punti, ma si fanno… (ride, ndr), io sono da anni dietro il pallone che ruzzola, ma so bene che spesso lo fa bene, ma talvolta prende la buchettina e ruzzola male fino a quando non la colpisci e la rimetti in linea. Alla squadra gli parlo in questa direzione e la squadra lo sa bene, Di Lorenzo l’altra mattina dopo di me ci ha messo due frasi da capitano ed in questa direzione: il lavoro va completato, la sconfitta dell’altra sera ci dice questo. Noi siamo convinti e non stiamo dietro a tutto ciò che si dice, mancano 5 vittorie poi ognuno può dire ciò che vuole: chi ti vuole male dice non lo vincono più, altri dicono l’hanno già vinto”.

    Cosa si attende dal Lecce? Viene da 5 ko di fila.
    “La squadra sa bene le difficoltà, il Lecce è allenato benissimo, sta benissimo in campo, ha subito sconfitte in sequenza ma per episodi, non sono state sconfitte meritate ed hanno vinto contro grandissime squadre in cui s’è vista la loro idea di calcio totale, pressando, ribaltando subito l’azione, tornando subito dietro la linea della palla. L’ambiente è innamorato del calcio, c’è passione infinita, poi se loro hanno una posizione di classifica diversa dalla nostra è perché ci sono dei valori e se sei bravi a farli vedere in campo probabilmente è una gara possibile, se invece sei convinto che sia una gara di riempimento verso altre più importante fai come l’altra sera con avversari che passano nel nostro recinto senza aggressione”.

    Come lavora sulla testa per evitare quello che dice?
    “Abbiamo parlato già la mattina dopo, gliel’ho detto, ha parlato anche Di Lorenzo. Ci siamo arrivati con motivazioni diverse dalle loro, hanno fatto vedere i campioni d’Italia, noi non abbiamo fatto vedere di essere la capolista con merito per quanto sviluppato, non s’è visto riaggressione dopo la palla persa di Zielinski, hanno avuto campo libero, si sono perse delle linee guide che sono fondamentali per noi”.

    Sugli episodi di Torino verso Lukaku.
    “E’ una materia da approfondire bene, dobbiamo essere convinti della soluzione, dico soltanto che è un dispiacere vedere queste cose nei nostri stadi e che se vogliamo essere all’altezza del calcio europeo bisogna cambiare qualcosa. Pure nel festeggiare quando si vince, nelle prime pagine dipende cosa si mette, ci sono anche un po’ di provocazione, bisognerebbe stare tutti un po’ più attenti ai comportamenti e poi mettere su delle regole attuate e far pagare le conseguenze, si passa da lì”.

    Juan Jesus ha rinnovato, si fa sempre trovare pronto, può esserci anche lui tra i cambi?
    “Possono esserci tutti, io cito anche Ostigard che si allena in maniera splendida, ha caratteristiche secondo me differenti da altre ma un calciatore concreto, sano mentalmente, muscolarmente, viene sempre con la stessa voglia, lotta su tutti i palloni, sono tutti nelle condizioni di essere scelti”.

    Pure ADL ha detto a furia di ripetere che è vinto, ce la tiriamo da soli.
    “Io non commento quello che ha detto ADL, è il presidente, io non so se l’ho detto come lui o lui come me (ride, ndr), io la penso così. Noi abbiamo ancora del lavoro da fare, lottare su ogni pallone, siamo fortissimi ma per essere tali servono comportamenti forti, se usi quelli deboli non viene fuori il tuo livello”.

  • Napoli, Spalletti: “Stiamo facendo una grande stagione”

    Napoli, Spalletti: “Stiamo facendo una grande stagione”

    Il tecnico del Napoli Spalletti ha ricevuto il premio Bearzot.Queste le sue dichiarazioni:

    “Avevamo parlato dell’indifferenza di quando sono arrivato per dei risultati che non erano così accettabili per la città. C’era bisogno di compattarsi e fare un corpo unico per affrontare le difficoltà. Euforia controllata? Ma avete visto quanto è bella Napoli? Io ho deciso di vivere a Castel Volturno perché da com’è bella Napoli non si può guardare. Ci sono cose talmente belle che poi uno si impressiona e gli occhi diventano tutti azzurri (ride, ndr). Anche i calciatori ora bisogna che siano bravi perché rischiano con un po’ di euforia per i risultati di sentirsi appagati e questo è il peggior nemico che ci possa succedere. Ma tutte le volte che tento di fare dei discorsi quando ho timore cali l’attenzione, loro mi guardano a fine partita e il giorno dopo come a dire: hai visto che non è così? Sono davvero fatti di una pasta diversa”.

    Champions? “Questa è una cosa che va vissuta totalmente e non vediamo l’ora di andarci a confrontare. Sono cose bellissime che non ho mai vissuto in 64 anni. Anche i calciatori devono stare attenti. Il tempo passa per non ripassare più e queste partite sono bellissime. Fisicamente la squadra sta bene, ho uno staff di prim’ordine grazie al presidente. Penso sia fondamentale capire che in queste partite non si porta dentro il passato perché ti vestono al meglio con tutte le tue qualità e difficilmente non le riproponi dentro la partita. Noi non possiamo portare questo minimo vantaggio in campionato. Si riparte da zero. Da zerissimo. Era una delle qualità di Bearzot, questa. Lui è stato progenitore, fonte di ispirazione della nostra categoria. Dicevano fosse testardo ma io lo vedevo coerente rispetto alla conoscenza del suo lavoro”.

    Kim e Kvaratskhelia subito pronti? “Questo dubbio lo aveva anche De Laurentiis. Prima di prenderli ci sentivamo di sera, su Kvara io ho lavorato in Russia e qualche domanda a qualche amico l’ho fatta. De Laurentiis mi esprimeva alcune perplessità sulla differenza tra i campionati ma oggi i confini calcistici sono più sottili, è più facile riuscire ad entrare subito in un programma e in un modo di valutare differente a quello di prima”.

    Napoletanità? “Questo si percepisce anche stando al di fuori quando si vedono le immagini del Napoli e di Maradona e diventa forzato il dover assorbire e reggere una certa pressione che fa parte di amore e di passione. Qui si vive per il calcio, ma questo è ancora il tempo del lavoro, è un patto con la squadra e loro ce l’hanno bello chiaro. Poi si vedrà se si festeggerà”.

    Il gruppo? “Dobbiamo stare attenti a non fare torti al resto della squadra. Se parliamo di calcio moderno, Di Lorenzo ha questa qualità di saper svolgere più compiti in più ruoli. Di Lorenzo è un difensore incredibile, quando costruisce ha qualità e si aggiunge ai centrocampisti dentro al campo, quando va davanti con le sue incursioni è uno che evidenzia più sforature sulla linea avversaria. Dentro questa qualità individuale c’è la crescita dei calciatori e insieme si diventa una squadra fortissima. In chiusura dico ai bambini che se si va a scuola si palleggia meglio…”.

  • Napoli, il presidente De Laurentis: “Spalletti rimane è tra i big degli allenatori”

    Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha parlato al premio Bearzot che riceverà proprio il tecnico dei partenopei Spalletti. Ecco le Sue dichiarazioni.

    “Se le regole del calcio fossero diverse forse lo scudetto lo avremmo portato a Napoli già altre volte. A fine stagione sarà una super festa. Spalletti resterà a Napoli”.

    Poi sul mercato dice: “C’è sempre la proposta indecente…i numeri li fanno gli altri. Noi aspettiamo. Sono dei ragazzi straordinari. I miei contratti sono unici, vengono dal cinema, quindi nessuno si muove se noi diciamo di no. Vedremo.”

  • Napoli, Spalletti: “Momento magico? Non dobbiamo abbassare la guardia”

    Napoli, Spalletti: “Momento magico? Non dobbiamo abbassare la guardia”

    L’allenatore del Napoli Luciano Spalletti risponde alle domande della stampa nella sala conferenze del Training Center di Castel Volturno. Ecco le sue dichiarazioni.

    Sul momento felice: “Noi verremo giudicati per quella che è la serietà e la professionalità dell’affrontare le cose. Io ho questa esigenza e mi devo affrettare, di tempo non ne ho molto (ride, ndr), so che devo dare valore a tutte le cose che mi passano davanti ed io per il Napoli sono disposto a tutto”.

    Anno irripetibile?
    “Sarà quello dopo questo, almeno nelle intenzioni, qualsiasi cosa succeda, e poi ancora quello dopo e si può andare avanti all’infinito. Il meglio è sempre quello che vuoi scoprire e prendere. Non bisogna fermarsi, non ci si deve fermare mai, si scava sempre più in profondità”.

    Sul Torino e le difficoltà della sfida.
    “Parlo volentieri del Torino, per il rispetto che non solo gli devo, ma che gli riconosco, sarà una partita molto difficile. Il Torino non cambierà atteggiamento, l’Eintracht ha cambiato in base al risultato dell’andata, ed era costretto, il Torino è sempre un avversario complicato, è asfissiante in tutto quello che fa, non solo in possesso dove vuole mantenere un livello altissimo di fatica ed è allenato a questo. Poi quando hai la palla, non vedi mai di fronte a te, sei sempre costretto a tornare dal portiere e diventa un duello costante sulla fisicità. Loro ti pressano costantemente. Sono sempre disposti a farti sentire il fiato sul collo, per noi che amiamo giocare per loro è un divertimenti non farci giocare. Con Juric ho anche discusso, ma poi sotto sotto c’è sempre stata grande stima per il lavoro e l’impegno profuso”.

    Ha detto che non ha molto tempo, quando è la scadenza?
    “Meglio non fare calcoli, si affronta il momento che viviamo, le considerazioni di volta in volta possono essere diverse. Si prova sempre ad essere migliori di quelli che siamo stati. Dipende. Se penso alla disponibilità della squadra, allora vorrei vivere in eterno. Se penso a quello successo l’altra sera in città, vorrei non partecipare a queste situazioni e lavorandoci dentro è una cosa che mi disturba e non vorrei farne parte ma di rimbalzo è il tuo mondo. Conta quanto ami le cose e quanto sei amato”.

    C’è la sosta, ma c’è un problema di stanchezza all’ultima partita. C’è da aspettarsi qualche cambio in più?
    “Può succedere che ci sia qualche titolare differente rispetto all’ultima gara, ma si fa quello che si fa sempre, preparandoci al meglio ogni giorno per ogni partita, una alla volta. I conti in fondo. Le scelte sono sempre in base alla condizione dei singoli, le caratteristiche, non ho il timore di sbagliare, qualsiasi cosa scelgo, scelgo bene perché ho tutti molto interessati alla causa e disponibili fisicamente e mentalmente. Si valuta in base alla partita, mentalmente in base alla reazione dopo l’ultima partita, a volte capita perché ti dicono tutti che l’hai già vinta e devi pensare a quella successiva. Tutti parlano di risultato facile e ti trovi a giocarla in condizione di uno svantaggio totale, da dentro te ne accorgeresti che si subisce quest’idea”.

    Il calcio italiano è in crescita, è difficile giocare con le squadre di mezzo come anche il Torino? Che soddisfazione è guidarlo?
    “C’è una ricerca di cose più moderne, più forti, d’impatto, penso alla qualità del portiere del Torino di quando gli riportano la palla dietro, tu pressi e sei costretto su una pallata a doverti ricomporre in area in un attimo. Tu pensi di prendergliela e creargli problemi, e lui con un calcio te la mette al limite dell’area di rigore tua e devi ricomporre la linea da metà campo dov’è quando pressi alla tua area e devi rientrare anche con le punte. Sono cose che fanno parte di un calcio moderno, loro hanno anche la soluzione di un attacco con velocità e tecnica, Karamoh l’ho allenato all’Inter ed ha guizzi imprevedibili, crea problemi, per dire che il calcio va avanti e c’è sempre da modellare la lunghezza del campo, a loro non gliene frega di accorciarlo, se potessero lo farebbero ancora più lungo e largo”

    Raspadori è recuperato? Soddisfatto dei progressi di Ndombele?
    “Non recupera, poi ho letto che non andrà neanche in nazionale se non sbaglio. Ndombele è un giocatore forte, all’inizio non lo conoscevo molto, c’era il dubbio del perche il Tottenham l’avesse lasciato partire, per quello che ho visto io, vedendo la partita Milan-Tottenham, per quella che è la mia conoscenza, ce l’avrei visto bene dentro. E’ uno che alleno volentieri, è un ragazzo anche molto dolce, forte fisicamente, nella modernità del calcio c’è da includere questa forza fisica che è importante, ha forza, motore, tecnica, guizzi in cui vede dove si trova lo spazio per imbucare, è uno che mi garba come si dice in Toscana”.

    Stesso score in casa e fuori, merito della mentalità che ha portato.
    “Se facciamo le cose che sappiano fare siamo più a nostro agio. Potremmo essere un po’ leggibili, ma lasciamo la qualità ai giocatori di talento e lasciamo che la qualità individuale dia quelle soluzioni che ti consente di far male agli avversari”.

    Su Elmas e Simeone: Mi volete far diventare antipatico con i miei calciatori che io abbraccio dalla mattina alla sera. c’è da valutare che c’è la sosta dopo e quindi si può recuperare bene, quelli che non subiscono una fatica così li andiamo a riusare. Elmas merita di giocare qualche partita da titolare, come altri. Qualcosa la cambieremo, ma non fatemi dire”.

    Finito il divieto di trasferta, quanto è importante riavere i tifosi?
    “Fondamentale, spero non succeda più quanto accaduto. Capisco che ci sono storici dietro, situazioni che ti portano ad un atteggiamento, ma la squadra si sente più forte col pubblico in trasferta ed in primis è più bella la partita. Quando c’è un divieto ci sono dei colpevoli, ma molti non colpevoli che vengono penalizzati, io ho temuto per le trasferte quando c’è stato il divieto perché per noi è un sostegno importante ed i calciatori hanno bisogno di quello che ci dà la curva”.

    Prova di Zielinski di assoluto livello, in Europa lo agevola il gioco aperto?
    “Secondo me ha giocato allo stesso modo anche in campionato, ma la rivedrò (ride, ndr). Dentro la crescita della squadra, lui si nutre del comportamento della squadra, di quello che viene fuori, lui ha resistenza, tecnica, tiro, secondo me sta mettendo mano pesantemente a quello che è il suo carattere perché a volte se sei troppo buono e bravo non sempre in questo mondo hai dei vantaggi ed ogni tanto bisogna farsi venire la vena sul collo. Kvara quando ha fatto gol con quel dribbling, mentre calciava aveva la vena sul collo e quando è arrivato non ce l’aveva così, ora mi garba di più”.

    Sul rigore calciato da Zielinski.
    “L’hanno deciso i ragazzi, c’è democrazia nello spogliatoio, quelli bravi sono quelli che dicono loro, non quelli che dite voi. Se decidono diversamente dalle indicazioni, io sono tranquillo anche perché si fermano sempre a calciarli e c’è stato un miglioramento notevole, anche quelle sono qualità. Ha preso il rigore, gli dava fastidio quello che è successo nei rigori precedenti e si sta buoni perché è corretto così”.

  • Guardiola: “De Zerbi sta facendo bene, il Napoli in questo momento è la più forte d’ Europa”

    Guardiola: “De Zerbi sta facendo bene, il Napoli in questo momento è la più forte d’ Europa”

    Il tecnico del Manchester City, Pep Guardiola è entusiasta del passaggio del turno ai quarti di finale di Champions League, dopo il rotondo 7-0 sul Lipsia, grazie ad uno stratosferico Haland. L’allenatore spagnolo parla a tutto tondo  esaltando il Napoli ed il tecnico De Zerbi del Brighton che sta facendo bene proprio nella Premier League.

    Sui partenopei dice:

    “Ho vissuto due anni belli in Italia e ho ancora tanti amici, specie a Brescia. Il Napoli forse in questo momento è la squadra più forte non solo d’Italia, ma anche d’Europa quest’anno in termini di gioco, è molto vicino all’Arsenal, poi sono tornate ad ottimi livelli anche Inter e Milan. E questo mi fa molto piacere”.

    Sul tecnico del Brighton De Zerbi, Pep Guardiola afferma:

    “E poi qui da noi nella Premier League abbiamo il tecnico De Zerbi nel Brighton che sta cambiando tante cose nel calcio inglese, facendo un calcio davvero eccellente e meraviglioso. Si diceva che qui in Inghilterra non si potesse fare, ma invece lo sto facendo ed alla grande. Tutte le cose belle che succedono all’Italia mi rendono felice. Allenare lì un giorno? Penso che ci verrò solo in vacanza…”.

  • Napoli, Spalletti: “Per fare grandi squadre servono grandi calciatori”

    Napoli, Spalletti: “Per fare grandi squadre servono grandi calciatori”

    Ecco le parole in conferenza stampa di Luciano Spalletti alla vigilia della sfida contro l’Eintracht di Francoforte.

    Prende la parola Spalletti. Qual è il segreto? “Quello di Pulcinella. Per fare grandi squadre servono grandi calciatori, impossibile avvenga diversamente. Il Napoli è stato bravo a costruire una squadra di grandi calciatori, poi è chiaro che ci vogliano delle qualità, oltre a essere bravi, tipo l’umiltà, la disponibilità, la professionalità di volersi mettere a disposizione, di aiutare il compagno, di volere diventare un gruppo e non l’addizione di undici singoli calciatori. Collaborare in quello che facciamo. Poi si va a scegliere un disegno da un punto di vista organizzativo, se loro accettano che sia quello giusto ci si va a lavorare dentro. Se questo dà soddisfazione e riempie i cuori di un pubblico come quello, passionale, come quello napoletano… Ti rimbalzano addosso tutto l’amore e l’affetto, si va a essere più qualitativi e creativi”.

    È la partita più importante, di Champions, del club Napoli?
    “È una grande sfida, può essere paragonata alla prima finale della stagione. Può determinare molto per la squadra e per il club, si andrebbe a fare parte della storia di questo club. Non penso che diventi una pressione per la squadra, perché oramai l’abbiamo già vista in stagione”.

    Sente che il Napoli possa giocarsela alla pari con le più grandi d’Europa? “Penso che la mia squadra, per ciò a cui mi ha abituato durante gli allenamenti dal primo giorno, sia una di quelle che non abbassa lo sguardo. Però poi c’è sempre da rifare dall’inizio le stesse cose. Non è che si porti dietro l’addizioni di quanto fatto finora o dei numeri che possono crearci vantaggi. In questo caso non abbiamo da pensare a quello che è la Champions League in generale, dobbiamo pensare solo a passare il turno. L’Eintracht è una squadra che ha superato un girone con delle squadre fortissime, come Tottenham, OM che è seconda in classifica in Ligue 1, lo Sporting. E l’anno scorso, quando noi siamo usciti col Barcellona, l’Eintracht è andato a Barcellona e ha vinto lì. Per cui noi abbiamo totale rispetto della qualità dell’Eintracht e del lavoro di Glasner. Sappiamo che sarà una partita durissima e difficilissima. Non possiamo essere presuntuosi, non possiamo pensare già ai turni successivi, non è il nostro modo di ragionare”.

    Sul divieto di trasferta ai tifosi dell’Eintracht. “E’ un provvedimento adottato in conseguenza a quanto accaduto all’andata, dove non c’è stato il massimo dell’ordine pubblico e i nostri tifosi si sono trovati dinanzi a situazioni spiacevoli. Ci sono professionisti che lavorano all’ordine pubblico, come l’Osservatorio e la Questura. E’ una questione politica in cui io non posso entrare. So che se c’è il timore che possa succedere qualcosa è giusto intervenire. Bisogna fidarsi della qualità degli organi ufficiali, addetti a prendere delle decisioni. Bisogna adeguarsi alle loro decisioni. Questo non dipende dal nostro club. Su questo si è anche ironizzato un po’ e non è corretto perché non dipende da noi”.

    Potete fare calcoli? Meret se sta bene gioca lui? “Fare calcoli sarebbe sbagliato perché si modificherebbe qualcosa e nel calcio è sottilissima la differenza che può determinare un modo di pensare o un episodio. Dall’inizio abbiamo provato questo calcio, un calcio che sia bello da vedere a un pubblico esigente come quello napoletano che ha visto il giocatore più forte di tutti. Ingannare loro, allora, diventa difficile. Una maglia l’ho già assegnata per domani, l’ho assegnata al nostro pubblico: loro giocheranno titolari”.

    L’Eintracht sarà senza Kolo Muani e Lindstrom. “Non c’è nessun rischio di sottovalutare l’Eintracht, sappiamo che Glasner ha fatto un lavoro ottimo. Lo scorso anno l’Eintracht ha vinto a Barcellona anche senza Kolo Muani. Per cui non si corre il rischio di essere sotto livello da un punto di vista di concentrazione e voglia. Siamo davanti a un qualcosa che può far parte della storia del Napoli e qui sono abituati alle grandi storie. La nostra città è abituata alle grandi storie e ai grandissimi personaggi. E noi abbiamo l’ambizioni di diventare una grandissima storia e dei grandissimi personaggi per la nostra città. Per cui non sottovaluteremo nulla, la qualificazione è al 50% e lo sappiamo: non un punto di più e non uno di meno. Bisognerà rifare quella partita magnifica che abbiamo fatto all’andata. E’ una partita che va vinta”.

    Servirà di più il cuore o il cervello? “Cuore, cervello e anche un po’ di culo”.

    Tatticamente cosa si aspetta dall’Eintracht? “Non so loro cosa proporranno, sono strategie che spettano a Glasner, ma so che tenteranno di fare qualcosa di diverso sicuramente perché il risultato della partita dell’andata li obbligherà a fare qualcosa di differente. Devono recuperare un risultato, quindi avranno una tattica di pressione maggiore rispetto all’andata, anche se la loro caratteristica è di essere bravi a ripartire e attaccare gli spazi a campo aperto. Dobbiamo essere così umili e normali da saper valutare o almeno di avere tutte le attenzioni per quello che gli altri possono mettere davanti. Loro ci metteranno davanti delle cose ma noi saremo pronti a fronteggiare tutto”.

    Qual è la situazione dell’infermeria tra Kim, Meret, Lozano e Raspadori? “Per Raspadori eravamo tutti entusiasti di provare a portarlo in panchina ma gli esami hanno fatto vedere che si rischierebbe qualcosa, allora ci prendiamo qualche altro giorno per farlo guarire perbene. Gli altri sono a disposizione e possono essere scelti per giocare titolari: Lozano, Kim e Meret sono a completa disposizione. Stamani dentro l’allenamento si sentiva già la voglia di esserci, si percepiva il profumo dello stadio pieno di domani sera”.

  • Napoli, Spalletti: “L’Atalanta è sempre un avversario difficile da affrontare”

    Napoli, Spalletti: “L’Atalanta è sempre un avversario difficile da affrontare”

    Alla vigilia della sfida contro l’Atalanta, l’allenatore del Napoli Luciano Spalletti risponde alle domande della stampa nella sala conferenze del Training Center di Castel Volturno. Ecco le Sue parole. 

    Gasperini ha detto che ripetendo la prova dell’andata si toglierebbero delle soddisfazioni. Fu una gran prova di mentalità per voi.
    “La mentalità si costruisce nel tempo, fu una partita che ha rafforzato il concetto di calcio che volevamo fare con un risultato strappato a fatica. Con l’Atalanta sono grandissime sfide, il risultato finale te lo devi meritare per portarlo a casa, loro sono una grande squadra, allenata da un grandissimo allenatore, anzi sono tante stagioni in cui porta a casa un fatturato calcistico importante sia di soldi che di risultati. Poi ci sono le caratteristiche della squadra che sono ben delineate e diverse dalle altre, ad esempio dall’ultima con la Lazio, e sarà una gara importante che noi affronteremo nella maniera corretta perché non dobbiamo reagire, si deve reagire quando si sbaglia, noi con la Lazio non abbiamo sbagliato niente sull’atteggiamento poi è chiaro che bisogna fare delle cose in maniera migliore ed è mancato solo il risultato”.

    La sconfitta non ha cambiato il lavoro settimanale prima della Champions.
    “E’ cambiato tutto, l’Atalanta gioca in maniera diversa, la Lazio gioca in un fazzoletto di campo facendo le stesse cose, interpretando bene quando accorciare con la linea e quando scappare, ma usano la copertura di spazi, blocco squadra, mentre l’Atalanta ti dà spazi tra gli uomini, ti vengono addosso, le distanze tra i reparti saranno più ampie e sei tu che crei degli spazi perché ti illudo di averli creati ma poi con la fisicità e la conoscenza del loro calcio è un’illusione e spesso ti ritrovi con l’uomo addosso e devi avere un ritmo superiore, un anticipo superiore, una qualità di gioco che ti fa fare la partita che vorresti”.

    Nell’ultima gara Maradona silente, senza bandiere, che idea ha della questione? Cosa si aspetta dai tifosi?
    “Ho visto una partecipazione totale, un voler star vicino alla squadra, non ho trovato niente di differente. Noi abbiamo l’idea di quello che vogliamo fare, di cosa affrontiamo di partita in partita, e l’unica via di uscita è la vittoria sempre e sappiamo che il nostro pubblico è al nostro fianco sempre e ci darà una mano tutte le volte che ci vedrà in difficoltà e l’ho percepito così anche nell’ultima”.

    Marzo decisivo?
    “Si parla sempre di partite future, l’ho già detto tante volte che per noi non funziona così, se ne affrontiamo più di una insieme… noi ne affrontiamo una per volta e l’attenzione è tutta alla partita con l’Atalanta. Non abbiamo la presunzione di poter gestire un campionato come se fosse una formalità o un intralcio ad altre gare più importanti, l’intralcio è solo l’Atalanta ora ed è fortissima per tanti motivi”.

    Cosa pensi di Ostigard?
    “Penso meglio di quando insieme a Giuntoli ne parlammo e siamo andati a prenderlo. E’ un calciatore prima di tutto professionista, un uomo eccezionale, poi è anche un buon calciatore, sta facendo delle conoscenze del nostro campionato ed ha qualità ben delineate. In un calcio dove si gioca più sulle seconde palle e sulla costruzione lanciata, è insuperabile, fortissimo, in un calcio dove si gioca su spazi più stretti ci sono delle cose che sta apprendendo e migliorando. Solo la qualità di due centrali perfetti come Kim e Rrahmani non gli ha concesso molto spazio”.

    Quale sarà il momento in cui penserà di aver messo le mani sullo Scudetto?
    “Sarà possibile pensarlo quando non ci sarà un’altra squadra in condizione di prenderci come punti. Ragazzi dobbiamo fare ancora tante partite di livello, abbiamo visto quale qualità c’è in Italia nonostante ciò che si dice nel confronto europeo, questo la dice lunga sulle difficoltà di portare a casa il risultato. Con la Lazio non abbiamo fatto niente di male per perderla, ma ti ritrovi senza punti, e siccome io le partite le riguardo, le analizzo, le faccio rivedere, io sono sicuro che non c’è da avere reazione perché la prestazione c’è stata in maniera importante, ma avevamo davanti un’altra squadra che ha fatto cose importanti e che ha sfruttato un episodio a favore, come noi altre volte abbiamo fatto”.

    E’ difficile vincere adesso? Potrebbe capitare di dare il 100%, ma non più il 101%, c’è il rischio? Ha parlato di poca precisione con la Lazio.
    “Qualche volta abbiamo vinto così, spesso la squadra ha meritato. Questi ragazzi non hanno bisogno di motivazione da parte mia, sono consapevoli del prestigio della maglia e della città. Le loro motivazioni, le più grandi, sono la città, il Napoli ed il suo popolo e la sua storia, se pensi a questo e non ad andare a cena fuori non c’è bisogno di motivazioni. Bisogna avere i pensieri giusti, occhi puntati sulle stelle, piedi per terra e si gioca”.

    Simeone convocato dall’Argentina, cosa rappresenta? E’ una soddisfazione anche per lei?
    “Stamattina gli brillavano gli occhi, è di quelli veri, sanguigni, per i sudamericani è ancora più forte e significa che anche in poche partite ha lanciato un messaggio indelebile per chi lo valuta. Lui non ha una prestazione in base al gettone che inserisci, lui la fa sempre allo stesso modo, forte, e tenta di dare l’aiuto maggiore alla causa”.

    Come sta Raspadori? Rientra prima della sosta?
    “Va valutato, sta lavorando benissimo, lavora in campo col pallone, ma non con la squadra, aspettiamo da un momento all’altro l’ok dei medici per poterlo utilizzare nelle esercitazioni”.

    S’è parlato tanto del condizionamento mondiale, è passato o serve una gestione diversa?
    “Ora le partite diventano abbastanza anche senza considerare quelle, quindi si analizzano di volta in volta. Questa settimana si sono allenati benissimo, come nelle precedenti, abbiamo di fronte un gruppo importante, roba seria, ti guardano in faccia e capiscono da che parte vai e partono. Questa è la nostra forza, ragazzi sanissimi che hanno solo un pensiero, un solo obiettivo, una sola ragione e si va tutti di là! Quando c’è qualcuno che dice cose meglio di come le dico io, o come le faccio io, sono di quelli che impara!”

    Sul compleanno ed un primo bilancio: “Mi ha fatto piacere avere tutti questi attestati di stime, tante belle parole dai tifosi, dagli amici e familiari, ma i bilanci si fanno dopo, non a marzo”.

    Sulle rotazioni con l’arrivo della Champions: “Si va sul visivo, si fanno le cose e si vede ciò che è mancato, cosa avremmo potuto usare, e di volta in volta in base a ciò che sviluppiamo si prendono delle decisioni per la gara successiva. Le gare sono tante quelle giocate e ne mancano ancora tantissime ed in spazi come quelli in questa settimana le gambe sono pulite e viaggiano, le sensazioni sono super-positive”.

    Con la Lazio centrocampo un po’ bloccato, quando c’è Mario Rui vi aiuta nell’impostazione.
    “Io parlo di chi c’è, Mario Rui è squalificato, Olivera ha fatto una grande partita. Diversi? Non lo so, io so che due anni fa tutti contestavate Mario Rui, gli davate giudizi pessimi, mi fa piacere che ora gli date la considerazione che merita. Se ci stava più attento a quella reazione lì l’avremmo avuto a disposizione, ora però giochiamo con chi c’è e si va a vincere con chi è disponibile. Si accentra di più? Dipende dall’avversario, anche Di Lorenzo, se affronti due attaccanti stanno centrali, ti lasciano liberi i terzini e possono stare più stretti e collaborare con i mediani, quando gli attaccanti sono tre c’è un’ampiezza maggiore e sei costretto come contro la Lazio ad alzare ed allargarli e sta più largo perché loro lasciano quella via lì soltanto, non quella dentro. Contro 3 attaccanti hai più lateralità e devi scavare posizioni per attaccarli”.

    Ndombele non ha espresso ancora tutto il suo potenziale
    “Ndombele è forte, solo i risultati e le prestazioni di Zielinski ed Anguissa in questo periodo non gli hanno permesso di giocare di più, lui è un cubo che ha forza, tecnica, si scrolla le marcature come potrebbe accadere domani, quando l’ho messo dentro si è fatto trovare pronto per pezzi di partite, è una considerazione di poterlo usare che lei mi ha letto nel pensiero, lei è un sensitivo (ride, ndr)”.

    Elmas fu determinante all’andata, è una soluzione anche al posto di Lozano?
    “Può essere la soluzione a qualsiasi volontà, è uno fortissimo, uno come me lo vorrebbe sempre avere, poi è chiaro che può giocare di più o meno, ma bisogna sempre tenere presente le prestazioni precedenti”.

    Kvaratskhelia ha preso posizione per le proteste in Georgia, ne avete parlato? L’ha colpita il suo coinvolgimento?
    “Sì, si è schierato con i social in maniera importante, come una persona deve fare quando ritiene ci siano ingiustizie, facendo leva sulla sua forza d’ascolto, è un voler scendere virtualmente in piazza anche lui. Noi lo abbiamo ritenuto giusto, vada applaudito più di un gol per la sua posizione, siamo contenti di avere un grandissimo calciatore che è anche un grandissimo uomo”.